La discarica romana, la più grande d'Europa, è ormai colma. La gestione dei rifiuti nella Capitale è in mano ad un imprenditore e non punta su un sistema moderno di raccolta differenziata
Se Roma non ha fatto la fine di Napoli è "grazie" alla ingombrante presenza della discarica di Malagrotta, zona meridionale della Capitale. L'area di 240 ettari ha garantito lo sversamento di una quantità che varia dalle 4500 alle 5000 tonnellate di rifiuti. Lo scandalo, oltre alle dimensioni mastodontiche, è la gestione al di fuori delle regole previste dall'Europa, che infatti si è interessata al caso con una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia. Vedere i gabbiani volare nella zona Sud di
Roma è ormai una normalità, questo anche grazie a Malagrotta. Gli uccelli vanno alla ricerca di cibo e la discarica è una ghiotta occasione per loro. Il problema sta quindi nello sversamento dei rifiuti "tal quale", ossia senza alcun trattamento. In questo modo la frazione umida marcisce contribuendo alla formazione del percolato, il liquido che emana forti odori e pericoloso per la salute perché contiene svariate sostanze.
La misura è colma, non solo per i cittadini, nel senso che l'area è praticamente satura. Proroga dopo proroga sono stati riempiti gli ultimi scampi di terreno liberi e ora urge una soluzione alternativa. La politica non ha dato risposte e soluzioni adeguate e nemmeno il commissariamento sulla questione rifiuti è servito a far rientrare l'emergenza.
Il proprietario della discarica, Manlio Cerroni, sta sostanzialmente decidendo al posto della Regione Lazio guidata da Renata Polverini. Sul Sole 24 ore ha scritto un articolo in cui si vanta di essersi mosso in anticipo nel fare i lavori di preparazione delle aree di Monti dell'Ortaccio (adiacente a Malagrotta) e Pian dell'Olmo. Insomma, dovremmo ringraziare il "magnate della munnezza" se Roma e il Lazio non sono finiti nel panico.
Anche L'Espresso si è occupato della questione, con un dossier sulla discarica romana e le proteste degli abitanti. La denuncia consiste in un magro 21 per cento di raccolta differenziata nella città capitolina. In aggiunta, la scelta di acquistare 28000 cassonetti di cui il 50 per cento per l'indifferenziato sta ad indicare l'assenza di volontà nel cambiare sistema di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, a cominciare dalla riduzione della produzione degli stessi.
«L'Ama ha fatto un appalto che riprende il vecchio modo di fare la raccolta differenziata che ha rappresentato il fallimento». È quanto ha dichiarato Angelo Bonelli, presidente dei Verdi per la Costituente ecologista, durante la video intervista a L'Espresso, aggiungendo che «si doveva fare una grande svolta, vale a dire fare la raccolta per materia prima fino ad arrivare al sistema "porta a porta", che consente di arrivare ad una differenziata del 70 epr cento».
Una questione su cui non si riescono a fare passi avanti è la gestione dell'umido, ovvero la parte organica che può essere trasformata in concime o terriccio a seconda della qualità dei materiali. «Quello che manca nella nostra regione, che è veramente uno scandalo, sono gli impianti di compostaggio. La parte umida viene infatti inviata nei siti della Regione Veneto» denuncia Bonelli, che dà un giudizio categorico sulla società romana: «L'Ama ha fallito». La soluzione per il leader ecologista è togliere il monopolio dell'azienda comunale e dare la possibilità di gestire e smaltire i rifiuti da parte di cooperative di giovani, creando in questo modo ricchezza, occupazione e una sana concorrenza verso un miglioramento sostanziale dei livelli di raccolta differenziata.
Se Roma non ha fatto la fine di Napoli è "grazie" alla ingombrante presenza della discarica di Malagrotta, zona meridionale della Capitale. L'area di 240 ettari ha garantito lo sversamento di una quantità che varia dalle 4500 alle 5000 tonnellate di rifiuti. Lo scandalo, oltre alle dimensioni mastodontiche, è la gestione al di fuori delle regole previste dall'Europa, che infatti si è interessata al caso con una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia. Vedere i gabbiani volare nella zona Sud di Roma è ormai una normalità, questo anche grazie a Malagrotta. Gli uccelli vanno alla ricerca di cibo e la discarica è una ghiotta occasione per loro. Il problema sta quindi nello sversamento dei rifiuti "tal quale", ossia senza alcun trattamento. In questo modo la frazione umida marcisce contribuendo alla formazione del percolato, il liquido che emana forti odori e pericoloso per la salute perché contiene svariate sostanze.