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Bonificare la terra dei fuochi. La Camera dei deputati ha approvato le mozioni che impegnano il Governo a mettere in atto, rapidamente, tutte le iniziative e gli interventi per risanare il territorio, fra le province di Napoli e Caserta, flagellato dallo smaltimento illegale di rifiuti tossici. Le mozioni, presentate da Movimento 5 stelle, Gruppo misto, Sel, Pd, Scelta civica, Centro democratico e Pdl, sono state riformulate come chiesto dal sottosegretario per l'Ambiente, Marco Flavio Cirillo, presente in Aula in rappresentanza del Governo.

«Nella cosiddetta Terra dei fuochi - ricorda una delle mozioni - da anni si consuma uno dei delitti ambientali più atroci: lo sversamento illegale, incessante e continuo di rifiuti industriali pericolosi e tossici sulla terra e dentro la terra, che vengono poi dati alle fiamme per occultare le prove. Roghi che rimettono in circolazione nell'aria i rifiuti». Con dannose conseguenze per l'ambiente e per la salute.

«Sono pochissime - si sottolinea - le famiglie della zona risparmiate da malattie e, soprattutto, le percentuali di tumori, leucemie e linfomi sono aumentate in maniera considerevole: è sufficiente controllare le percentuali di casi in tutto il territorio per rendersi conto che nella zona c'e' il più alto tasso di questi tipi di malattie e una riduzione della vita media rispetto al resto dell'Italia».

Le mozioni impegnano il Governo a «porre in essere tutte le forme di controllo incisivo del territorio campano per far cessare il criminale e illecito sversamento di rifiuti tossici in zone agricole e ad alta densità abitativa; a intraprendere gli improrogabili interventi di bonifica del territorio campano, per cercare almeno di limitare i danni di decenni di scellerate politiche di gestione ambientale del territorio; ad avviare, con un adeguato coinvolgimento del ministero della Salute, una massiccia campagna di indagini epidemiologiche per far luce sull'impatto delle contaminazioni sulla salute delle popolazioni residenti, anche dando ampia pubblicità ai risultati, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla nocività di certi comportamenti criminali».

E ancora, si impegna il Governo a «istituire un tavolo tecnico permanente, che funga da cabina di regia, al ministero dell'Ambiente, coinvolgendo le associazioni e i comitati di cittadini da anni impegnati nelle lotte a difesa del territorio, personalità del mondo scientifico competenti in materia e rappresentanti di regione ed enti locali; ad assumere iniziative normative per consentire ai comuni interessati l'allentamento del patto di stabilità, indispensabile con riferimento esclusivamente ai capitoli relativi alla realizzazione di questi interventi in campo ambientale (monitoraggio, rimozione dei rifiuti abbandonati e loro corretto smaltimento)».

Si chiede inoltre all'esecutivo di «attivare e aumentare le risorse finanziarie pubbliche per far decollare il settore delle bonifiche; svolgere immediatamente analisi a tappeto nel vasto territorio interessato, a cominciare da quello indicato dai vari collaboratori di giustizia come luogo di sversamento dei rifiuti tossici da parte della criminalità organizzata, anche relativamente alle falde acquifere; avviare rapidamente la perimetrazione dei terreni interessati da coltivazioni e allevamenti nelle aree coinvolte, per consentirne la conversione in agricoltura cosiddetta 'no food'; rendere pubblici i nominativi delle società coinvolte a qualsiasi titolo nella produzione, nel trasporto e/o nello smaltimento illecito di materiali tossici; perpetuare una politica di inasprimento delle pene per i reati ambientali, da assimilarsi, a tutti gli effetti, sostanziali e processuali, a quelli di stampo mafioso e/o terroristico; vigilare che i lavori eventualmente affidati a ditte specializzate nel settore, non siano in alcun modo riconducibili, direttamente e indirettamente, a persone legate alla criminalità organizzata».

«E' un segnale importante ma non sufficiente». E' questo il commento del Presidente dei Verdi Angelo Bonelli che spiega: «l'impegno delle mozioni deve essere tradotto in fatti concreti nel più breve tempo possibile. La storia italiana è piena di bonifiche fatte solo sulla carte mentre i veleni continuano procurare lutti e malattie».

