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JOSEF KUSSTATSCHER (SEPP)

Circoscrizione: italia nord orientale

NORD-EST2

Nato a: Villandro (BZ),nel 1947

Cresciuto con otto fratelli e sorelle in un maso di montagna, sposato con Maria Mayr di Riscone, due figlie, nonno di tre nipotini. Formazione: Scuole elementari a Villandro, scuole medie e superiori presso l’Istituto Johanneum a Tirolo. Studi universitari di filosofia, teologia e pedagogia a Bressanone, Innsbruck e Klagenfurt. Lavoro:Attività di insegnamento in diverse scuole medie e superiori; attività di formazione per adulti e nella formazione professionale. Per 17 anni direttore delle scuole professionali di Bressanone. Dal 2001 al 2003 responsabile per la formazione professionale degli insegnanti presso le scuole professionali nella provincia di Bolzano. Associazionismo e politica: Membro del direttivo e successivamente presidente della Südtiroler Hochschülerschaft/Associazione degli studenti universitari sudtirolesi (SH/ASUS) dal 1973 al 1974; Sindaco di Villandro dal 1974 al 1985; Consigliere Provinciale e Presidente dell’ala sociale della Südtiroler Volkspartei (Arbeitnehmer) dal 1988 al 1993. Presidente fondatore del consorzio di bonifica fondiaria di Villandro e del Consorzio per il trattamento delle acque nere del Basso Isarco. Membro di numerose iniziative civiche, quali la Transitinitiative Südtirol/Sudtirolo, per venti anni responsabile del Comitato di educazione permanente di Villandro. Rottura con la SVP (1999) in seguito a divergenze di opinioni in questioni ecosociali nonché politiche e di democrazia applicata, ritiro temporaneo dalla politica attiva. Dal 2003 Consigliere Provinciale per i Verdi-Grüne-Vërc nella Provincia Autonoma di Bolzano. Elezione al Parlamento Europeo nel 2004, membro della commissione per il lavoro e le politiche sociali e della commissione trasporti e turismo, nonché presidente dell’ Intergruppo parlamentare sul turismo.

sito: www.kusstatscher.info












1) La ricetta del Governo Berlusconi in tema di sicurezza è pura demagogia applicata al populismo. I provvedimenti di questo governo risolvono il problema della sicurezza o sono solo un metodo repressivo per limitare i diritti fondamentali degli individui?
Proposte a riguardo?

Il tema della sicurezza è molto più complesso di quanto il governo ci voglia far credere. Non solo si osservano diverse tendenze se si tengono distinte le diverse fattispecie di offese alla legge, ma variano anche i motivi da individuo a individuo che lo portano a offenderla.
In molti casi possono essere i sistemi sociali, che in Italia sono troppo poco evoluti, a dare una risposta appropriata a certi tipi di atteggiamenti individuali e potenzialmente problematici. Altri problemi invece devono essere contrastati studiando i fenomeni che vi stanno alla base.

Quello che il governo Berlusconi sta facendo è curare il mal di testa con colpi di martello invece di individuarne le radici.

 

2) Il braccio di ferro nelle politiche dell'immigrazione portate avanti da questo governo e capeggiate dal leghista Maroni ma non solo, stanno portando ad una deriva razzista il nostro Paese, senza dimenticare i numerosi richiami da parte dell'Europa che continuano ad arrivare. Immigrazione tasto dolente o immigrazione risorsa?

L'economia occidentale italiana, insieme alla posizione geografica della penisola, ha trasformato l'Italia da un paese emigratorio in un paese con flussi immigratori in aumento. L'immigrazione è un fenomeno che non si può limitare o addirittura fermare, lo dimostrano i mancati esiti delle politiche dell'attuale governo. Il fenomeno dell'immigrazione però si può e si deve indirizzare. Gli immigrati devono trovare strutture sociali e di accoglimento appropriati che facilitano l'integrazione, provvedimenti su livello europeo potrebbero aiutare a spartire meglio i flussi migratori fra i 27 paesi dell'UE e a meglio regolare i flussi interni.

È assurdo: il nostro modo di gestire il mondo e le sue risorse hanno creato l'ingiustizia, le tensioni sociali e gli squilibri economici che sono alla base dei flussi migratori. Ora si cerca di intervenire in maniera populistica sui sintomi invece di essere tanto coraggiosi da affrontare i problemi alla radice.

 

3) Le rinnovabili partendo da Obama a Sarkozy, passando dalla Merkel fino a Zapatero, sono considerate l'asso nella manica sia per una nuova economia sia per un reale green deal. L'Italia naviga contro corrente: vuole tornare al nucleare dopo 22 anni. Quale politica può partire dall'Europa per approdare fino all'Italia per poterla rendere finalmente una "potenza alternativa"?

Mentre in materia di rifornitura energetica l'attuale governo cerca di tornare all'era dei dinosauri, la Spagna si batte testa a testa con la California per la leadership mondiale nelle tecnologie solari.
A tutti i livelli amministrativi e politici - dalla CE fino al più piccolo Comune - si possono già oggi intraprendere delle iniziative per renderci indipendenti da fonti di energia non rinnovabili e dagli attuali paesi fornitori.
L'Italia è ricca di sole, acqua e altre forze della natura, dall'acqua delle montagne passando per la geotermia fino al moto ondoso e alle correnti marine, ed è per questo che ogni iniziativa energetica che non considera le rinnovabili è un dettato di forti gruppi di potere più che una vera e propria proposta per risolvere i problemi energetici del Paese.
Le tecnologie che usano i prodotti agricoli per convertirli in fonti energetiche non possono essere viste di buon occhio: mi sembra assurda la concorrenza tra il serbatoio e lo stomaco e purtroppo sappiamo tutti benissimo chi perde se le opzioni si restringono sulle due ultime citate.
In tutta la discussione è però importante ricordare che il risparmio è la fonte energetica più efficace che esiste e non si deve dimenticare dunque di creare politiche che lo incentivano.

 

4) Lei da sudtirolese di madrelingua tedesca, come spiega ad un italiano di Milano o Bari dove sta il plusvalore nella tutela delle minoranze linguistiche

Le minoranze linguistiche sono testimoni della storia di una regione, di una lunga convivenza e a volte di scontri violenti fra popoli europei. Il nazionalismo è un fenomeno abbastanza giovane su questo pianeta ed ha innescato guerre devastanti. Le minoranze linguistiche rendono una terra culturalmente ricca e hanno bisogno di misure speciali per non perdere la propria identità e cultura. L'assimilazione di una minoranza non giova ne agli assimilati ne agli assimilanti, perdono ambedue le parti.

La tutela delle minoranze linguistiche è un diritto costituzionalmente riconosciuto e quest'ultime possono fungere da catalizzatori nei processi di integrazione europea. Le frontiere oggi esistono solo nelle teste e le barriere più ostacolanti per lo sviluppo degli individui sono quelle linguistiche.


Per sapere di più sulle opinioni e l'operato di Sepp: www.kusstatscher.info

 
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