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“Piccoli problemi tecnici” per il Ponte sullo Stretto

Anche oggi il Cipe si è occupato del Ponte sullo Stretto: approvate le decisioni del commissario straordinario Ciucci sul piano finanziario e disco verde sul progetto. Ma tra le pieghe dei comunicati di parla di nuove sedute del Cipe da tenere entro fine anno, per superare "alcuni piccoli problemi tecnici".


Vediamoli questi piccoli problemi tecnici. Primo le risorse: il progetto costa adesso 6,3 miliardi di euro, di cui il 40% dovrebbe venire dalle casse dello Stato e la restante parte dai privati. Nel Decreto Anticrisi di luglio si prenotavano1,3 miliardi di euro per il Ponte - ma da assegnare annualmente "compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica" e deliberate dal CIPE. Quelli che oggi il Cipe avrebbe ancora deciso di destinare a Fintecna per ricostituire i 2,5 miliardi di capitale pubblico, mentre la restante parte è tutta dal trovare sul mercato. L'esperienza di autostrade ed alta velocità insegna: è sempre lo Stato a pagare interamente le grandi opere e sarà cosi anche per il Ponte sullo Stretto. Di sicuro.
Ad oggi sono effettivamente disponibili solo 30 milioni di euro per la variante ferroviaria di Cannitello a Villa San Giovanni, un'opera necessaria per mettere in sicurezza la ferrovia sul lato calabrese, prevista da tempo e sbandierata da Ciucci e Governo come "opera propedeutica" al Ponte e di cui si annuncia l'avvio tra le telecamere il prossimo 23 dicembre.
Altro piccolo problema tecnico: il progetto definitivo non c'è. L'opera ha superato il progetto preliminare con numerose prescrizioni ambientali, antisismiche ed idrogeologiche che dovranno essere risolte con il progetto definitivo, di cui ancora deve essere avviata la progettazione. Progetto che poi dovrà superare la verifica ambientale "di ottemperanza", i pareri degli enti locali ( per quanto non vincolanti) e tornare al Cipe per l'approvazione definitiva. E solo allora partirà la progettazione esecutiva.
Ma tutti questi annunci e decisioni ci devono preoccupare, perché nonostante la tragedia di Messina, il terremoto in Abruzzo, il dissesto idrogeologico, le infrastrutture che non ci sono in Calabria e Sicilia, il Governo punta solo alla grande opera simbolo. Il tentativo evidente è quella di creare una condizione di "non ritorno" nell'opinione pubblica, dove fermare il progetto di Ponte diventa talmente costoso da essere inaccettabile, mentre naturalmente Impregilo incassa.
La rete NoPonte e gli ambientalisti sono mobilitati da mesi contro "il mostro sullo Stretto" ed annunciano una manifestazione nazionale il 19 dicembre a Villa S.Giovanni per le opere utili al territorio: siamo ancora in tempo per fermare un progetto inutile, costoso e devastante.

Anna Donati

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