Dopo la Cina, anche il Brasile è alle prese con una devastante ondata di maltempo che sta lasciando dietro di sé una
lunga scia di morti e distruzione. Da giorni gli Stati di Alagoas e Pernambuco, nel Nord-Est del Paese, sono investiti da piogge torrenziali che hanno provocato l’eson-dazione di fiumi, numerosi smottamenti lungo pendii e colline, slavine di fango e il crollo di numerosi edifici. Il bilancio provvisorio è di 39 morti, 1.000 dispersi e 100mila senzatetto; cifre che però, vvertono le autorità locali, sono destinate rapidamente a salire man mano che il quadro della situazione diventa più chiaro per i soccorsi e le forze di pronto intervento impiegate nella zona. Alcuni villaggi sulle rive del fiume Mundau sono stati spazzati via, mentre altri sono isolati a causa degli allagamenti che hanno interrotto le vie di comunicazione. Nella città di Uniao dos Palmares, nell’Alagoas, un fiume ha rotto gli argini e sarebbero 500 i residenti dispersi.
lunga scia di morti e distruzione. Da giorni gli Stati di Alagoas e Pernambuco, nel Nord-Est del Paese, sono investiti da piogge torrenziali che hanno provocato l’eson-dazione di fiumi, numerosi smottamenti lungo pendii e colline, slavine di fango e il crollo di numerosi edifici. Il bilancio provvisorio è di 39 morti, 1.000 dispersi e 100mila senzatetto; cifre che però, vvertono le autorità locali, sono destinate rapidamente a salire man mano che il quadro della situazione diventa più chiaro per i soccorsi e le forze di pronto intervento impiegate nella zona. Alcuni villaggi sulle rive del fiume Mundau sono stati spazzati via, mentre altri sono isolati a causa degli allagamenti che hanno interrotto le vie di comunicazione. Nella città di Uniao dos Palmares, nell’Alagoas, un fiume ha rotto gli argini e sarebbero 500 i residenti dispersi.Del centro abitato e della vicina Branquinha non resta quasi nulla, il livello dell’acqua del Mundau è salito di cinque metri, obbligando gran parte della popolazione a rifugiarsi sulle alture. Complessivamente i torrenti fuori controllo avrebbero spazzato via più i 40mila abitazioni, facendo crollare ponti, inondando strade e linee ferroviarie, strappando alberi e pali della luce dal terreno e costringendo le autorità a evacuare 65mila persone. «Preghiamo che le persone scomparse possano essere ritrovate vidiscutereve ma siamo molto preoccupati perché i cadaveri cominciano ad affiorare sulle spiagge e in riva ai fiumi», ha dichiarato ieri il governatore Teotonio Vilela Filho. Nel maggio del 2009 le alluvioni nella stessa zona costarono la vita a oltre 40 persone. In attesa di una prima affidabile stima dei danni, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva a annunciato la decisione di sbloccare i fondi federali di Brasilia per aiutare le decine di migliaia di vittime colpite dal maltempo. In Cina intanto è salito a 199 vittime e 123 dispersi il bilancio dell’ondata di maltempo che infuria sul sud. Sarebbero 145mila le persone evacuate nella provincia del Jiangxi, dove gli argini del fiume Fu hanno ceduto. Altre 68mila abitanti sono stati evacuati dalle vicinanze della diga di Changkai, dove l’acqua raccolta ha raggiunto il livello critico e rischia di tracimare. In tutto, secondo i ufficiali, poco meno di due milioni di persone hanno dovuto abbandonare le loro case a causa delle inondazioni. Tra le province più colpite ci sono quelle di Fujian, Jiangxi, Hunan, Guangdong, Sichuan e Guizhou. Il premier Wen Jabao ha fatto appello a sforzi straordinari per far fronte all’emergenza che riguarda dieci province e regioni e che sta determinando in tutto il Paese della Grande Muraglia enormi disagi al sistema dei trasporti. «Per i prossimi giorni è attesa un’altra ondata di piogge torrenziali» ha dichiarato Wen. «Affronteremo un altro test importante e dobbiamo prepararci al meglio per impedire il disastro»






