| VEGETARISMO E MORTE PER FAME: PERCHE' CHI SI CIBA DI CARNE CAUSA PIU' DANNI | | Stampa | |
| Martedì 03 Novembre 2009 22:48 |
![]() Nutrizione Sale il numero di sottonutriti al mondo e il consumo in Occidente e Cina di pasti di origine animale Ammettiamolo, se si pensa a un vegetariano, uno dei primi pensieri è: "con tutti i bambini che muoiono di fame, è immorale che ci si preoccupi di non mangiare animali!" Ma orientarsi verso un'alimentazione che riduca o elimini del tutto i prodotti animali è un modo concreto per non sentirsi in colpa nei confronti del miliardo di persone al mondo affamate. È purtroppo fallito l'obiettivo annunciato dalla Fao nel 1996 di dimezzare entro il 2015 il numero di persone sottonutrite, che anzi è aumentato del 9 per cento solo nell'ultimo anno, superando così il miliardo. Tuttavia aumentano le pance piene di cibi di origine animale, oltre a quelle già satolle dei Paesi industrializzati: sono soprattutto le economie emergenti di Brasile e Cina con la loro corsa agli allevamenti intensivi. Cosa c'entra il consumo di carne con le persone sottonutrite? Non è forse la stessa cosa mangiare pasta e fagioli o un petto di pollo per una persona del Sud del mondo che soffre la fame? No, non lo è. La maggior parte della terra coltivabile è utilizzata per produrre foraggio che nutrirà gli animali che a loro volta produrranno alimenti solo per un'esigua parte della popolazione umana. Prendiamo l'esempio della soia: il 90 per cento è destinata alla produzione di foraggio. La soia data come foraggio agli animali non si trasforma automaticamente in bistecca: nel passaggio lungo la catena alimentare si disperde una gran quantità di energia, ecco perché da 30 g di proteine sotto forma di soia, se ne ottiene solo 1 g di proteine sotto forma di carne, pari a circa 5 g di alimento, ovvero quasi nulla. Se la soia proveniente dalla coltivazione di un ettaro di terra viene usata per l'alimentazione umana produce circa 1.800 g di proteine, invece dandola in pasto agli animali, se ne ricavano solo 60 g di proteine sotto forma di bistecca. Quindi con la coltivazione di un ettaro di terra si può sfamare una persona dallo stile alimentare di un occidentale medio, abbondante di grassi e proteine animali, oppure 20 vegetariani. La soia prodotta con metodo biologico potrebbe essere utilizzata direttamente per l'alimentazione umana visto che possiede ottime qualità nutrizionali; la produzione di legumi per l'alimentazione umana è un modo più efficiente di produrre proteine di buon valore biologico, di occupare un'estensione bassa di terreno, di diminuire l'impatto ambientale e l'emissione di gas serra, e anche l'impatto sulla vita degli animali. Come consumatori possiamo fare molto per cambiare il mercato, scegliendo di diminuire i consumi di prodotti animali (informazioni su www.cambiamenu.it), tenendo presente che la nostra opulenza alimentare è possibile grazie alla fame dei Paesi non industrializzati. Roberta Bartocci (Lav, settore vegetarismo) da Terra |