CONFERMATO IL DOLO DI ELEVATISSIMA INTENSITA' DEI DIRIGENTI DELLA ETERNIT. CONTINUANO LE MORTI: 35 DA GENNAIO 2012, IL PICCO NEL 2020
La sentenza eternit del 13 febbraio 2012 è stata storica, sebbene sudata, anche per aver dovuto attendere così tanti anni per potere avere giustizia. la condanna dei giudici è stata di 16 anni di carcere per il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier, confermando le accuse di disastro ambientale doloso e omissione volontaria delle cautele antinfortunistiche. Stabiliti anche risarcimenti alle associazioni coinvolte nel processo e alle famiglie delle vittime per un totale di circa 100 milioni di euro. Una condanna che fa riferimento alle oltre 2000 vittime italiane che hanno respirato le fibre cancerogene dell'asbesto ma che farà scuola a livello internazionale, interessando molte migliaia di altre persone morte e famiglie che hanno sofferto.
Bonelli a Montecitorio. Dove sono le bonifiche?
«Il presidente del Consiglio e chi si riunisce oggi non faccia pasticci». Queste le prime parole che Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi e candidato sindaco a Taranto, aveva espresso appena arrivato a Montecitorio nel primo pomeriggio, a margine del sit-in indetto in piazza proprio per chiedere bonifiche - e subito – al governo, mentre era in corso, nel ‘palazzo’ l’incontro con gli enti locali sulla situazione della città più inquinata d’Italia. E invece le speranze del leader ecologista – e di quanti, come lui, auspicavano un segnale forte e men che mai necessario, come le bonifiche - sono andate deluse anche questa volta. Dichiarazioni di buone intenzioni e belle parole a parte, l’incontro di oggi pomeriggio non ha deciso un bel niente, anzi ha convocato un ennesimo ‘tavolo tecnico’ per discutere la cosa. Non nasconde il proprio disappunto Bonelli che commenta «si è trattato di un vero e proprio teatrino della politica degno delle scatole cinesi: un tavolo che convoca un altro tavolo senza decidere nulla».
«Quello che non dice è che grazie a Luca l'Ilva e Taranto avranno un futuro più sostenibile». Così recita una parte dello spot che sta girando su cinema e tv locali della città pugliese in questi giorni. Dopo una manifestazione, il 30 marzo, in cui gli operai hanno marciato a favore dell'Ilva. Piccolo particolare: giornata pagata ai lavoratori per la manifestazione e tanti striscioni freschi di serigrafia.Difficile credere che sia stata una manifestazione spontanea.
Nel frattempo l'impianto siderurgico più grande d'Europa, troppo vicino a Taranto e due volte l'estensione della città, continua a produrre polveri sottili, diossina e molti altri composti pericolosi per l'ambiente e per la salute degli abitanti.
ENNESIMO DISASTRO AMBIENTALE NELLA CITTA' PIU' INQUINATA D'EUROPA. E NON E' LA PRIMA VOLTA. E IL GOVERNO MONTI DA L'AUTORIZZAZIONE A TRIVELLARE A 5 MIGLIA DALLA COSTA INVECE CHE A 12
Ancora guai per la città di Taranto, che oltre all’avvelenamento di aria e suolo prodotto dalla diossina dell'Ilva, rischia di essere bagnata da un mare di petrolio. E' stata scoperta una chiazza oleosa di circa ottocento metri quadrati nei pressi della nave di grossa stazza East Castle, bandiera panamense, ormeggiata proprio nel cuore del porto industriale di Taranto, il mar grande. Le cause dello sversamento in mare dei liquidi, che potrebbero essere più di venti tonnellate, sono ancora sconosciute: sono in corso, attualmente, indagini da parte della Capitaneria di porto e dell’Arpa pugliese, l’agenzia regionale per la protezione ambientale. Subito dopo l'allarme è partita immediatamente la ricerca della falla da cui sarebbe fuoriuscito il liquido. Si vocifera che potrebbe trattarsi anche di un errore umano nella procedura di sversamento dell’acqua di zavorra, inquinata dal greggio.
L'Ilva di Taranto si sta dando da fare per minimizzare i danni. Non quelli all'ambiente (per carità...) bensì quelli legali e politici.
Gli avvocati del gruppo Riva, che controlla l'industria siderurgica, sono riusciti a far bloccare dal Tar le poche richieste esercitate in virtù del pesante inquinamento ambientale che la fabbrica "regala" agli abitanti per produrre acciaio.
