euromini

sn_01sn_02sn_03

OGM, VIA LIBERA NEL BELPAESE

ogm5

Ogm Il Consiglio di Stato autorizza le colture di ogm in campo aperto, che a breve potrebbero essere impiantate in Italia. Nella motivazione della sentenza è scritto che «le Regioni non possono avere interesse contrario all'applicazione del diritto comunitario vigente e non intervengono nel procedimento di autorizzazione che è di competenza statale».

Sarà dunque proprio il vicepresidente dell'associazione Futuragra e maiscoltore friulano Silvano Dalla Libera il primo che potrebbe seminare mais Ogm nel Belpaese.
Il Consiglio di Stato, al quale l'agricoltore aveva infatti fatto ricorso perché fosse riconosciuto il suo diritto a scegliere cosa seminare in forza della normativa comunitaria, gli ha dato ragione. La sentenza n. 183 del 19 gennaio scorso stabilisce che il ministero dell'Agricoltura è tenuto a rilasciare l'autorizzazione alla semina di varietà iscritte al catalogo comune e ha fissato un termine di 90 giorni per il rilascio dell'autorizzazione. Il presidente della Coldiretti, la più grande associazione di agricoltori, Sergio Marini, tuona: «Pronti al referendum per salvare il made in Italy».
Una sentenza che Dalla Libera definisce «inequivocabile ». Sulla stessa linea Confagricoltura: «Così - festeggia il presidente Federico Vecchioni - si sblocca l'impasse che caratterizza la vicenda in Italia. Sono anni, infatti, che non si provvede a disciplinare la materia rinviando il problema».
Immediata arriva la replica dei Verdi ambiente e società, i cui legali stanno valutando la possibilità di impugnare la sentenza in Cassazione. L'associazione ha inoltre chiesto al ministro delle politiche Agricole Luca Zaia, contrario all'introduzione degli ogm in linea con quanto sostenuto dai suoi predecessori Pecoraro Scanio e Alemanno, «di utilizzare immediatamente gli strumenti istituzionali a disposizione (come hanno già fatto altri Paesi Ue), per continuare a tutelare la biodiversità, l'agricoltura italiana e garantire la sicurezza alimentare dei cittadini». I Vas hanno peraltro sottolineato come Futuragra sia un'associazione composta da «pochi imprenditori agricoli», dunque scarsamente rappresentativa. «L'unico prodotto transgenico autorizzato per la coltivazione in Europa è il mais Mon810 della Monsanto, la cui pericolosità per l'ambiente e per l'uomo non sono un mistero. Non solo studi scientifici indipendenti lo hanno dimostrato, ma ben sei Paesi dell'Ue: Francia, Austria, Ungheria, Germania, Grecia e Lussemburgo lo hanno bandito dal proprio territorio. Inoltre, consentendo una coltivazione di Ogm senza regole, come sarà possibile individuare i responsabili di danni ambientali, economici e sanitari e tutelare i prodotti di qualità, il biologico, le produzioni tipiche e il futuro dell'agricoltura sostenibile?».
Sulle barricate anche la Confederazione italiana agricoltori. «L'agricoltura italiana non ha bisogno degli Ogm», tuona il presidente Giuseppe Politi. «L'invito rivolto dal Consiglio di Stato a concludere il procedimento di istruzione e autorizzazione alla coltivazione di mais geneticamente modificato già autorizzato a livello Ue senza attendere la decisione delle Regioni ci appare frettoloso e in controtendenza con quanto espresso dagli stessi cittadini, che in più di un'occasione si sono dichiarati contrari al cibo-biotech».
Numerosi sondaggi, infatti, hanno rivelato come gli italiani siano per la maggior parte preoccupati per la propria salute e la necessità di tutelare le produzioni tipiche e biologiche, il cui sviluppo potrebbe rappresentare un volano per un'agricoltura di qualità sempre più legata al territorio. Ma ora l'ombra della massificazione dei prodotti e l'incombere degli interessi delle multinazionali rischiano di rimettere tutto in discussione.
Un pericolo, quello dell'arrivo degli ogm, che l'ex ministro e oggi sindaco di Roma Gianni Alemanno tende a ridimensionare: «Non cantino troppo vittoria i favorevoli agli ogm. Il ministro Zaia è in grado di produrre un nuovo atto perchè la conferenza Stato-Regioni non ha ancora approvato le linee guida su sperimentazione e utilizzo in campo aperto. Ribadisco che l'Italia non ha bisogno di ogm».
Mario Capanna, presidente della Fondazione diritti genetici, mastica amaro: «La sentenza del Consiglio di Stato ha dell'incredibile, ma - avverte - non è un via libera inappellabile».

Valerio Ceva Grimaldi da Terra
 

Aggiungi commento

I commenti sono moderati. Leggi la nostra Netiquette


Codice di sicurezza
Aggiorna

referendum 2011 europeangreen europeecologie