
Ogm La questione degli Ogm, gli organismi geneticamente modificati, torna al Parlamento europeo.
Dal 15 al 17 marzo la commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza Alimentare del parlamento di Strasburgo discuterà una proposta di regolamento inerente le informazioni ai consumatori.
Tra gli emendamenti presentati, c'è il 361 di Carl Schlyter del gruppo Verde. Nel caso venisse approvato, risolverebbe una delle questioni più controverse dell'utilizzo di Ogm in agricoltura: l'indicazione dell'utilizzo di mangimi geneticamente modificati. Perché allo stato attuale il regolamento in vigore (il 1829 del 2003) esonera esplicitamente gli alimenti animali dall'obbligo della trasparenza nelle etichette.
Un "vuoto" normativo che rende possibile l'ingresso degli Ogm nella catena alimentare, perché i consumatori non vengono informati correttamente e non possono, quindi, esercitare correttamente la propria scelta.
I Verdi, ambiente e società (Vas) ritengono necessaria questa modifica e così oltre a presentare l'emendamento hanno aderito all'appello lanciato dalla rete europea Genet, attiva nel campo della genetica. «Continuare a "nascondere" gli Ogm negli alimenti animali è un vero paradosso - spiegano i Vas - perché non risponde nemmeno ai dettami del libero mercato, ma ad un protezionismo spinto dei prodotti biotech: la mancanza di trasparenza non consente una concorrenza leale tra le aziende, ma crea un vantaggio per le multinazionali biotech e per la zootecnia industriale», concludono i Verdi, ambiente e società.
Poi spiegano meglio cosa cambierebbe con la modifica del regolamento Ue. «Ci chiediamo, ad esempio, quanti, con l'introduzione dell'emendamento, sceglierebbero di alimentare i propri animali con la patata Amflora, da poco approvata anche per uso mangimistico, nonostante sia stata manipolata per produrre carta e collanti industriali e vanti tra i suoi geni quelli che conferiscono la resistenza agli antibiotici », continuano i Vas. «Crediamo che la trasparenza sarebbe uno stimolo per la realizzazione di un modello produttivo sostenibile, a tutto vantaggio dell'ambiente e dei cittadini».
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