BONELLI: "E' UN TRUCCO LEGISLATIVO CHE PERMETTERA' LE TRIVELLAZIONI NELLE FUTURE AREE MARINE PROTETTE"
Il Consiglio dei ministri sta lavorando in queste ore sulle modifiche alla bozza del decreto liberalizzazioni, in cui riescono ad entrare anche norme pericolose come quella delle trivelle facili.
Giornali come Repubblica e Il Sole 24 Ore hanno annunciato nel primo pomeriggio la cancellazione della norma che, tra le altre cose, abbassava il limite delle trivellazioni marine a sole 5 miglia dalle aree protette. Il fatto che fosse stata inserita è già un fatto inquietante, ma ancora più inquietante è ciò che è stato scoperto dai Verdi tra le righe di questa bozza.
IL GOVERNO INSERISCE NEL DECRETO LA POSSIBILITA' DI FACILITARE I GRANDI GRUPPI PETROLIFERI
DIMENTICANDO I RISCHI DI INCIDENTI COME NEL GOLFO DEL MESSICO
Ogni tanto i membri del governo ci tengono a ricordare di essere parzialmente in continuità con il precedente esecutivo. Forse, oltre ai tentativi di cancellare gli esiti dei referendum di giugno 2011, il riferimento è alla deregolamentazione delle trivellazioni vicino la costa. Un tentativo avviato durante il governo Berlusconi, con la gestione Prestigiacomo del ministero dell'Ambiente, poi sospeso per il disastro petrolifero accaduto in Louisiana (Usa) nel golfo del Messico. Evidentemente il tempo fa dimenticare certe tragedie ecologiche e umane.
NO A TRUCCHI PER PRIVATIZZARE GESTIONE RISORSE IDRICHE
27 MILIONI DI ITALIANI SI SONO GIÀ ESPRESSI, RISPETTARE VOLONTÀ POPOLARE
Hanno fatto di tutto per privatizzare l'acqua, hanno tentato anche di vanificare i referendum di giugno 2011. Ma gli italiani hanno deciso, con la consultazione popolare, che l'acqua deve rimanere un bene pubblico: non possono essere il profitto e la speculazione i principi di gestione del servizio idrico. Nonostante questa scelta dei cittadini, alcuni politici hanno continuato a parlare di privatizzazione delle aziende che hanno la gestione del servizio.
LE PAROLE DEL SOTTOSEGRETARIO POLILLO SUL REFERENDUM SULL'ACQUA SONO GRAVI. LA VOLONTÀ POPOLARE È CHIARISSIMA
Il risultato dei referendum di giugno 2011 è stata la risposta degli italiani al governo Berlusconi e alla malapolitica che decideva a favore di certi gruppi di potere invece che del bene comune. La volontà dei cittadini di partecipare alle scelte e di riprendersi la politica attraverso metodi democratici, dicendo no al nucleare e al legittimo impedimento ma soprattutto decidendo che i servizi pubblici locali, a partire dall'acqua, devono rimanere beni pubblici.