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QUANDO L’ANIMALE E’ L’UOMO

zoo_napoliZOO DI NAPOLI: DARE AGLI ANIMALI VITA MENO DEGRADATA.
La situazione in cui imperversa lo zoo di Napoli da più di dieci anni è il concentrato di qualunque violazione ai diritti degli animali e al buon senso che è possibile richiamare alla memoria. Più di duecentocinquanta animali fra elefanti, felini, leoni e chi più ne ha più ne metta, vivono in spazi angusti e pieni di sporcizia. Famoso nella seconda metà del '900 per le sue ricerche scientifiche e l'ospitalità a specie a rischio di estinzione, lo zoo più vecchio d'Italia è entrato in crisi nei primi anni Novanta per i debiti della società che lo gestiva, fino alla chiusura nel 2003. Subito dopo si registra nello zoo una moria di animali a causa della mancanza di cibo, spazi e acqua. Riaperto nel 2005, lo zoo si trova tuttora in una pesante situazione di degrado, nonostante varie proposte di finanziamento e riqualificazione dell'area. Si parla, per esempio, dell'ingresso di una nuova società fra i gestori, con l'obiettivo di rilanciare la struttura.
Una situazione giudicata inaccettabile dai Verdi, che considerano la zoo di Napoli figlio di una concezione antiquata e poco sensibile all'approccio che, nel tempo, è arrivato a capire l'importanza dell'etologia nel rapporto con gli animali e la necessità di garantire loro degne condizioni di vita. Se prima tutto ciò che importava era che l'esposizione degli animali garantisse un rendimento economico ai proprietari, adesso "è il momento di fare un serio progetto che abbia come obiettivo la ricollocazione degli animali che, appare evidente, non possono più vivere in quelle condizioni", ha commentato la responsabile diritti degli animali dei Verdi Cristina Morelli che si è appellata al nuovo sindaco De Magistris per una rapida soluzione del problema. "La cultura e il rapporto con gli animali è cambiato, ci auguriamo che questo nuovo Sindaco a cui ci rivolgiamo, possa rappresentare una svolta anche in questo tema, perché come diceva Ghandi, dal rapporto con gli animali si giudica la civiltà di un paese", ha concluso la Morelli.
 

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