Immigrazione come opportunità
Introduzione
L’immigrazione è un argomento controverso; eppure, i Verdi ritengono che il fenomeno dell’immigrazione sia un’opportunità e, se gestita responsabilmente, sia una circostanza vantaggiosa per tutti. Sempre più diffusamente riconosciuto è che per l’Europa, i lavoratori migranti di ogni livello di competenza sono una necessità economica in seguito all’invecchiamento della popolazione e per il conseguimento dell’obiettivo di Lisbona di diventare l’economia competitiva basata sulla conoscenza più dinamica al mondo.
Il fenomeno migratorio è sempre esistito nella storia ed è un fenomeno globale cui partecipano i cittadini dell’UE. Il diritto al libero movimento è un diritto umano, come ripetuto nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo approvata dall’ONU nel 1948. La migrazione aiuta lo sviluppo: i migranti hanno in passato e continueranno in futuro a forgiare culture e società e a portare con sé conoscenza e competenze.
I Verdi vogliono che l’UE e gli Stati Membri riconoscano la nostra necessità dei migranti e riconoscano il loro contributo, offrendo loro meccanismi chiari per l’accesso e il lavoro legale. Nessuna riduzione della migrazione irregolare (illegale) è possibile senza meccanismi definiti per la migrazione legale. Le politiche di immigrazione restrittive danno forse ai cittadini un falso senso di sicurezza, ma aumentano la pressione ai confine esterni, accentuando la vulnerabilità e favorendo il traffico illegale come attività lucrativa.
C’è una netta differenza tra asilo e migrazione. Il migrante è una persona che cerca occupazione, lavora o ha lavorato in un paese diverso dal proprio. Il rifugiato è una persona che cerca rifugio in un altro paese a seguito di guerra o violenza o rischio di persecuzione a causa di “razza, religione, nazionalità, opinione politica o appartenenza ad un determinato gruppo sociale”. Un individuo che cerca di essere riconosciuto come rifugiato è un richiedente asilo finché la sua richiesta di asilo non è accettata. I richiedenti asilo hanno diritti sanciti dalla convenzione ONU del 1951 e dal protocollo relativo allo status di rifugiato del 1967. L’UE ha l’obbligo legale e morale di rispettare i diritti e offrire asilo ai rifugiati che siano vulnerabili o in effettivo stato di bisogno.
Elementi chiave e cifre
L’Europa ha bisogno dell’immigrazione. Secondo il Piano Politico sulla Migrazione legale del 2005 della Commissione, considerate le proiezioni demografiche di migrazione e invecchiamento, entro il 2030 nei 25 paesi dell’UE ci saranno 20 milioni di lavoratori in meno. Carenza di manodopera e competenze sono già evidenti in una serie di settori, quali l’edile, istruzione e sanità. L’UE ha bisogno di più lavoratori, abbiano essi competenze elevate, medie o basse. Inoltre, il fenomeno della migrazione promuove lo sviluppo e la riduzione della povertà all’estero – si calcola che nel 2004, i migranti in UE abbiano inviato 18,7 miliardi di euro (“rimesse degli emigrati”) a paesi esterni all’UE ed in tutto il mondo; gli invii di denaro da parte dei lavoratori migranti rappresentano la seconda principale fonte di finanziamento esterno dei paesi in via di sviluppo, dopo gli aiuti allo sviluppo.
Sebbene migrazione e asilo siano due fenomeni diversi, presentano anche un certo grado di correlazione. La migrazione indotta da cause ambientali è in aumento, soprattutto a seguito dei mutamenti climatici. Inoltre, disastri naturali e mutazioni climatiche hanno creato un numero di rifugiati superiore a qualsiasi altro fattore; il 60% dei rifugiati sono rifugiati ambientali e si stima che un numero considerevole di migranti economici siano in realtà rifugiati ambientali,.
Conseguenze dell’inazione
Le opportunità di lavoro nell’UE sono un forte fattore d’attrazione per la migrazione. Al momento, alcuni migranti arrivano, trovano lavoro e permangono oltre la durata del loro permesso di soggiorno turistico. Contribuiscono dunque alla produzione economica dell’UE, ma sono vulnerabili a causa del loro stato irregolare. Se continuiamo a non offrire accesso legale a scopo di impiego al punto di ingresso o prima, ci sarà un numero sempre maggiore di migranti che arrivano e soggiornano oltre il visto. Se non c’è modo di regolarizzare il loro status successivamente all’arrivo, avremo un numero sempre maggiore di immigranti irregolari che costituiranno una sottoclasse vulnerabile sfruttata dai datori di lavoro, senza accesso ai servizi sanitari e vittime della microcriminalità. Non cercheranno l’aiuto delle autorità per paura di far scoprire il loro stato irregolare e saranno restii a lasciare l’UE per paura di non essere in grado di rientrare, aumentando allora la popolazione di migranti clandestini vulnerabili. Infine, la criminalizzazione della migrazione aumenta la migrazione clandestina ed il relativo traffico ed incrementa il numero di migranti che cercano di raggiungere l’UE con qualsiasi mezzo (spesso pericoloso).
