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Ostia spiagge Bonelli (verdi): cosa aspetta la procura della repubblica a intervenire. si revochino le concessioni demaniali a chi nega l’accesso al mare.

"Il monitoraggio effettuato da Legambiente a Ostia è la netta dimostrazione di ciò che noi Verdi affermiamo da anni, ossia che la maggioranza degli esercenti del litorale romano sequestrano il mare a discapito dei cittadini, mettendo in atto quella che è una vera e propria estorsione alla luce del Sole. - dichiara Angelo Bonelli, presidente nazionale, e capogruppo regionale dei Verdi. La bandiera nera assegnata dagli ambientalisti a Ostia, dove l'85% delle spiagge sono cementificate, sancisce il sequestro del mare che è di fatto impedito a una città di tre milioni di abitanti come Roma e assume dei contorni ancora più odiosi se si pensa che si nega l'arenile specialmente alle fasce più deboli in un momento di grave crisi economica. Tra gli stabilimenti che mettono in catene le spiagge ci sono i più grandi che fatturano milioni di euro a fronte del pagamento di canoni demaniali ridicoli, 0,20 centesimi di euro al mese per metro quadro, che anziché puntare sui servizi agli utenti preferiscono imporre delle odiose gabelle".

"Invitiamo i cittadini a far valere i propri diritti, scaricando il manuale di autodifesa del bagnante, che noi Verdi abbiamo realizzato, dal sito www.verdi.it e chiamando i vigili urbani per garantire l'accesso alle spiagge, poiché è necessario che sia rispettata sia la legge nazionale , sia l'ordinanza del Sindaco Alemanno che impone la massima diffusione del regolamento, sia in italiano, sia in inglese, circa il fatto che l'accesso e il transito sugli arenili sono liberi. – prosegue Bonelli - Persino su questa elementare norma di civiltà il comportamento della maggioranza degli stabilimenti è omertoso. Noi Verdi chiediamo che il Sindaco Alemanno introduca dei severi controlli, che la negazione dell'accesso al mare sia sanzionata dalla Procura della Repubblica con il ritiro delle concessioni demaniali, ai sensi del Codice della navigazione, perché non è possibile che la gestione di un bene pubblico come gli arenili, sia condotta in totale spregio dei diritti dei cittadini".

 
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