I Verdi presentano la 'contromanovra': 68,3 miliardi da tagli ad armamenti, sprechi, costi della politica.«Esiste un settore che non conosce crisi: è quello militare e degli armamenti, la cui spesa cresce senza freni». Così il presidente dei Verdi Angelo Bonelli ha introdotto oggi la presentazione, da parte di ecologisti e civici, di una contromanovra finanziaria "equa e sostenibile, senza il disastro sociale di Berlusconi e Tremonti". Proprio mentre la Commissione bilancio della Camera era al lavoro sul testo che approderà in aula la prossima settimana, Bonelli e una decina di militanti e di dirigenti dei Verdi si sono messi a spiegare, davanti a Montecitorio, le cifre e le ragioni di una proposta che sarebbe capace di ridare fiato ai conti pubblici senza produrre gli atti di macelleria sociale che stiamo vedendo all'opera nell'attuale manovra.
L'alternativa c'è e i Verdi continuano a ripeterla da mesi, nell'assordante silenzio non solo della maggioranza ma anche delle opposizioni. Eppure, dall'analisi delle spese del Ministero della Difesa e del Dicastero delle attività produttive, emerge una cifra di risparmio impressionante, ottenuta unicamente tagliando le nuove spese previste per armamenti e dotazioni militari (come ha fatto più di un anno fa Angela Merkel): 43,3 miliardi di euro, quasi il doppio della cifra che il governo intende prelevare (vedi pdf). Se poi aggiungiamo altre misure minime di equità contributiva e giustizia sociale il risparmio arriva alla consistente cifra di 68,3 miliardi, ottenuti facendo pagare, attraverso lo scudo fiscale, quanto dovuto a chi ha portato illegalmente i propri capitali all'estero per sfuggire al fisco, eliminando opere inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina, tagliando del 70% auto blu, riducendo indennità e vitalizi della Casta e anche solo utilizzando software libero, invece che proprietario, nelle Pubbliche Amministrazioni. Questi tagli alla spesa pubblica non solo sarebbero capaci di rimettere a posto i conti pubblici senza tagliare il benessere e i redditi dei cittadini, ma metterebbero a disposizione risorse per rilanciare l'economia e puntare sulle rinnovabili, la ricerca, l'innovazione e la qualità dei servizi e della vita.
Con il costo - 124 mld di euro - di un solo cacciabombardiere F-35 (l'Italia ne ha ordinati 130), si possono realizzare 183 asili-nido, risolvendo il problema delle liste d'attesa in una città come Roma. Con la cifra necessaria ad acquistare 10 F-35 (1,24 miliardi di euro) si possono installare impianti fotovoltaici (da 3 Kwh) per 80 mila famiglie (che potrebbero quasi azzerare la loro bolletta elettrica). Si produrrebbero 288 milioni di Kwh di energia pulita ogni anno, con un taglio alle emissioni di ben 235 milioni di kilogrammi di Co2 ogni anno ossia una riduzione di 80.000 TEP (tonnellate di petrolio equivalente) ogni anno.
Perché il governo si ostina a scaricare la crisi sulle fasce più deboli della popolazione quando la soluzione c'è, ed è a portata di mano? Perché le opposizioni, che dovrebbero proporre un'alternativa forte, rimangono in silenzio su tagli possibili, come quelli agli armamenti, e fanno 'orecchie da mercante' alla contromanovra dei Verdi?
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