Fattibilità nel contesto UE
Il Trattato di Amsterdam dl 1999 ha riconosciuto all’UE l’autorità di sviluppare una politica europea comune in materia di asilo e migrazione, basata su quattro elementi chiave: collaborazione con i paesi d’origine, politica europea comune in materia d’asilo, trattamento equo, se non eguale,de cittadini di paesi terzi e gestione efficace dei flussi migratori (ad es. FRONTEX, l’agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere ed i sistemi d’informazione Visa e Schengen - VIS e SIS). Il Parlamento Europeo ha potere codecisionale, ovvero poteri decisionali pari al Consiglio (voto a maggioranza qualificata per il Pilastro I e all’unanimità per il Pilastro III) in procedure relative a politiche in materia di visti, asilo e immigrazione per la lotta all’immigrazione clandestina e alla permanenza irregolare.
In questioni di immigrazione clandestina (immigrazione a scopo occupazionale), il Consiglio delibera all’unanimità; il Parlamento è consultato, ma il Consiglio non ha alcun obbligo di integrare la posizione del Parlamento nella legislazione. Gli Stati Membri conservano la competenza di decidere quanti immigranti ammettere nei propri confini.
In maniera più pratica, poiché la maggior parte degli Stati Membri dell’UE condivide i confini nazionali, è più logico che gli Stati Membri uniscano le forze per affrontare insieme la questione della migrazione.
Conquiste verdi 2004-4009
- I Verdi hanno esteso e spostato l’attenzione del dibattito sulla lotta all’immigrazione clandestine, sottolineando le conseguenze dell’inattività. Grazie al loro impegno, oggi è ampiamente riconosciuto che non possiamo affrontare efficacemente l’immigrazione clandestina se non creiamo meccanismi di immigrazione legale – il lavoro è un fattore d’attrazione troppo forte per la migrazione.
- I Verdi hanno stilato una relazione al Parlamento Europeo che segna il percorso da seguire per garantire un approccio coerente allo sviluppo e alle politiche estere. Le politiche commerciali ed estere dell’UE favoriscono involontariamente l’immigrazione perché spesso trascurano i paesi in via di sviluppo, facendo sì che la migrazione risulti l’unica via d’uscita. Un esempio: pescherecci e metodi di pesca stranieri sono più efficaci di quelli dei paesi in via di sviluppo e vi sono casi in cui noi ed altri catturiamo tanto pesce nelle loro acque che i pescatori locali hanno difficoltà a pescarne per sé, obbligandoli alla migrazione. Ad ulteriore aggravio, alcuni pescatori locali vendono il pesce sui mercati stranieri a prezzi più elevati del mercato locale, riducendo gli investimenti e l’occupazione locali.
- Per quanto concerne l’asilo, i Verdi sono fortemente critici verso la Convenzione di Dublino che definisce lo Stato Membro responsabile dell’elaborazione delle richieste d’asilo, contribuendo all’armonizzazione delle politiche d’asilo e garantendo protezione in linea con gli obblighi internazionali. Da parte nostra, abbiamo presentato una relazione al Parlamento Europeo fortemente critica nei confronti del giudizio della Commissione sulla convenzione. La convenzione non è adatta allo scopo ed è opinabile persino che sia necessaria. Abbiamo stilato una serie di raccomandazioni che speriamo saranno adottate in occasione del riesame del Regolamento, nel 2009; ad esempio, un meccanismo che blocchi i trasferimenti di richiedenti asilo a Stati Membri che non garantiscano un trattamento adeguato ed equo delle loro richieste.
- Abbiamo esaltato i diritti umani e l’aspetto umano del fenomeno della migrazione. Migranti e rifugiati hanno diritti sanciti dalle convenzioni dei diritti umani internazionali ed europee, diritti che vanno rispettati. Abbiamo ad esempio sottolineato l’aspetto umanitario del mandato di FRONTEX che cura la sorveglianza dei confini esterni dell’UE. In una relazione al Parlamento Europeo abbiamo inserito la necessità di includere nel loro mandato i salvataggi in mare, in quanto attualmente non c’è alcun obbligo di soccorso di navi e persone in pericolo di annegamento quando cercano di accedere in UE via mare.
