Non solo in Italia si è votato in questo week end. Ci sono state altre elezioni locali e nazionali. Dal secondo turno delle presidenziali in Francia che ha visto il trionfo di Francois Hollande e l'addio alla politica di Sarkozy, alle drammatiche elezioni greche, con un'ampia frammentazione, il crollo dei due partiti storici di centrodestra (Neo Dimocratia) e di centrosinistra (Pasok, socialisti), l'entrata in Parlamento dei neonazisti di Alba Dorata.
Per i Verdi è stata una tornata elettorale positiva, soprattutto per le elezioni a Londra e per l'ottimo risultato nel land tedesco dello Schleswig-Holstein, al confine con la Danimarca.
Vediamo i risultati Stato per Stato:
Il 92% degli italiani ne è convinto. Intanto ricerche scientifiche migliorano le prestazioni del fotovoltaico
Più di un italiano su dieci ritiene che l’energia solare sia la fonte energetica del futuro. Il dato è emerso dal sesto rapporto “Gli Italiani e il solare” realizzato dall’Istituto di ricerca IPR Marketing che monitora ormai ogni sei mesi gli umori e le opinioni dei nostri concittadini sull’argomento. Il risultato, a dire il vero, non sorprende: a partire dal settembre 2009, data del primo rapporto, il trend di crescita di ‘favori’ verso il solare è stato sempre positivo, passando esponenzialmente da un 53% iniziale all’80% di persone ‘pro’ nell’ultima indagine prima di questa. Un elemento particolarmente importante risulta dal confronto fra le percentuali dell’ultimo anno, ovvero prima e dopo la tragedia di Fukushima e il referendum di giugno sul nucleare, con il quale gli italiani hanno definitivamente posto la pietra tombale sui folli disegni di ritorno all’atomo del governo Berlusconi. Ricordate quale era la scusa più inflazionata all’epoca da parte dei ‘nuclearisti’ per scagliarsi contro il quesito prima, e il risultato poi? Gli italiani – si diceva – non possono esprimersi adesso per referendum perché vittime di ‘reazioni emotive’ indotte dal terremoto in Giappone. Ebbene, la percentuale di persone che, nel sesto rapporto IPR, vede nel fotovoltaico il futuro ricalca la stessa del rapporto precedente del 2011, prima della tragedia del maremoto e della contaminazione nucleare. La propensione degli italiani verso un tipo di energia ‘alternativa’ e pulita, come il solare, insomma, è frutto di convinzioni radicate e non momentanee.
Il candidato dei Verdi alla presidenza della Finlandia, Pekka Haavisto, ha incrementato enormemente il suo consenso dopo essere stato designato per il secondo turno di ballottaggio che avverrà domenica 5 febbraio. Considerato tra i favoriti ad accedere al secondo turno di votazioni, è riuscito ad ottenere il 19 per cento delle preferenze. Da allora il suo charme e i suoi modi schietti di fare politica hanno ottenuto l'attenzione di un'ampia schiera di votanti. Può attualmente contare approssimativamente sul 40 per cento del voto popolare del Paese, grazie alla trasversalità rispetto alle linee dei partiti e all'apertura inclusiva come leader.
Le chiazze avvistate ieri intorno al relitto della Costa Concordia avevano fatto venire i sudori freddi a tutti. La Guardia Costiera oggi ha assicurato che si tratta di “sostanze leggere ed evaporabili”, probabilmente diesel o ad acque reflue di sentina, che è normale si accumulino intorno a una nave di quelle dimensioni per più di 114 mila tonnellate. Non si tratta, quindi – come si temeva - di carburante.
Istat: fra 2009 e 2010 crescono del 15,2%, contro la media del 2,1% di tutte le categorie
Tutti devono fare i sacrifici: é questo il mantra che dilaga giorno dopo giorno nelle stanze della politica. Ma mentre fuori imperversava la crisi, lo spread saliva, l'incubo del fallimento alla greca iniziava a prendere sostanza, i consumi si riducevano, i tagli colpivano tutti e tutti stringevano la cinghia per affrontare la più disastrosa crisi economica dal 1929 a Palazzo Chigi gli stipendi lievitavano.
La manovra del governo Monti è arrivata oggi in Parlamento. Del rigore e dell’equità sociale però sembra aver conservato solo il primo perché il risultato è che a pagare saranno, ancora una volta, le stesse persone che hanno pagato finora mentre alcune, determinate ‘caste’ non vengono toccate.
