Cosa aspetta il governo Monti a passare alle vere priorità?
E’ tempo di sacrifici, è il ritornello più abusato di questi giorni. Ne sono ben consapevoli gli italiani ai quali l’attuale manovra fa i conti in tasca, togliendo due volte: più tasse e meno servizi, innalzati all’altare del debito pubblico. E’ lecito, tuttavia, fare a nostra volta qualche conto in tasca al governo Monti, che nel richiedere sacrifici e tagliare capitoli di spesa sembra essersi dimenticato di importanti voci come – lo ripetiamo da mesi – la spesa per gli armamenti o ad esempio la madre di tutte le opere inutili e dannose per l’ambiente, il Ponte sullo Stretto di Messina. Con gli 8,5 miliardi di euro del Ponte, infatti, si potrebbero realizzare 90 km di metropolitana o 621 Km di rete tranviaria o acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus ecologici rivoluzionando per sempre il trasporto pubblico nelle nostre città sempre più soffocate dal traffico, dalla mancanza o dal sovraffollamento dei mezzi pubblici, dal dramma che vivono ogni giorno i pendolari, soprattutto quelli che per lavorare attraversano ogni giorno i confini delle grandi metropoli.