UN DOSSIER DELL'AGENZIA AMBIENTALE ESPRIME PERPLESSITA' SUI DATI PRESENTATI E SUI RISCHI AMBIENTALI E SOCIALI DELL'OPERA
Secondo il presidente del Consiglio Mario Monti «non possiamo permetterci di andare alla deriva, staccandoci dall'Europa», a cui gli fa eco il ministro dello sviluppo economico Passera: «opera necessaria, utile e strategica per l'Italia». Entra in gioco anche il collega all'Ambiente, Corrado Clini, parlando addirittura di «un caso di scuola di ingegneria sostenibile in difesa dell’ambiente». Il governo si schiera compatto a favore della continuazione dei lavori della nuova linea Torino-Lione, compreso il tunnel di 57 km nelle alpi.
BONELLI CHIEDE AL GOVERNO DI FERMARE GLI ESPROPRI E ASCOLTARE I SINDACI DELLA VAL DI SUSA
Dopo la manifestazione pacifica e colorata di sabato, a cui anche i Verdi assieme agli Ecologisti-Reti Civiche hanno partecipato (foto su Facebook), non era possibile immaginare un'evoluzione così drammatica in Val di Susa.
La decisione di anticipare gli espropri e gli allargamenti dei cantieri rispetto a quanto previsto ha agitato ancor di più i valsusini, al punto da far decidere a Luca Abbà di salire sul traliccio in segno di protesta e opposizione all'ennesimo tentativo di oppressione delle proteste dei cittadini. Purtroppo per questo gesto Luca è caduto e ora è in coma. Questo tragico evento ha scatenato le proteste in varie città d'Italia, mentre a Bussoleno hanno bloccato l'autostrada A32.
Le violenze del 3 luglio hanno tolto la voce a decine di migliaia di persone che manifestavano pacificamente
La ‘mega-operazione’ contro la cosiddetta ‘ala antagonista’ del movimento NO-TAV ha portato, stamattina, all’arresto di ventisei persone. Gli scontri che il 3 luglio portarono al ferimento di molte persone, da entrambe le parti, rischiano, tuttavia, di risultare fuorvianti, così come il clamore mediatico conferito agli arresti di oggi. Criminalizzare il movimento NO-TAV, infatti, serve solo a distogliere l’attenzione dai motivi reali della protesta che si esprime da anni nella voce pacifica di migliaia di manifestanti. Come nella guerriglia che poche centinaia di esaltati (su migliaia di manifestanti pacifici) crearono a Roma il 15 ottobre dell’anno scorso, anche quel 3 luglio a Chimonte, in Val di Susa, la voce preminente e rappresentativa del movimento di protesta non era quella con le molotov in mano. Il problema è che la politica continua a dimostrarsi ideologizzata e miope e non risponde nel merito su un’opera inutile e dannosa dal punto di vista economico e ambientale. E invece di mettersi al tavolino con quanti protestano pacificamente e propongono soluzione alternative, fa ‘orecchie da mercante’. «La Tav in Val Di Susa – ha dichiarato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, commentando i fatti di oggi - non può essere un tabù o un dogma».
A RISCHIO MEZZI PUBBLICI E TRENI SOPPRESSI. NEL FRATTEMPO REGALATI 400 MLN ALL'AUTOTRASPORTO
Mentre L'Italia continua a impegnare ingentissime risorse per grandi opere inutili come la Torino Lione ed ancora non è stato cancellato il progetto del ponte sullo Stretto di Messina continuano i tagli per il trasporto pubblico locale, i treni per i pendolari. Se prima il fondo era stato quasi azzerato (da 2 miliardi a 400 milioni) ora è arrivato l'accordo che assegna qualche risorsa in più ma che continua a destare fortissime preoccupazioni perché la mobilità pubblica nelle città e le linee dei pendolari continuano ad essere 'precarie'.
Cosa aspetta il governo Monti a passare alle vere priorità?
"Diamoci un taglio". Lo slogan della manifestazione No TAV che si è svolta ieri contro il tunnel ad alta velocità in Val di Susa era molto chiaro sui propri obiettivi raggiunti, a dispetto delle aspettative di molti, in modo totalmente pacifico. I manifestanti non si arrendono e tornano a chiedere a gran voce al governo di fermare un folle progetto infrastrutturale che rischia di buttare, in un momento di forte crisi economica, come quello attuale, miliardi e miliardi di euro in un'opera inutile e dannosa per l'ambiente.

Migliaia di persone hanno sfilato durante la manifestazione convocata ieri per ribadire l'inutilità di sprecare denaro nella progettazione del Ponte sullo Stretto.
A Messina si sono ritrovati fianco a fianco rappresentanti di molti gruppi politici (tra i quali Verdi e Sinistra e Libertà), associazioni ambientaliste e comitati dei cittadini siciliani e calabresi; hanno sfilato tutti compatti in un lunghissimo e festoso corteo che è sciamato tra le vie della città per arrivare nella piazza del Municipio dove dopo gli interventi dei relatori, la manifestazione si è trasformata in una vera e propria festa.
Il corteo si si è sciolto con la certezza che non si intende cedere nella lotta contro un ponte che sembra essere riuscito ad unire le due sponde dello stretto più con questa iniziativa che con la paventata colata di cemento.
La lotta al dissesto idrogeologico, la sistemazione degli acquedotti e la difesa dei beni comuni come l’acqua ed il paesaggio, la sistemazione delle reti ferroviarie calabrese e siciliana: questo quello che si potrebbe realizzare con il costo di oltre 6,1 miliardi di euro preventivato dal Governo per la costruzione del Ponte sullo Stretto.
Gianfranco Mascia
Per capire meglio l'assurdità di questo progetto vi consiglio di guardare il video di Mario Tozzi ed il dossier del WWF.
Le foto della manifestazione di Gaetano Saccà