| COVATTA: "SOSTEGNO AD ANGELO BONELLI, ORA PIU' AMBIENTE IN TV" | | Stampa | |
| 09 febbraio 2010 |
![]() Intervista Il comico napoletano condivide la protesta del presidente dei Verdi, in sciopero della fame da undici giorni. «La televisione è uno strumento nelle mani di chi gestisce il potere, e non si può pensare che sia tutto frutto di casualità» «Condivido e approvo lo sciopero solo se va avanti a oltranza, fino all'estinzione». Scherza Giobbe Covatta, parlando della protesta messa in atto dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, contro la scomparsa dei temi ambientali dalle tv nazionali. «Deve essere un sacrificio totale, diciamo così, "talebano"», aggiunge il comico napoletano. Poi i toni tornano seri: «è un'iniziativa apprezzabilissima, quella di Angelo, il suo personale impegno e la sua personale attività, anche al di là di quella del partito». Ma, gli chiediamo, da cosa dipende la scarsa presenza dei temi ambientali in tv? «Onestamente non ho sotto controllo il palinsesto, e non guardo molto la tv, non so quanto possano essere interessate le reti a proporre programmi sull'ambiente, e quanto possa essere interessato il pubblico, però, se uno si interessa alle cose se qualcuno gliele propone, altrimenti no». Uno dei problemi sembra essere l'invadenza della politica nelle trasmissioni televisive. Ma esiste anche un problema di scarsa attenzione culturale nel Paese? «Sinceramente non lo so», chiosa Giobbe Covatta, con quella sua classica inflessione dialettale napoletana, che sembra stia recitando. «Il pubblico si affeziona, o segue, le cose che gli vengono proposte in maniera interessante, non si può pensare che il pubblico da casa possa affezionarsi a qualcosa se questo qualcosa non gli viene mai proposto. Inoltre - spiega ancora - più non proponi una cosa al pubblico, più il pubblico si allontana da quella cosa». Una sintesi di intere teorie della sociologia delle comunicazioni di massa condensata in una frase semplice, tremendamente infallibile, da teatro napoletano. «Non dobbiamo dimenticare che la televisione è un'industria, e come per ogni industria, nessuno investe cento lire se sa che non può ricavarne molto di più. E poi, al di là di tutti questi discorsi - dice Covatta, come per trovare una sintesi estrema al suo ragionamento su ambiente e televisione - la tv è uno strumento nelle mani di chi gestisce il potere, e non si può pensare che sia tutto frutto di casualità, c'è una predeterminazione, di fini e di scopi». C'è un tema che porterebbe subito in televisione, di cui secondo lei bisogna assolutamente parlare? La risposta è netta. «L'ambiente» dice secco Covatta. «Sono assolutamente convinto che ci sono dei temi che hanno un peso assolutamente maggiore rispetto a quelli abituali. Per esempio, sapere che ne pensa Bossi della Pedemontana, è sicuramente meno importante del sapere che succederà tra vent'anni se andiamo avanti così». Ed infine arriva anche una rivelazione. Covatta ammette di star preparando una trasmissione proprio su temi dell'ambiente, ma per ora non vuole dire di più. Forse un piccolo spiraglio di luce anche per la protesta del presidente dei Verdi Angelo Bonelli, giunto oggi all'undicesimo giorno di sciopero della fame contro l'oscuramento dei temi ambientali dalle televisioni, sia pubbliche che private. Giulio Finotti da Terra |
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