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L'AMBIENTE E' OSCURATO PDF  | Stampa |
29 gennaio 2010
sciopero1

Protesta Iniziato ieri il digiuno del presidente Bonelli contro l'espulsione delle tematiche ecologiste dai palinsesti televisivi italiani. Solidarietà da parte di Ignazio Marino e degli ecodem Francesco Ferrante e Roberto Della Seta


L'assenza di un reale pluralismo informativo in Italia e l'espulsione dell'ambiente e dell'ecologia dal nostro sistema radio-telelevisivo. Queste le ragioni dello sciopero della fame iniziato dal presidente dei Verdi italiani, Angelo Bonelli.
Appuntamento ieri mattina, alle 11, davanti la sede Rai di Viale Mazzini, dove, prima di intraprendere la protesta e spiegarne i motivi davanti alle telecamere dei maggiori canali televisivi, il leader ecologista è stato visitato dal dottor Antonio Abbate che seguirà il suo stato di salute nel corso del digiuno che proseguirà ad oltranza, per denunciare la complicità dei media nell'uccisione del tema ambiente e, contemporaneamente, del partito dei Verdi. Inquinamento, cambiamenti climatici, nucleare, salute dei cittadini, green economy: i temi centrali, di cui tutti cittadini del mondo vengono regolarmente informati, sono per gli italiani un tabù.
In relazione alla scelta estrema del digiuno, Bonelli ha scritto una lettera che ha raggiunto il presidente della Repubblica, una seconda indirizzata ai presidenti di Camera e Senato, al presidente e al direttore generale della Rai, Paolo Galimberti e Mauro Masi, e al presidente della Commissione vigilanza Rai Sergio Zavoli, mentre una terza è stata inviata al presidente dell'Autorità di garanzia per le comunicazioni, Corrado Calabrò.
Nelle missive si sottolinea come «i grandi temi della tutela dell'ambiente, della lotta all'inquinamento, della salute (strettamente connessi fra loro) e dell'emergenza climatica, che l'intero pianeta sta vivendo a causa dei cambiamenti globali del clima, purtroppo, non trovano lo spazio necessario nella comunicazione televisiva del nostro Paese, a partire dalla Rai».
Il leader del Sole che ride chiede pertanto ai destinatari di «intervenire affinché venga dato maggiore spazio a queste problematiche fondamentali per il presente ed il futuro dei cittadini italiani: una questione di democrazia prim'ancora che politica».
Una visione condivisa anche dagli esponenti politici che hanno dato la propria solidarietà a Bonelli, a cominciare dal presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale, Ignazio Marino, che, chiedendo ai vertici Rai di correggere l'anomalia attuale, è così intervenuto: «Non è possibile che le tematiche che riguardano l'ambiente non siano tenute nella debita considerazione dalla televisione pubblica. E non è possibile che la forza politica che è portatrice di queste istanze non trovi gli spazi per poter parlare di problemi che interessano a tutti i cittadini. Purtroppo in questo Paese per farsi ascoltare si deve alzare la voce e per questo voglio esprimere la mia solidarietà e vicinanza alla protesta di Angelo Bonelli».
Punto di vista condiviso da altri due senatori Pd, gli ecodem Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che, dando il loro appoggio al presidente dei Verdi, denunciano «la scarsissima presenza delle tematiche ambientali nei palinsesti del sistema radio televisivo, che dedica colpevolmente uno spazio esiguo ai temi ambientali, venendo meno così al suo ruolo di informazione al servizio del cittadino. Pochi e insufficienti sono gli approfondimenti dedicati all'impatto dello smog cittadino sulla salute pubblica, ai danni provocati dal dissesto idrogeologico in tutto il Paese, fino ai mutamenti climatici sui quali, dopo la fine della conferenza di Copenaghen, sono stati spenti i riflettori. Mentre negli altri Paesi europei i media forniscono analisi e approfondimenti agli spettatori, in Italia vige un oscurantismo ambientale che nasconde al grande pubblico la portata di problemi epocali. Di questa colpevole disattenzione della Rai sono anche vittime i Verdi, cui viene negato un minimo diritto di parola, riservando loro un trattamento peggiore di forze più minoritarie e meno radicate sul territorio nazionale».

Diego Carmignani da Terra
 

Commenti  

 
0 #1 2010-01-30 19:03
Speriamo serva a qualcosa questo sciopero della fame e questo presidio.

In Italia abbiamo fame di democrazia e sete di libertà

ecodellaterra.blogspot.com
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