IL GOVERNO INSERISCE NEL DECRETO LA POSSIBILITA' DI FACILITARE I GRANDI GRUPPI PETROLIFERI
DIMENTICANDO I RISCHI DI INCIDENTI COME NEL GOLFO DEL MESSICO
Ogni tanto i membri del governo ci tengono a ricordare di essere parzialmente in continuità con il precedente esecutivo. Forse, oltre ai tentativi di cancellare gli esiti dei referendum di giugno 2011, il riferimento è alla deregolamentazione delle trivellazioni vicino la costa. Un tentativo avviato durante il governo Berlusconi, con la gestione Prestigiacomo del ministero dell'Ambiente, poi sospeso per il disastro petrolifero accaduto in Louisiana (Usa) nel golfo del Messico. Evidentemente il tempo fa dimenticare certe tragedie ecologiche e umane.
Il cargo Rena si spezza in due rilasciando container e carburante
Chiazza di 3 km nelle acque, morti 2mila uccelli marini
E' rimasta 3 mesi in mare, dopo essersi incagliata su degli scogli, provocando la perdita di centinaia di tonnellate di petrolio in mare. La nave petroliera Rena ora si è spezzata in due tronconi, come dimostrano immagini e video, dopo una forte tempesta avvenuta nell'area della scogliera di Astrolabe. Il rischio è di aggravare quello che è considerato il peggior disastro ambientale avvenuto in Nuova Zelanda.
INCIDENTE IN MARE: UN CARGO PERDE CENTINAIA DI TONNELLATE DI PETROLIO ARRIVATE FINO ALLA COSTA
Il ricordo del disastro petrolifero nel Golfo del Messico è ancora vivo nelle nostre menti. La falla nella piattaforma petrolifera Deepwater Horizon ha versato una quantità tale di oro nero da distruggere interi ecosistemi in Louisiana, piegando la pesca e il turismo locali.
In questi giorni è arrivata un'altra triste notizia: nelle acque della Nuova Zelanda uno dei più grandi disastri ambientali che il Paese abbia mai registrato. Il viaggio di una nave portacontainer lunga 236 metri si è interrotto sulla barriera corallina a 12 miglia nautiche da Tauranga, sulla costa est di North Island. Lo scontro, oltre ad aver creato problemi alla barriera stessa, deve aver creato una crepa nel grande serbatoio del cargo. La notizia ci riguarda da vicino perché pur avendo la bandiera battente liberiana l'imbarcazione è di proprietà di un'imprenditore italiano.