Cosa vogliono i Verdi
- Integrazione di norme sui diritti umani nella legislazione in materia d’asilo. Ci sarà un riesame del Regolamento di Dublino II, del sistema Eurodac per il confronto delle impronte digitali per Dublino II e la Direttiva che fissa norme minime di accoglienza di richiedenti asilo. I Verdi vogliono un riesame che offra elevata qualità decisionale sul riconoscimento dei diritti umani in conformità con la legislazione internazionale, quali il diritto di essere vicini alla famiglia, il diritto alla privacy e la tutela delle procedure d’appello. I Verdi supportano inoltre fortemente la proposta di un’agenzia per l’asilo che possa aiutare a creare un sistema di elevata qualità.
- Indagine indipendente e monitoraggio delle attività di FRONTEX, in quanto al momento non c’è alcuna supervisione del loro operato. Inoltre, i Verdi continueranno a lavorare per garantire che il mandato di FRONTEX sia meglio bilanciato e integri interessi umanitari.
- I migranti legali devono avere gli stessi diritti dei cittadini UE. I Verdi vogliono garantire che i migranti legali che risiedano nell’UE da cinque anni abbiano gli stessi diritti dei soggiornanti in UE di lungo periodo. Ciò comprende il diritto di voto, che contribuirebbe all’integrazione. I Verdi vogliono anche che i migranti con status di residenti in UE di lungo periodo (oltre 6 mesi) godano di diritti di base, ovvero diritto di cercare lavoro finché residenti in UE. I Verdi vogliono che le donne abbiamo permessi di soggiorno/lavoro separati dai loro partner, in modo che non siano dipendenti dai diritti dei loro partner di rimanere in un paese.
- I Verdi vogliono garantire che i migranti non siano sfruttati dai datori di lavoro in ambito lavorativo e che ricevano la stessa tutela dei cittadini UE. I Verdi vogliono garantire che usufruiscano di pacchetti d’integrazione che consentano loro d’integrarsi facilmente nel nuovo paese. L’integrazione va accompagnata da adeguata pianificazione, al fine di inserirli nei servizi sociali, sanitari e di istruzione.
- Sinergia tra migrazione e sviluppo I Verdi continueranno a monitorare tutte le politiche UE e insisteranno sulla necessità di coerenza sul piano delle politiche UE sulla migrazione ed estere, creando ove possibile sinergia tra migrazione e sviluppo. E se le politiche estere UE non devono trascurare i paesi in via di sviluppo, devono anche comprendere progetti di sviluppo che investano in paesi terzi, rendendo più interessante per i loro cittadini rimanere nel paese, ovvero creando posti di lavoro e infrastrutture. Inoltre, i Verdi insisteranno perché gli Stati Membri siano responsabili, pianifichino adeguatamente ed attuino politiche di migrazione legale che integrino la politica di sviluppo nei paesi più poveri, affinché non restino privi di lavoratori essenziali.
In generale, i Verdi vogliono un approccio più olistico e umanitario alla migrazione e all’asilo. Le cause della migrazione sono molte e varie e le iniziative sulla migrazione devono essere coerenti, con gli Stati Membri che condividano la responsabilità sia in termini finanziari che in termini di forza lavoro ed esperienza. I Verdi continueranno a sottolineare l’aspetto umanitario e solidaristico di migrazione e asilo e a tutelare i diritti di migranti e rifugiati, come il diritto di essere vicini alla famiglia.
Bibliografia
Competenza su immigrazione e asilo nell’UE
Articoli 61-69 del Trattato CE
Agenda di Lisbona
Libro Verde della Commissione Europea sulla gestione della migrazione economica
Piano politico della Commissione Europea sulla migrazione legale
Direttiva UE che definisce le norme minime di accoglienza dei richiedenti asilo
Sistema Eurodac
1) Voto a maggioranza qualificata per il Pilastro I e all’unanimità per il Pilastro III
Relazione sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo e le ripercussioni sullo sviluppo dell'Africa occidentale dello sfruttamento da parte dell'Unione europea di alcune risorse biologiche naturali
Relazione del Parlamento Europeo sulla valutazione del sistema Dublino
Convenzione ONU 1951 e Protocollo sullo status di rifugiato e Protocollo 1967 relativo allo status di rifugiato
http://www.unhcr.org/protect/PROTECTION/3b66c2aa10.pdf
http://www.unhcr.org/basics/BASICS/3c0f495f4.pdf
Rimesse degli emigrati
Ratha D. (2003), “Worker´s remittances: an important and stable source of external development finance”, Global Development finance.
Documenti sugli effetti di mutazioni climatiche e migrazione
Rifugiati e ambiente: l’elemento dimenticato della sostenibilità Jean Lambert MEP 2002
Siti utili
Eurofound
Contatti nei gruppo Verdi/ALE del Parlamento Europeo
- Consulenti sulle libertà civili, giustizia e affari interni:
Christine Sidenius, tel: 0032 2 2846526,
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e
Jean-Luc Robert, tel: 0032 2 2842052,
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