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BONELLI, AVANTI COL DIGIUNO PDF  | Stampa |
09 febbraio 2010
sciopero6
Informazione Dodici. Tanti sono i giorni di sciopero della fame del presidente dei Verdi Angelo Bonelli, che lo scorso 28 gennaio ha cominciato la sua protesta estrema per denunciare il buco nero mediatico in cui sono finite le tematiche ambientali nel nostro Paese.

Nei giorni scorsi i Verdi hanno presentato un ricorso all'Autority per le Comunicazioni per denunciare la violazione delle regole del pluralismo politico.
I dati sono eloquenti e dimostrano che la Federazione dei Verdi è presente sulle emittenti pubbliche e su Mediaset in forma sempre più residuale già a partire dal 2008: sotto lo 0,3% sui Tg Rai e sotto lo 0,1% sui Tg Mediaset.
Secondo il ricorso degli ecologisti le grandi questioni ambientali sono state incomprensibilmente estromesse dai telegiornali e dai grandi programmi di approfondimento giornalistico, nonostante proprio questi temi siano al centro dei palinsesti informativi in tutti i paesi europei.
In particolare l'ambiente, la lotta ai cambiamenti climatici ed il confronto sulle misure di mitigazione e adattamento sono scomparse dal dibattito politico. «L'informazione si dimostra sempre più distratta rispetto grandi questioni come la qualità della vita dei cittadini o la loro salute o, ancora, alle grandi emergenze ambientali del nostro paese. Come possono i cittadini scegliere i governi o indirizzarne le scelte se non sono a conoscenza di problemi ed emergenze che invece dovrebbero essere portate immediatamente a conoscenza dell'opinione pubblica. Penso allo smog, alla lotta al dissesto idrogeologico, alla privatizzazione dell'acqua, al tentativo di riportare il nucleare in Italia».
Al dodicesimo giorno, però, qualcosa si muove. Ieri sera il leader del Sole che ride è intervenuto a Porta a Porta sulla questione smog: «Un'emergenza ambientale e sanitaria di cui non si parla - ha ricordato. Chiediamo al governo di varare un piano straordinario da 8 miliardi di euro per la mobilità sostenibile. È assurdo che un cittadino romano sia costretto a trascorrere mediamente cinque anni della propria vita in un'auto».
Bonelli prosegue nella protesta perché «l'ambiente non può essere il convitato di pietra della politica e dell'informazione italiana».

Antonio Barone da Terra

 

Commenti  

 
0 #1 2010-02-09 14:14
Giustissime le richieste per la mobilità alternativa

ecodellaterra.blogspot.com
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