Programma di sintesi
Gli ultimi 5 anni: abbiamo preso un impegno, lo abbiamo mantenuto
Nel 2005 avevamo fatto un patto con gli elettori: avremmo fatto vivere la Provincia con i suoi cittadini. A distanza di cinque anni questo obiettivo è stato raggiunto. Con i 71 Comuni la Provincia ha lavorato, pensato, pianificato, programmato e realizzato per lo sviluppo, il benessere, il lavoro. Niente di calato dall’alto, ma tutto a partire da una partecipazione dal basso: cittadini, imprese, associazioni, enti locali hanno detto in prima persona a migliaia cosa vogliono fare del loro territorio. Così i Gruppi di Azione Locale sono stati capaci di pensare ad uno sviluppo con una strategia del territorio che supera i personalismi; così i Sistemi Turistici Locali hanno ridisegnato l’immagine della provincia su tutto il territorio; così le problematiche sociali, nei PLUS, hanno visto il coinvolgimento di centinaia di associazioni, cooperative, imprese sociali, scuole, associazioni di volontariato. Il tutto sintetizzato nella pianificazione strategica, che, oltre ai temi già citati, ha coinvolto la scuola, le strade, i trasporti.
E poi i fatti concreti. La Provincia di Cagliari è quarta in Italia per il minor numero di vittime della strada sulle proprie arterie: questo grazie ad una costante opera di manutenzione e di messa in sicurezza delle strade provinciali e al completamento di importanti snodi quali il Ponte ”Emanuela Loi“ sulla 554 fra Monserrato e Sestu. Ha attivato e messo in campo un sistema efficiente e generoso di Protezione Civile, con le Associazioni di Volontariato, che l’ha vista intervenire per mesi in Abruzzo a fianco dei cittadini colpiti dalla catastrofe. Ha sviluppato un sistema di protezione delle dune quale elemento qualificante dell’Ambiente. Ha coordinato e sostenuto la tutela dell’ambiente, quale risorsa irrinunciabile. Ha portato dal 12 al 40 % la quota di messa in sicurezza totale degli istituti Superiori, pur a fronte di una drastica riduzione dei finanziamenti statali e regionali. Ha finanziato, attivato e praticamente completato il restauro della Villa Clara, cara al cuore dei cagliaritani, che ospiterà fra alcuni mesi la Biblioteca Provinciale. Ha attivato una rete provinciale di sostegno al lavoro, con i Centri di Servizi per il Lavoro, che favorisce il potenziamento delle capacità di lavoro e gli inserimenti lavorativi. Ha attivato il microcredito alle piccole imprese e alle categorie svantaggiate. Ha lavorato nel campo dei diritti: delle donne, con le politiche di genere e di conciliazione dei tempi di vita e lavoro; dei minori, con il Centro Affidi interistituzionale e, prima fra le province in Italia, con il Garante Provinciale dei Diritti dell’Infanzia; dei Disabili, con la Consulta Provinciale delle persone con disabilità e con il Registro del Testamento biologico; dei richiedenti asilo, con il Centro di Accoglienza per rifugiati politici; degli Immigrati, con la rete per l’accoglienza attiva. Ha contrastato il bullismo e l’alcoolismo fra gli adolescenti.
Il programma per i prossimi cinque anni: aggredire la crisi.
La parola-chiave che indica la priorità assoluta è lavoro. Lavoro per le zone interne e rurali, che devono puntare su coltivazioni tipiche e di pregio e sulla trasformazione dei prodotti di qualità. Lavoro per le imprese, che devono trovare, sul proprio territorio, una rete di sostegno concreto alla propria attività: dal credito alla distribuzione e alla mobilità a basso costo. Lavoro per i giovani, che devono veder, sì, migliorata la propria occupabilità, ma che devono poter accedere all’occupazione, con incontro efficiente fra domanda e offerta; lavoro per le donne, con un’assunzione di responsabilità da parte delle Istituzioni perché il diritto ai servizi per la prima infanzia e ai servizi di cura degli anziani e dei non autosufficienti sia reale e accessibile. Investiremo tutti i fondi di bilancio che potremo per sostenere le famiglie.
Strettamente legata alla prima, l’altra parola-chiave è sviluppo sostenibile. L’ambiente, l’identità, le produzioni tradizionali, la cultura, i beni archeologici dei nostri centri sono una ricchezza insostituibile non solo da difendere, ma da valorizzare per produrre reddito ad alta qualità di vita. Lo spopolamento dei centri minori può essere contrastato e riequilibrato se questo ci sarà.
Per far questo miglioreremo l’estensione e la qualità della rete viaria provinciale e delle reti locali dei trasporti, interverremo su una razionalizzazione della mobilità nell’Area Vasta, valorizzeremo i circuiti turistici attraverso i Sistemi turistici Locali già pianificati, i mercati di prossimità, le risorse produttive legate all’identità. Porteremo avanti i PLUS con i Comuni e la ASL, ma anche con le imprese sociali e con il volontariato; attiveremo un sistema di automonitoraggio della qualità dei servizi alla persona, soprattutto di quelli rivolti alle persone vulnerabili (minori, anziani, disabili). Completeremo la messa in sicurezza per le Scuole e delle strutture culturali a Cagliari e in rete sul territorio. E continueremo a farlo con la partecipazione dal basso, in cui ognuno dovrà dire la sua parola. Nessuno escluso.






