Il cargo Rena si spezza in due rilasciando container e carburante
Chiazza di 3 km nelle acque, morti 2mila uccelli marini
E' rimasta 3 mesi in mare, dopo essersi incagliata su degli scogli, provocando la perdita di centinaia di tonnellate di petrolio in mare. La nave petroliera Rena ora si è spezzata in due tronconi, come dimostrano immagini e video, dopo una forte tempesta avvenuta nell'area della scogliera di Astrolabe. Il rischio è di aggravare quello che è considerato il peggior disastro ambientale avvenuto in Nuova Zelanda.
Buone notizie dall'altra parte del globo. Mentre in Italia, il 26 novembre, abbiamo assistito alla nascita degli Ecologisti e Reti civiche, in Nuova Zelanda ci sono state le elezioni per il rinnovo dei 120 deputati del Parlamento (che si tengono ogni tre anni), con un buon risultato dei Verdi.
La formazione ecologista è passata dal 6 al 10,62 per cento dei consensi, la percentuale più alta da quando hanno ottenuto per la prima volta un eletto (1996). In questo modo hanno l'opportunità di portare alla Camera ben 13 deputati.
INCIDENTE IN MARE: UN CARGO PERDE CENTINAIA DI TONNELLATE DI PETROLIO ARRIVATE FINO ALLA COSTA
Il ricordo del disastro petrolifero nel Golfo del Messico è ancora vivo nelle nostre menti. La falla nella piattaforma petrolifera Deepwater Horizon ha versato una quantità tale di oro nero da distruggere interi ecosistemi in Louisiana, piegando la pesca e il turismo locali.
In questi giorni è arrivata un'altra triste notizia: nelle acque della Nuova Zelanda uno dei più grandi disastri ambientali che il Paese abbia mai registrato. Il viaggio di una nave portacontainer lunga 236 metri si è interrotto sulla barriera corallina a 12 miglia nautiche da Tauranga, sulla costa est di North Island. Lo scontro, oltre ad aver creato problemi alla barriera stessa, deve aver creato una crepa nel grande serbatoio del cargo. La notizia ci riguarda da vicino perché pur avendo la bandiera battente liberiana l'imbarcazione è di proprietà di un'imprenditore italiano.