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Dal Parlamento voto bipartisan contro i lupi

Per i Verdi la politica ha ceduto agli interessi dei cacciatori

 

llupi_brancoUna volta il lupo era a rischio estinzione in Italia. Ora, nonostante non si arrivi nemmeno a 1000 esemplari, sembra che quest'animale sia diventato il tormento degli allevatori.
Con questa scusa la Commissione Agricoltura della Camera ha approvato, con voto "bipartisan", un documento che permette la caccia ai lupi. L'obiettivo è ricorrere alla Convenzione internazionale di Berna, che consente l'abbattimento delle "specie assolutamente protette", per prevenire danni al bestiame.
Dagli ambientalisti c'è stata una levata di scudi di fronte a questa decisione che mette a serio rischio la presenza del lupo nel territorio italiano, già abbastanza limitata. È stato il presidente della Lipu, Fulvio Mamone Capria, a ricordare che i danni provengono «in grandissima parte da tre specie: cinghiali, lepri e fagiani».
Questa decisione, presa anche grazie ai voti del Partito democratico, è ritenuta un pessimo segnale da parte dei Verdi. «Il documento approvato oggi in Parlamento sulla caccia al lupo, con la sola motivazione di alleviare il conflitto con la zootecnia, è gravissimo e senza senso», è quanto contestato da Cristina Morelli, Responsabile diritti degli animali del Sole che ride, che si è detta meravigliata dell'adesione «del centrosinistra a un simile documento». L'esponente ecologista ha denunciato come «sempre più spesso la politica cede alle pressioni di pochi scegliendo la soluzione più superficiale del problema, ovvero l'abbattimento legalizzato degli animali. Ma siamo noi ad avere gradualmente tolto spazio a orsi, lupi e linci che da secoli popolano il nostro continente».
Le proposte alternative all'uccisione indiscriminata non mancano: «una convivenza 'pacifica' tra predatori e animali domestici può essere garantita in modi diversi, come il ricovero notturno del bestiame, l'uso di cani addestrati o l'installazione di recinti elettrificati, che stiamo sperimentando con successo anche in Italia», ha puntualizzato Cristina Morelli.

 

 

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