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Le violenze del 3 luglio hanno tolto la voce a decine di migliaia di persone che manifestavano pacificamente 

La ‘mega-operazione’ contro la cosiddetta ‘ala antagonista’ del movimento NO-TAV ha portato, stamattina, all’arresto di ventisei persone. Gli scontri che il 3 luglio portarono al ferimento di molte persone, da entrambe le parti, rischiano, tuttavia, di risultare fuorvianti, così come il clamore mediatico conferito agli arresti di oggi. Criminalizzare il movimento NO-TAV, infatti, serve solo a distogliere l’attenzione dai motivi reali della protesta che si esprime da anni nella voce pacifica di migliaia di manifestanti. Come nella guerriglia che poche centinaia di esaltati (su migliaia di manifestanti pacifici) crearono a Roma il 15 ottobre dell’anno scorso, anche quel 3 luglio a Chimonte, in Val di Susa, la voce preminente e rappresentativa del movimento di protesta non era quella con le molotov in mano. Il problema è che la politica continua a dimostrarsi ideologizzata e miope e non risponde nel merito su un’opera inutile e dannosa dal punto di vista economico e ambientale. E invece di mettersi al tavolino con quanti protestano pacificamente e propongono soluzione alternative, fa ‘orecchie da mercante’. «La Tav in Val Di Susa – ha dichiarato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, commentando i fatti di oggi - non può essere un tabù o un dogma».

Categoria: Politica
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