Il Pdl blocca le norme anti-corruzione
Chi pensava che il governo Monti potesse segnare un elemento di forte discontinuità e ridare un po' di smalto alla fiducia che i cittadini hanno perso nelle istituzioni, è costretto a ricredersi con episodi come quello di oggi sul ddl corruzione. Infatti se il governo cambia ma i componenti del Parlamento rimangono gli stessi, è difficile che chi prima ha depenalizzato reati di corruzione e truffa o ha presentato leggi-vergogna come il ddl Alfano possa comportarsi in maniera diversa, solo cambiando la geometria della maggioranza in aula. E il Pdl ha dato oggi ulteriore prova – se ce ne fosse bisogno – della pasta di cui sono fatti i suoi componenti.
Le vie alternative all’uscita dalla crisi, che i tecnici non hanno preso.
Il governo, in questi giorni, sembra essersi svegliato da un sonno profondo. Ieri il ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera si è detto preoccupato per la «tenuta sociale del paese», la Fornero ha ammesso qualche responsabilità e iniziano a circolare, in questi giorni, bozze di provvedimenti che, una volta tanto, non prevedono nuove tasse e tagli. Il governo ha annunciato oggi l'intenzione di emanare un piano da un miliardo o più contro la povertà per anziani e bambini con il denaro proveniente dalla riprogrammazione dei fondi comunitari per il Sud, mentre si parla da giorni di una modifica al ddl lavoro per garantire anche ai precari un minimo salariale. Sarebbe la prima volta che il governo dei tecnici produce qualcosa che esca dalla stretta logica dell'austerity e aspetteremo che dalle parole passi ai fatti. Certo è che si poteva fare molto meglio e molto di più, tanto per cominciare dando maggior peso al disagio sociale crescente di un'Italia che non ce la fa più. Disagio che non è certo nato ieri.
Le energie alternative hanno celebrato oggi uno degli appuntamenti più riconosciuti ed importanti del settore: il SolarExpo.
Presente all'evento inaugurale, ieri a Verona, anche il ministro dell'Ambiente Clini che ha dichiarato di voler ridiscutere il sostegno al settore dopo l'approvazione dei decreti perchè «le energie rinnovabili sono una risorsa, non un costo». E' rimasto deluso, tuttavia, chi si aspettava un segnale più deciso, che eliminasse le incertezze normative del settore. Le aziende del fotovoltaico, infatti, non hanno avuto il confronto che si aspettavano con il ministro Clini sui temi dei decreti di incentivazione: quelli sulle rinnovabili elettriche e sul fotovoltaico che, così come sono stati presentati alle Regioni, sono infatti fortemente penalizzanti per il comparto, a detta di molte associazioni.
Basta coi tagli, si investa nella riconversione ecologica
Quest'anno la rete si è proprio scatenata sul tema del primo maggio. La festa del lavoro – o meglio la festa di chi il lavoro ce l'ha – è stata celebrata sottotono: 'non è un bel primo maggio' ha commentato la titolare del Welfare Elsa Fornero. 'Festa del lavoro: manca il festeggiato' recitano alcune vignette, 'che fai il primo maggio? Risposta: aspetto il 27' continuano altre e ancora 'andiamo a festeggiare a piazza san giovanni? Risposta: andiamo a pregare a Lourdes': sono solo alcuni esempi di immagini satiriche che circolano in giro e che cercano di difendere, con l'arma dell'ironia, una situazione insostenibile.
Cosa aspetta il governo Monti a passare alle vere priorità?
Il Carroccio la butta in caciara perchè è responsabile del disastro
Drastica marcia indietro sugli incentivi alle ristrutturazioni energetiche: passano dal 55% al 36%.
Verdi: una scelta di retroguardia che va nella direzione opposta ll'Europa
La manovra Monti all’esame del Parlamento porta con sé l'ennesima sorpresa per quanti hanno potuto usufruire, fino al 2011, del cosiddetto ‘Ecobonus’, ovvero le detrazioni fiscali (pari a uno sconto dell’IRPEF pari al 55%) sulle ristrutturazioni che aumentano l’efficienza e il risparmio energetico di un edificio, abbassate dal nuovo esecutivo al 36%. Introdotto per la prima volta nel 2007, l’Ecobonus era stato prorogato, dopo veementi proteste da parte di associazioni ambientaliste e settore delle rinnovabili, nella legge di Stabilità del precedente governo per tutta la durata del 2011: gli interventi di riqualificazione energetica, isolamento termico, installazione di pannelli solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale erano detraibili, per tutti i proprietari di immobili (imprese o privati) attraverso la dichiarazione dei redditi. A partire dall’anno successivo e per dieci anni il 55% delle spese sostenute poteva essere detratto attraverso rate di uguale importo.