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Il Pdl lancia la volata

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Il disegno di legge, da venerdì alla Camera, potrebbe iniziare l’iter dalla prossima settimana. Il governo ora spinge sull’acceleratore. Ma Fini rassicura l’opposizione: «Tempi e procedure saranno rispettate»

Il vero nemico, ora, è il tempo. Per la maggioranza è fondamentale riuscire ad approvare il disegno di legge sulle intercettazioni entro l’estate. Lo ha intimato il premier berlusconi, lo confermano i portavoce del Pdl ogni giorno utile.  Dilazionare oltre, infatti, significherebbe concedere spazi pericolosi all’opposizione, il cui «ostruzionismo», come è tornato a sostenere il guardasigilli alfano, «ha giustificato l’apposizione della fiducia» al Senato.
Per questo, è stata premura del  Partito democratico inviare un messaggio al presidente della camera con cui si chiede di scongiurare «inaccettabili  forzature» sui tempi di discussione del provvedimento. Ieri, Fini ha però garantito il «rispetto di tutti i tempi e delle  procedure previste dal regolamento, al fine di consentire una completa e approfondita istruttoria». Il testo, da venerdì in  commissione giustizia alla camera, deve essere riesaminato in tutti gli elementi di novità subentrati nel passaggio al  Senato. Si incomincerà dalla prossima settimana, secondo quanto emerso dal colloquio di oltre un’ora tra l’ex leader di an   la sua fidata consulente, presidente della commissione, giulia bongiorno. Quanto durerà l’esame, in verità, dipenderà  dalla strategia prescelta dal governo che può chiedere, in base all’articolo 69 del regolamento interno, il riconoscimento dell’urgenza; in questo caso i tempi si dimezzano d’ufficio e si dà priorità negli ordini del giorno, normalmente cablati sui  tempi di presentazione dei ddl. al termine dell’esame in commissione, che potrebbe anche esaurirsi in una sola  settimana, dovrà essere la conferenza dei capigruppo a de-cidere i tempi dell’aula. e anche in questo passaggio, la  maggioranza può spingere sull’acceleratore: il presidente della camera, infatti, contrariamente al suo omologo in Senato,  ha il potere di scandire i lavori quando non si raggiunga un accordo tra i capigruppo. Ipotesi verosimile, dato il voto  contrario assicurato dal Pd, Idv e Udc. Ma dall’esito tutt’altro che scontato, poiché dagli scranni dei finiani da tempo  arrivano segnali di rassicurazione. Se ci sarà un confronto in commissione, sembrano suggerire ancora le correnti interne al Pdl, potrebbe avvenire in assemblea dopo il voto sulla manovra. a sostenere il finale in volata, invece, è il nocciolo duro  del Pdl che, per bocca di Fabrizio cicchitto, ha pronosticato che il ddl intercettazioni «dovrebbe essere legge prima di  agosto», escludendo così eventuali modifiche perché - ha affermato il capogruppo del Pdl - «il lavoro è stato molto al  Senato e il testo è cambiato parecchio». Ma il Pd non ci sta: «cicchitto si rimetta alla discussione libera del Parlamento  secondo le procedure che Fini vorrà e dovrà garantire. glielo consiglio vivamente», ha tuonato il segretario Pier Luigi  bersani. anche il leader dell’Udc Pierferdinando casini ha ricordato che «la camera non è un passacarte del Senato o un  ufficio timbri». L’opposizione vuole altre modifiche, presenterà verosimilmente una valanga di ordini del giorno, e pare ben  ntenzionata ad appellarsi a tutte le garanzie assicurate dal bicameralismo perfetto. 

Dina Galano
TERRA
 

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