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Dopo le amministrative si apre la corsa verso il referendum, che si terrà il 25 e 26 giugno, sulla riforma costituzionale varata dalla precedente maggioranza di centrodestra. Un referendum che “spacca la Cdl”, rileva il capogruppo alla Camera dei Verdi Angelo Bonelli. “La pessima riforma costituzionale votata sotto il ricatto della Lega – dice Bonelli - sta spaccando il centrodestra, indeciso sulla linea da tenere al referendum. La dimostrazione che si tratta di una riforma scritta male che avrebbe effetti devastanti per il Paese”. "I Verdi - prosegue Bonelli - voteranno no per difendere la Costituzione e l'unità del Paese. Se la riforma dovesse essere approvata creerebbe innumerevoli problemi istituzionali e dividerebbe il Paese". Ma saranno i cittadini a giudicare "con il loro voto la superficialità e l'arroganza - conclude l'esponente del Sole che ride - con cui il precedente governo ha approvato questa sciagurata riforma". Il centrosinistra si sta mobilitando per affrontare la prossima scadenza referendaria. Una mobilitazione chiesta a gran voce dai comitati referendari guidati dall’ex capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro di cui è portavoce Franco Bassanini. “A questo punto è necessario che scendano in campo in modo massiccio e impegnato anche i partiti dell’Unione, dopo che Prodi ha dato dei messaggi e delle indicazioni molti forte e chiare per respingere col voto referendario questa sgangherata riforma costituzionale”, ha detto Bassanini in un’intervista all’Unità. Materiali e appuntamenti referendari sono disponibili sul sito del comitato, dovè scaricabile anche il controdecalogo firmato dal costituzionalista Leopoldo Elia contrapposto a quello dell’ex ministro Roberto Calderoli. "Dobbiamo impegnarci immediatamente in una grande discussione di massa e mobilitarci contro questa controriforma costituzionale che ha un'impostazione autoritaria, accompagnata da una ipotesi di frantumazione del corpo sociale del paese”, dice Franco Giordano, leader del Prc. Per il segretario dei Ds Piero Fassino è importante convincere anche gli elettori del centrodestra sulla necessità di dire no alla riforma della Cdl: “Noi lavoreremo per chiedere il no al referendum e lo chiederemo anche agli elettori del centrodestra, perché non c'è un meccanismo di sovrapposizione tra il voto politico e il voto sulle riforme costituzionali". Necessario votare no anche per il governatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy che ha espresso preoccupazione sui contenuti della riforma per quel che riguarda il rafforzamento dei poteri dell'esecutivo: attribuire il potere "al presidente del consiglio di sciogliere il parlamento", ha detto, potrebbe portare "al rischio di trasformare la Repubblica parlamentare in un premierato. Uno stravolgimento che può portare a derive pericolose di tipo autoritario" stravolgendo “il principio dei pesi e contrappesi previsti dalla Costituzione". Per saperne di più: http://www.salviamolacostituzione.it

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