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Senza lavoro, è record

Confindustria annuncia che l’Italia «è fuori dalla recessione». Intanto, l’Istat certifica che il numero delle persone in cerca di occupazione raggiunge 2.273.000 unità (+291.000, il top dal 2001)

L’economia italiana è fuori dalla recessione, ma ad accorgersene sono solo i padroni del vapore. perché se è vero lavoroquanto  dice l’ultimo rapporto del centro studi di confindustria che nel biennio 2010 e 2011 ci sarà quest’anno un recupero sul pil  dell’1,2% e dell’1,6% nei prossimi dodici mesi, sarà anche vero l’allarme lanciato dall’ultima rilevazione istat, che la  disoccupazione continua ad aumentare a livelli vertiginosi. e se in tutto questo includiamo anche la manovra di tremonti  che, come ha ammesso ieri il tesoro, avrà un effetto depressivo sulla crescita ( -05%) allora gli scenari di medio lungo  termine non fanno certo ben sperare. Ma andiamo per ordine: il prodotto interno lordo, per il rapporto dell’associazione degli imprenditori, crescerà nel biennio 2010-2011 e la ripresa si profila più solida rispetto alle stime di dicembre.Ciò  anche per quanto riguarda il rapporto deficit-Pil, che stima si attesterà al 5,1% nel 2010 e al  4,1% nel 2011. Il debito si attesterà al 118,5% del Pil nel 2010 per poi salire al 118,9% nel 2011.
Qualche segno la crisi certo lo ha lasciato anche  per Confindustria che registra la perdita di 528mila posti tra il primo trimestre 2008 e il quarto trimestre 2009 ed è  costretta infine ad ammettere che il trend sarà in crescita per altri due anni (dall’8,6% di quest’anno arriverà al 9,2% nel  2011). Oggi l’Istat fa già anche sapere i dati sull’occupazione al primo trimestre 2010, e non c’è molto da ridere: il numero di occupati risulta infatti pari a 22.758.000 unità con un calo rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente pari allo  0,9% (-208.000 unità). Un saldo negativo solo parzialmente contenuto dalla crescita dell’occupazione straniera che ha  segnato un +183.000 posti. Il tasso di occupazione risulta così pari al 56,6%, mentre il numero delle persone in cerca di occupazione raggiunge 2.273.000 unità (+291.000, il top dal 2001), con un aumento del 14,7% rispetto al primo trimestre  2009. a soffrire di più sono le grandi industrie soprattutto al nord. nel dettaglio, l’Istat rileva che la disoccupazione maschile  ale dal 6,8% del primo trimestre 2009 all’8,1%, quello femminile passa dal 9,5 al 10,5, cui devono aggiungersi il  umero degli inattivi (coloro che hanno smesso di cercare lavoro) pari a 85mila unità. Il tasso di disoccupazione degli  stranieri aumenta invece per la quinta volta consecutiva, portandosi al 13,0% (10,5%nel primo trimestre 2009) mentre per  i giovani (15-24 anni) è sempre più buio: quasi uno su tre non lavora (28,8%) con un massimo del 43,6% per le donne del  Mezzogiorno. Difficoltà confermate dalle prestazione della domanda interna (consumi) che, fotografa l’Istat, sono in calo  del 2% rispetto ad aprile 2009 anche per il settore alimentare. altro dato interessante è quello sull’andamento dei contratti: la crisi sta intaccando il nocciolo duro dell’occupazione rappresentato dai dipendenti a tempo indeterminato mentre si  arresta la caduta del lavoro temporaneo (dipendenti a termine e collaboratori) e si consolida l’occupazione a orario  ridotto. «Questo signi- fica che stanno diminuendo le ore lavorate. è un po’ come se ci stessimo fermando– spiega il  segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni –. I dati offerti dall’Istat sono drammatici, ma già vecchi. Sappiamo  purtroppo che la situazione è ulteriormente peggiorata. è bene chiarire che l’aumento della componente straniera è legata alle sanatorie e non a nuove assunzioni. Il Paese ha bisogno di energia e il nostro Governo che fa? Oltre a fare l’oltranzista  ullo stabilimento di Pomigliano intende fare qualcosa per il lavoro?», accu-sa Fammoni che con tutta la Cgil scenderà in piazza per lo sciopero generale contro la Finanziaria. «La manovra è il contrario delle necessità: deprime lo  sviluppo, aumenterà i disoccupati, e non dà nessuna certezza per le tutele dal prossimo anno. a dicembre scadrà la cassa  ntegrazione in deroga. Ogni mese mezzo milione di persone entra in cassa integrazione. C’è un’emergenza  occupazionale che interessa settori portanti dell’economia come il tessile e il manifatturiero, come ha ammesso la stessa  Confindustria, che questo governo ancora nega. In questa manovra non si parla di lavoro. Lo faremo noi oggi scendendo in piazza». 

 

 

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