UN’ECONOMIA VERDE PER USCIRE DALLA CRISI
5 dicembre 2011 - Sala delle conferenze – piazza di Montecitorio 123/A – Roma
09:00 – 17:30
L’Italia dispone di tutte le risorse e le energie per realizzare un futuro diverso per i suoi cittadini e per le prossime generazioni e lo strumento principe è riconvertire l’economia ad un modello ‘verde’, che porti all’autosufficienza energetica rispettando il patrimonio dell’ecosistema e salvaguardando la salute delle persone. L’incontro di lunedì 5 dicembre ‘L’Italia capace di futuro – Un’economia verde per uscire dalla crisi’, promosso dalla ‘Green European Foundation con il contributo di Sbilanciamoci!’, riguarderà proprio questa tematica. La giornata di confronto si svolgerà dalle 9.00 alle 17.30 presso la Sala delle conferenze in piazza Montecitorio 123/A a Roma.
Al via la Conferenza Onu sul clima
Si è aperta oggi a Durban, in Sudafrica, la conferenza Onu sui cambiamenti climatici in cui verrà affrontato, nei prossimi dodici giorni, il problema del surriscaldamento globale prodotto dai gas serra. L’incremento del calore sulla Terra è stato fissato da precedenti conferenze all’obiettivo –già praticamente mancato- di non più di 2 C° entro il 2050, cifra astronomica considerando che il clima del pianeta è cresciuto di 0,8 C° rispetto a prima della Rivoluzione Industriale. La posta in gioco è il futuro del Protocollo di Kyoto che nel 2013 porterà a termine la sua prima fase di applicazione. Siglato nel 1997 il protocollo di Kyoto è entrato in vigore solo nel 2005, dopo che la Russia, responsabile da sola del 17,4% delle emissioni inquinanti a livello globale, ha ratificato il trattato: la condizione basilare, infatti, era che le nazioni ad applicarlo producessero il 55% dei gas serra. La fumata bianca è arrivata solo col sì della Russia dal momento che gli altri due colossi del pianeta, Stati Uniti e Cina, non contribuiscono al raggiungimento della soglia: gli Stati Uniti hanno firmato il protocollo di Kyoto ma rifiutano ancora di ratificarlo mentre la Cina, ‘paese emergente’ – come l’India – non è tenuta a rispettare i limiti alle emissioni in quanto paese di recente industrializzazione, non responsabile delle emissioni inquinanti prodotte durante il boom industriale che sta provocando oggi il disastro climatico. In quel periodo della storia non si disponevano ancora delle conoscenze odierne sullo stato del pianeta e si badava molto alla crescita economica e poco alla distruzione dell’ecosistema. Dei risultati hanno beneficiato soprattutto i paesi cosiddetti ‘avanzati’, di prima industrializzazione, che oggi sguazzano in un benessere costruito sulle ceneri della salute della Terra e delle aree svantaggiate del mondo. Il punto della questione - e del confronto, a Durban - sta tutto qui.
Sequestrato resort turistico da 50 milioni di euro: 129 persone indagate per reati ambientali, normativi e tributari
Una colata di cemento del valore di 50 milioni di euro illecitamente versata per creare un paradiso turistico per ricchi nel cuore del Salento, in deroga a ogni regolamento urbanistico o vincolo di protezione paesaggistica. Centoventinove persone indagate fra amministratori pubblici, proprietari degli immobili (centoventi persone) e società che gestiva l’impianto (Fgci srl e Punta Grossa srl): si va dai reati di omissione di controllo, a quello di varianti urbanistiche illegittime a reato ambientale a illeciti penali e tributari che avrebbero permesso, fra le altre cose, di evadere circa 6 milioni e mezzo di Irap e 2 milioni di Ici. Il risultato è stato che una delle più belle aree naturali del lato ionico Salentino, quello compreso fra ilo Parco nazionale marino e il Parco Regionale di Porto Cesareo, località Torre Lapillo, è stata letteralmente sventrata dagli speculatori del cemento. La località è Serravalle e include zone di notevole interesse pubblico come Punta Prosciutto e Palude del Conte. Il resort “Punta Grossa” di Porto Cesareo è stato posto a sequestro dalle fiamme gialle per abusivismo ma l’eco-mostro ormai è fatto: il paesaggio del Salento ha cambiato faccia per sempre.
Adesso è il momento delle scelte coraggiose a cominciare dalla green-economy.