Da Bruxelles arriva un nuovo e fortissimo richiamo all'Italia per l'emergenza rifiuti campana: le autorità di governo - a tutti i livelli - non sono state capaci di trovare «una soluzione adeguata e definitiva al problema», ha detto il commissario Ue all'ambiente Janez Potocnik. Motivo per cui l'Unione Europea non può fare altro che andare avanti nella procedura d'infrazione contro l'Italia, che rischia multe salatissime da parte della Corte Europea di Giustizia. I «miglioramenti reali», ha continuato il commissario UE, sono ancora lontani dall'essere visibili e «vanno confermati da parte dei cittadini». Potocnik ha invitato le autorità italiane a risolvere la questione in tempi rapidi per evitare che il denaro dei contribuenti venga «utilizzato per pagare le multe», invece che per «migliorare la situazione sul terreno».
Già nel giugno 2007 la Commissione Europea aveva avviato una procedura d'infrazione contro l'Italia per la crisi cronica dei rifiuti in Campania, mentre la condanna della Corte di giustizia di Lussemburgo era arrivata nel marzo 2010, rendendo nullo il ricorso presentato dal nostro Paese. La situazione è arrivata ormai al punto di rottura: le malattie respiratorie fra i bambini, causate dalla diossina che si sprigiona nei roghi notturni, sono aumentate, nell'ultimo periodo, del 20%. Ancora una volta la politica degli annunci del governo Berlusconi rischia di «far pagare un prezzo salatissimo» ai cittadini che dopo il danno ora rischiano anche la beffa: sia a livello di salute pubblica che con la spada di Damocle delle sanzioni da parte delle istituzioni comunitarie.






