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Napoli ancora invasa da cumuli di spazzatura

CAMPANIA. Ieri per le strade c’erano 1.700 tonnellate di rifiuti, situazione identica a un mese fa. In città, intanto, è arrivata un delegazione da Oslo: la frazione secca potrebbe finire in Norvegia.

rifiuti napoliA Napoli la situazione resta stazionaria. Ieri per le strade della città c’erano circa 1.700 tonnellate di rifiuti e oggi potrebbero anche aumentare. Il problema, conferma l’assessore all’Igiene urbano del Comune dei Napoli Paolo Giacomelli, è la «lentezza nei conferimenti». Per l’ufficio Flussi tra giovedì notte e le prime ore di ieri mattina sono state rimosse circa 1.600 tonnellate di rifiuti. Napoli ogni giorno ne produce più o meno 1.300, quindi ogni 24 ore si riescono a raccogliere soltanto 300 tonnellate di mondezza arretrata. La crisi economica pare inoltre che abbia ridotto nel 2009 di quasi 1,5 punti percentuali la produzione media di spazzatura rispetto al 2008: due anni fa erano 585mila tonnellate, l’anno scorso 568mila e con questo trend nel 2010 potrebbero diventare addirittura 559mila.

L’intero sistema continua però a restare fragile. La spazzatura della città tuttora finisce nella discarica di Chiaiano, dalla quale giovedì «sono tornati indietro più di 25 compattatori - continua l’assessore Giacomelli - e la mattina ci è praticamente impossibile conferire negli Stir per le file che si determinano, provocando il fermo di fatto degli impianti per saturazione». Vuol dire che gli autocompattatori inviati da altre città e i camion dell’Esercito, non sempre riescono a sversare rapidamente il loro maleodorante carico. I mezzi diretti al tritovagliatore di Caivano (Na), giusto per fare un esempio, sono costretti ad attendere incolonnati anche per 30 ore prima di scaricare. Per liberare completamente le strade bisognerà attendere l’avvio dei conferimenti fuori regione, annunciati da quasi un mese.

Il governatore della Campania Stefano Caldoro (Pdl) ha confermando che i rifiuti del napoletano andranno in Puglia, Lazio, Marche, Molise, Emilia Romagna e Toscana. Anche se al momento l’unica intesa siglata è quella del 3 dicembre con la Puglia. L’accordo prevede lo smaltimento di 500 tonnellate di frazione umida campana al giorno per i prossimi tre mesi (50mila totali) nelle discariche private di Grottaglie, Statte e Monteparano (Ta), che già accolgono spazzatura da altre regioni (tra cui il Veneto). Ma fino a ieri non era partito nemmeno un singolo chilo di spazzatura campana in quanto la Puglia ha chiesto ai tecnici dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente di analizzare i rifiuti sia in partenza che a destinazione. Il primo campione è stato prelevato giovedì da due autocompattatori pronti a partire dallo Stir di Giugliano. Un altro accordo con la Regione Lazio (1.000 tonnellate) sarebbe ormai pronto.

E per l’assessore all’Ambiente della Campania, Giovanni Romano, l’intesa potrebbe diventare operativa «già la prossima settimana». A Napoli sono nel frattempo arrivati due rappresentanti dell’Agenzia per l’energia di Oslo. Propongono esportare 80mila tonnellate di rifiuti campani per bruciarli in tre termovalorizzatori norvegesi e uno svedese. Il costo per la Provincia di Napoli sarebbe di 90 euro a tonnellata.
Alessandro De Pascale
 

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