Bonelli: «Attacchi gravissimi e ingiustificati»
- Con la maggioranza in difficoltà Bossi non ha saputo trovar di meglio che rispolverare il mito della secessione. Ma questa volta il Carroccio ha voluto dare una parvenza democratica alla sua "proposta". «Bisogna trovare una via democratica, forse referendaria, perché un popolo importante e lavoratore come il nostro, non può essere costretto a continuare a mantenere l'Italia». Quel "forse" è molto più importante di quel che si può credere, per il semplice fatto che è impossibile fare un referendum sulla secessione, visto che i referendum sono abrogativi o costituzionali, e la secessione non rientra né nel primo né nel secondo caso.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto sottolineare il suo pensiero su certe "sparate" leghiste: «Agitare ancora la bandiera della secessione significa porsi fuori della storia, della concreta realtà e dell'indispensabile impegno comune». Questa frase non è andata giù ai padani, che con il deputato Reguzzoni hanno voluto esprimere la loro frustrazione nei confronti delle parole del Capo dello Stato: «Noi per principio e per doveroso rispetto non commentiamo mai dichiarazioni del capo dello Stato. Bossi però a Venezia ha fatto riferimento alla necessità che si possa esprime il popolo, che guarda caso è l'unica figura - il popolo è sempre sovrano - che è sempre sopra il capo dello Stato».
Questa frase ha scatenato reazioni di indignazione, con chi addirittura ha chiesto la denuncia per vilipendio al Capo dello Stato. «Gli attacchi al presidente della Repubblica sono gravissimi e ingiustificabili», dichiara il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. «Attaccando il Capo dello Stato, che è il vero garante delle istituzioni, il Carroccio ha deciso di sfidare tutti i cittadini italiani. La secessione rispolverata da Bossi è l'ennesima trovata propagandistica della Lega che con i suoi ministri si è resa corresponsabile di un governo - quello Berlusconi - che ha messo in pericolo i risparmi, il lavoro e le pensioni e che che ha affondato tutto il Paese, compreso il nord».






