|
Lunedì 26 Luglio 2010 19:43 |
Il rischio di diventare la foglia di fico per il centrodestra e il suo progetto nucleare è forte e non certo campato in aria. Ma la proposta di diventare  presidente dell’Agenzia per la sicurezza Nucleare per Umberto Veronesi, medico e ricercatore (nonché, attualmente, senatore del Partito democratico), famoso per il suo impegno nella lotta al cancro, può nascondere ben più pericolose insidie. La sicurezza e la protezione della salute sono due obiettivi che partono da lontano e investono tutto il procedimento di arrivo alla produzione di energia nucleare: dalla individuazione del sito fino alla costruzione delle centrali nucleari. L’Agenzia (ancora da definire ma che probabilmente sarà composta da un centinaio di persone tra tecnici, ingegneri, chimici e fisici) non avrà infatti solo compiti di coordinamento e supervisione ma dovrà anche pronunciarsi su procedure di autorizzazione che richiedono non solo tempi lunghi ma anche conoscenze approfondite in campo nucleare Cose che un ingegnere nucleare o fisico possono affrontare con competenza», ha commentato Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace, «ma che difficilmente possono essere accostate ad un oncologo. In Gran Bretagna ad esempio, o negli Usa tali procedure durano anni, tempo che, nelle scadenze fissate dal governo, l’Italia non ha». L’Agenzia, un po’ come faceva il Disp- Enea prima del referendum dell’’86, dovrà controllare che le certificazioni dei siti individuati per la costruzioni delle centrali rispettino gli standard qualitativi e di sicurezza, che siano state fatte (e nel migliore dei modi) indagini di campo, quali materiali verranno utilizzati e il tipo di rintracciabilità delle materieprime. «Io», aggiunge Onufrio, «non mi farei mai operare di tumore da un ingegnere o da un fisico e allo stesso modo non metterei mai in mano ad un medico una centrale nucleare.
|
|
Lunedì 26 Luglio 2010 03:11 |
|
Grazie al piano casa della Regione Sardegna, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi potrà realizzare nuovi bungalow abitabili nel complesso di Villa Certosa, residenza estiva del premier a Porto Rotondo. Il via libera - come riporta oggi il quotidiano La Nuova Sardegna - è arrivato dalla Commissione paesaggistica regionale, che ha esaminato l'istanza di ampliamento della volumetria, presentata nel maggio scorso, dalla Idra Immobiliare spa, la società del Cavaliere proprietaria di Villa Certosa.
La Commissione, presieduta dallo scultore sardo Pinuccio Sciola (l'inventore delle pietre sonore) non ha - spiega La Nuova Sardegna - rilevato elementi di incompatibilità dal punto di vista paesaggistico. «Si tratta di alcune strutture staccate dal corpo centrale della residenza - spiega Sciola al quotidiano sardo - inserite in uno spazio immenso. Non c'era alcun motivo per negare il parere positivo». Complessivamente sono 35 le unità edilizie (hotel, villaggi turistici, ville private) che hanno chiesto alla Commissione regionale l'ampliamento delle volumetrie. Una ventina di richieste sono state già bocciate.
|
|
Lunedì 26 Luglio 2010 02:54 |
|
Il presidente del Consiglio potrà realizzare nuove unità abitative all'interno della sua residenza estiva di Porto Rotondo. Il via libera è arrivato dalla Commissione paesaggistica sarda: "Nessuna incompatibilità". Ma i Verdi annunciano ricorso al Tar Sardegna
CAGLIARI - Il piano casa della Regione Sardegna permetterà al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di realizzare nuovi bungalow abitabili nel complesso di Villa Certosa, la sua residenza estiva a Porto Rotondo.
Il via libera - come riporta oggi il quotidiano La Nuova Sardegna - è arrivato dalla Commissione paesaggistica regionale, che ha esaminato l'istanza di ampliamento della volumetria presentata nel maggio scorso 1 dalla Idra Immobiliare spa, la società del Cavaliere proprietaria di Villa Certosa.
