Cosa aspetta il governo Monti a passare alle vere priorità?
Istat: fra 2009 e 2010 crescono del 15,2%, contro la media del 2,1% di tutte le categorie
Tutti devono fare i sacrifici: é questo il mantra che dilaga giorno dopo giorno nelle stanze della politica. Ma mentre fuori imperversava la crisi, lo spread saliva, l'incubo del fallimento alla greca iniziava a prendere sostanza, i consumi si riducevano, i tagli colpivano tutti e tutti stringevano la cinghia per affrontare la più disastrosa crisi economica dal 1929 a Palazzo Chigi gli stipendi lievitavano.
Il Carroccio la butta in caciara perchè è responsabile del disastro
Drastica marcia indietro sugli incentivi alle ristrutturazioni energetiche: passano dal 55% al 36%.
Verdi: una scelta di retroguardia che va nella direzione opposta ll'Europa
La manovra Monti all’esame del Parlamento porta con sé l'ennesima sorpresa per quanti hanno potuto usufruire, fino al 2011, del cosiddetto ‘Ecobonus’, ovvero le detrazioni fiscali (pari a uno sconto dell’IRPEF pari al 55%) sulle ristrutturazioni che aumentano l’efficienza e il risparmio energetico di un edificio, abbassate dal nuovo esecutivo al 36%. Introdotto per la prima volta nel 2007, l’Ecobonus era stato prorogato, dopo veementi proteste da parte di associazioni ambientaliste e settore delle rinnovabili, nella legge di Stabilità del precedente governo per tutta la durata del 2011: gli interventi di riqualificazione energetica, isolamento termico, installazione di pannelli solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale erano detraibili, per tutti i proprietari di immobili (imprese o privati) attraverso la dichiarazione dei redditi. A partire dall’anno successivo e per dieci anni il 55% delle spese sostenute poteva essere detratto attraverso rate di uguale importo.
La manovra del governo Monti è arrivata oggi in Parlamento. Del rigore e dell’equità sociale però sembra aver conservato solo il primo perché il risultato è che a pagare saranno, ancora una volta, le stesse persone che hanno pagato finora mentre alcune, determinate ‘caste’ non vengono toccate.