Ora l'attenzione dell'industria tarantina si concentra sull'incidente probatorio del 30 marzo, nel corso del quale sarà discusso l'esito della maxi perizia medico-epidemiologica voluta dall'autorità giudiziaria nell'ambito dell'inchiesta per inquinamento a carico di alcuni dirigenti Ilva. I legali stanno scaldando i motori con l'audizione avvenuta in Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, quella presieduta da Gaetano Pecorella.
IL LEADER DEI VERDI ACCETTA LA CANDIDATURA A SINDACO DELLA CITTA' PIU' INQUINATA D'EUROPA DOPO L'APPELLO DA PARTE DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE
- Far soccombere e tenere sotto scacco un'intera città con il ricatto del lavoro in cambio di inquinamento. La vicenda Ilva la si può grossolanamente riassumere in questo modo. Sempre più malattie e morti, non solo tra gli operai del gruppo Riva, al punto che i cittadini del comune salentino si trovano costretti a chiudere le finestre per non far entrare l'aria inquinata e ai bambini viene vietato di giocare con la terra. Una situazione ambientale pessima, che ha fatto di Taranto la città più inquinata d'Europa, al punto che le associazioni e i comitati per l'ambiente si sono attivati per porre la questione come priorità politica per le prossime elezioni amministrative di maggio.
Rapporto shock Legambiente: 27 città fuorilegge per superamento limiti smog
Il monitoraggio dello stato di salute delle nostre città sale oggi su rotaia. Per un mese, dal 6 marzo al 7 aprile, l'iniziativa 'Treno Verde' di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane porterà in giro, per otto città della penisola, una grande mostra itinerante sul futuro dei nostri agglomerati urbani, naturalmente in versione 'green'.
ESPOSTO IN PROCURA PER I FUMI RIVERSATI NELL'ATMOSFERA. BONELLI: ESTREMAMENTE PREOCCUPATI DA SOSTANZE SVERSATE, FARE IMMEDIATAMENTE PIENA LUCE
Dopo aver appreso la notizia dell'incendio accaduto all'Ilva il 28 febbraio, con la pubblicazione di un articolo anche su Verdi.it, il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli ha deciso di presentare domani mattina un esposto alla Procura di Taranto sull'incidente al trasformatore della fabbirca, con uno sversamento nella fogna di olio minerale. L'esposto presentato dagli ecologisti intende portare a conoscenza della Procura alcuni dati sulla pericolosità dello sversamento, al fine di valutare dove il liquido non bruciato sia finito e se sussistano violazioni delle normative vigenti, nonché se lo sversamento del liquido in questione abbia inquinato il mare arrecando un danno all'ecosistema e un potenziale danno alla salute pubblica.
I DATI DELL'INDAGINE RICHIESTA DAI VERDI E OTTENUTA DAL GIP SONO ALLARMANTI
BONELLI: CHIUSURA PROGRAMMATA DELLA FABBRICA E PROCESSO IN NOME DEL POPOLO INQUINATO
"Ma i lavoratori insieme allo stipendio devono prendersi anche il cancro?" E' il macabro dubbio venuto ai Verdi per la drammatica situazione che coinvolge l'Ilva di Taranto. Una situazione ambientale diventata insostenibile, al punto che più volte il presidente del "Sole che ride", Angelo Bonelli, ha invocato un'indagine epidemiologica per capire le responsabilità dell'industria Ilva nell'inquinamento del comune pugliese.
UN OPERAIO FERITO E UNA NUBE DI FUMO SI AGGIUNGONO ALL'INQUINAMENTO PERPETUO DELLA CITTA'. BONELLI: I LAVORATORI ASSIEME ALLO STIPENDIO DEVONO PRENDERSI ANCHE IL CANCRO?
Uno spettro si aggira per la Puglia: è l'Ilva di Taranto. Lo stabilimento del gruppo Riva è sotto osservazione per l'inquinamento prodotto dagli impianti di trasformazione dell'acciaio.
A preoccupare gli abitanti di Taranto sono gli ultimi avvenimenti. Il 27 febbraio un operaio è rimasto ferito per una fiammata proveniente da un macchinario malfunzionante. Ricoverato all'ospedale nel reparto ustioni non sembra in pericolo di vita.
Sciaguratamente, nel pomeriggio della stessa giornata, è avvenuto un altro incidente con ripercussioni più gravi per la qualità dell'aria e l'inquinamento ambientale correlato. Una grossa nube nera si è alzata nel cielo della città di Taranto a seguito di un incendio causato dal corto circuito di un trasformatore di un reparto.