«Chiediamo al governo un decreto immediato che stanzi risorse e avvii la bonifiche nella terra dei fuochi», continua il leader ecologista che conclude: «Cosa c'è di più necessario e urgente che fermare i veleni che stanno rubando il futuro ai cittadini? Il governo deve intervenire immediatamente».
Puntano sulla green economy 330.000 imprese, 3 milioni posti di lavoro

Sono 328mila le aziende italiane (il 22%) dell'industria e dei servizi con almeno un dipendente che dal 2008, cioè dall'inizio della crisi internazionale, hanno investito, o lo faranno quest'anno, in tecnologie per ridurre l'impatto ambientale e risparmiare energia. Lo si legge nel rapporto «GreenItaly 2013. Nutrire il futuro», studio annuale di Unioncamere e Fondazione Symbola presentato oggi a Milano presso la sede di Expo 2015. Secondo la ricerca queste imprese hanno generato nello stesso periodo tre milioni di posti di lavoro e quest'anno rappresenteranno il 38% di tutte le assunzioni programmate nell'industria e nei servizi: 216.500 su un totale di 563.400. Lavori che copriranno addirittura il 61,2% di tutte le assunzioni destinate alle attività di ricerca e sviluppo delle nostre aziende. La stima di valore aggiunto prodotto è di 100,7 miliardi di euro, pari al 10,6% del totale dell'economia nazionale, esclusa la componente imputabile al sommerso. Chi investe in tecnologie per l'ambiente, si legge nel rapporto arrivato alla quarta edizione, è anche più forte all'estero: il 42% delle imprese manifatturiere che fanno eco-investimenti esporta i propri prodotti, contro il 25,4% di quelle che non lo fanno. Green economy significa anche innovazione: il 30,4% delle imprese del manifatturiero che investono in eco-efficienza ha effettuato innovazioni di prodotto o di servizi, contro il 16,8% delle imprese non investitrici. E significa redditività: il 21,1% delle imprese manifatturiere eco-investitrici ha visto crescere il proprio fatturato nel 2012, tra le non investitrici.
Dalla green economy nazionale arrivano segnali positivi anche sul tema dell'occupazione giovanile: il 42% del totale delle assunzioni under 30 programmate quest'anno dalle imprese dell'industria e dei servizi con almeno un dipendente, si legge ancora nel rapporto GreenItaly, verrà fatto proprio da quel 22% di aziende che fanno investimenti green. Scorrendo l'elenco dei settori che investono green con più convinzione, infatti, si trovano proprio quelli trainanti del made in Italy, quelli più tradizionali e quelli di più recente acquisizione: il comparto alimentare (27,7% contro una media del complesso dell'industria e dei servizi del 22%), quello agricolo (49,1%), il legno-mobile (30,6%), il settore della fabbricazione delle macchine ed attrezzature e mezzi di trasporto (30,2%), e poi tessile, abbigliamento, calzature e pelli (23%). Con oltre 60 mila imprese green, il 18% della imprese eco-investitrici dell'intero Paese, la Lombardia è al primo posto in Italia per numero assoluto di imprese che hanno investito o investiranno quest'anno in tecnologie e prodotti verdi.
Strana Zelených, the Czech Green party, won 3.2% of votes in elections of October 25 and 26, for the Chamber of Deputies.

The elections were called after the resignation of former Prime Minister Petr Necas, who was caught up in an abuse of power scandal. Many small parties contested the elections, which saw the Social Democrats come out as winners, with 50 seats. However, this is their worst ever result, and the smallest ever vote share for a winning party.

While the Greens didn't manage to win a seat, they were the only one of a large group of non-parliamentary parties who contested the election to win a credible amount of votes. They ran a strong, well received campaign including a rap video that went viral.

While the Greens didn't pass the 5% threshold that would ensure them seats in the Czech parliament, it is enough to secure them state funding to ensure they can be a significant player in the next year's European Elections. These will be a key opportunity for Strana Zelených to make a big impact. The momentum from these elections suggest this is a clear possibility!
The Green Party of England and Wales and the Green Party of Ireland are strongly opposing a UK government plan to build a nuclear power plant at Hinkley Point, an area in South West England that overlooks the Irish Sea. They are working hard to expose the economic and environmental risks of the plan, and hope that an EU scrutiny may still derail this socially and environmentally damaging project.

The parties have described the deal involving Chinese investment as a gambling with taxpayers’ money, because the state is offering to guarantee a level of return to foreign investors. At a time when the costs of renewable energy are rapidly falling, they say this is a ridiculously generous subsidy for an outdated industry.

Greens argue that instead of locking Britain into a costly and risky technology, the government should be investing in energy efficiency and renewables, the costs of which are rapidly decreasing. With potential profits being sent offshore to China and the nuclear pollution staying in the UK this power plant means there is a clear environmental impact. The Irish Greens are especially concerned. Another nuclear power plant on the English coast overlooking the Irish was hit with a series of leaks in the early 2000s, which caused the Irish government to complain to the Council of Europe. The Irish Greens are keen to avoid any more possible nuclear contamination. Ireland has no nuclear powerstations itself.

Greens are now looking to the EU, which they say may yet be able to block the deal. Since it involves such a large investment of public money the plan will be hopefully investigated under the EU's state aid rules. It is expected that the return guarantee will be seen by the Commission as a distortion of the electricity market and as such an infringement of state aid rules.

The European Commission has recently indicated it has no plans to encourage state aid for nuclear power or to make it easier for Member States to grant such aid. Greens from all across Europe welcomed the decision.





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