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Il vero bestiario d’Italia

Secondo il Rapporto zoomafia 2010 della Lav, il giro d’affari legato allo sfruttamento di animali è di tre miliardi di euro. Un terzo viene dal “ramo” ippico: scarso il contrasto delle forze dell’ordine

In vista dell’estate, fanno capolino come ogni anno il  dramma e il tam tam mediatico sull’abbandono degli animali. caniPratica  ota e da combattere con tutti i mezzi, ma che non deve far abbassare la guardia sui tanti abusi subiti dagli animali ogni giorno di ogni stagione, a causa del grave fenomeno della zoocriminalità, tradotta in combattimenti tra cani, corse  clandestine, cupola del bestiame, contrabbando internazionale, bracconaggio, traffico di fauna selvatica, malandrinaggio  di mare. E i numeri relativi allo scorso anno, presentati ieri nel Rapporto zoomafia 2010 della Lega Antivivisezione, sono  impressionanti. Il giro d’affari dello sfruttamento illegale di animali da parte della criminalità ammonta a 3 miliardi di euro,  suddivisi nei rispettivi settori e determinati anche da quanto sia stato efficace il contrasto operato. Quasi un terzo della  torta è costituito dalle corse clandestine di cavalli e dalle infiltrazioni criminali, sempre più frequenti, nell’ambito ippico. Se  un miliardo di euro afferisce proprio da questo circuito, è soprattutto per le scarse operazioni effettuate dalle forze  dell’ordine: appena cinque le corse bloccate, una sola inchiesta, per un totale di 56 cavalli sequestrati e 88 persone  denunciate, di cui dieci arrestate.
Di segno opposto la preoccupante importazione illegale di cuccioli, soprattutto dall’Est  Europa. In questo “ramo”, interventi e operazioni  si sono fatti sentire: in 15 mesi sono stati sequestrati 886 cuccioli, microchip, libretti sanitari edispositivi medici. Quarantuno i denunciati, tra trasportatori, allevatori e commercianti. Altro  tema centrale, e piuttosto stabile, è quello del business dei canili illegali, sul quale non passa giorno senza nuove notizie  agghiaccianti: gli introiti sono di 500 milioni l’anno, mentre i controlli del 2009 sono arrivati alla cifra di 1649, con  l’accertamento di 1312 violazioni amministrative e il sequestro di 5900 animali. Sul fronte maltrattamenti, uccisione e detenzione incompatibile di animali, la somma complessiva è di 1693 procedimenti in 80 Procure ordinarie. Numeri che  però, avverte la Lav, rappresentano «solo una parte minima delle migliaia di segnalazioni e notizie di maltrattamento che  arrivano da fonti non ufficiali, ma non per questo non veritiere». Il problema è proprio la certificazione dei reati: ad  esempio, incrociando le cifre di Enna e Nicosia, risultano solo due procedimenti. Poco credibile, molto più probabile la  mancata denuncia delle violazioni. Siracusa ha invece il record di procedimenti, seguita da Ivrea, Napoli, Palermo, Prato e  aranto. Ad aggravare la situazione, arrrivano poi le nuove norme sulle intercettazioni. «Con queste disposizioni, come la  ecessità di “gravi indizi di reato”, o l’appartenenza delle utenze ai soggetti indagati, – osserva il dottor Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio zoomafia della Lav ed autore del rapporto –, un fenomeno complesso e  multiforme, come i crimini zoomafiosi, non avrà un’adeguata azione di contrasto». Al bavaglio, si aggiunge anche la  museruola.

Diego Carmignani
TERRA
 

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