La Commissione, presieduta dallo scultore sardo Pinuccio Sciola (l'inventore delle pietre sonore) non ha rilevato elementi di incompatibilità dal punto di vista paesaggistico. "Si tratta di alcune strutture staccate dal corpo centrale della residenza - ha detto Sciola al quotidiano sardo - inserite in uno spazio immenso. Non c'era alcun motivo per negare il parere positivo". Complessivamente sono 35 le unità edilizie (hotel, villaggi turistici, ville private) che hanno chiesto alla Commissione regionale l'ampliamento delle volumetrie. Una ventina di richieste sono state già bocciate.
L'autorizzazione concessa al premier non ha ovviamente incontrato il favore degli ambientalisti: i Verdi hanno già dichiarato che presenteranno "un ricorso al Tar Sardegna per chiedere che venga annullata l'autorizzazione paesaggistica rilasciata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per l'ampliamento di Villa Certosa e la costruzione di numerosi bungalow". Il Presidente nazionale del partito, Angelo Bonelli, ha anche aggiunto che "il progetto presentato per Villa Certosa è assolutamente insufficiente e per niente dettagliato, per quel che ne sappiamo. Inoltre, la normativa sul paesaggio in Sardegna vieterebbe anche solo la costruzione di un metro cubo sulle coste".
"In questo caso è evidente il conflitto d'interessi di Berlusconi, che avrà un vantaggio diretto ed economico da una norma da lui fortemente voluta e approvata: il piano casa, a cui ci siamo sempre opposti - ha precisato il leader ecologista - Il valore di Villa Certosa aumenterà di diversi milioni di euro, in barba a tutte le normative a tutela del paesaggio e dell'ambiente. L'assalto del cemento e della speculazione alle coste sarde è iniziato". Secondo Bonelli, "Berlusconi avrebbe dovuto astenersi dal chiedere l'autoizzazione per questo ampliamento. In questo modo, una volta di più, dimostra di preoccuparsi più dei suoi interessi che di quelli del Paese".
Ancora più duro il capogruppo dell'Idv, Massimo Donadi: "Alla vergogna non c'è mai limite. Berlusconi ha ottenuto il via libera per la costruzione di alcuni bungalow a Villa Certosa grazie a un piano casa regionale del suo fidato governatore Castellacci. A quanto pare le richieste sono state poco più di 20 e tutte da hotel, villaggi turistici o ville private". "A cosa serve la costruzione di bungalow in una villa già enorme e che ha già usufruito in passato di costruzioni abusive coperte poi dal segreto di stato? E, soprattutto, il piano casa non era stato progettato perve avere una stanza in più per i figli? Ancora una volta demagogia e propaganda nascondevano un'altra verità". "Berlusconi - ha concluso Donadi - aveva bisogno di una nuova legge ad personam, e questa volta se l'è fatta fare dalla regione Sardegna".
da Repubblica.it
|
|
Domenica 25 Luglio 2010 22:00 |
I Verdi sollevano il caso della sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato «una nuova deregulation edilizia». Bonelli: «Un governo più interessato ai profitti degli speculatori che ai cittadini» Il governo ha un unico obiettivo: legalizzare l’illegalità». è durissimo Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, nel sollevare il  caso della sentenza 278/2010, pubblicata il 22 luglio, che ha bocciato l’ennesima deregulation edilizia tentata dal governo Berlusconi. La norma considerata illegittimaè l’articolo 3 comma 9 della Legge 99/2009 che prevedeva: «Al fi- ne di garantire migliori condizioni di competitività sul mercato internazionale e dell’offerta di servizi turistici, nelle strutture turisticoricettive all’aperto, le installazioni e i rimessaggi dei mezzi mobili di pernottamento, anche se collocati permanentemente, per l’esercizio dell’attività, entro il perimetro delle strutture turistico-ricettive regolarmente autorizzate, purché ottemperino alle specifiche condizioni strutturali e di mobilità stabilite dagli ordinamenti regionali, non costituiscono n alcun caso attività rilevanti ai fini urbanistici, edilizi e paesaggistici». Nello specifico villaggi turistici, campeggi e strutture mobili «anche permanenti » sarebbero state esentate dal rispettare le normative ed i vincoli di carattere urbanistico, edilizio e paesaggistico. Il tutto inserito in una legge, la 99/2010, diventata famosa perché prevede il ritorno dell’Italia al nucleare.
|
|