SABATO 25 FEBBRAIO I VERDI SARANNO IMPEGNATI NELLA RACCOLTA FIRME PER BLOCCARE LE SPESE MILITARI
Nonostante gli atteggiamenti recalcitranti del ministro della Difesa - già ammiraglio della marina militare - Giampaolo Di Paola, il governo ha deciso di limitare gli acquisti di caccia F-35 a 90, dai precedenti 131 previsti. Probabilmente la scelta è dovuta al sentore che gli italiani non erano d'accordo a fare sacrifici economici, rinunciando alla spesa per i servizi e il welfare, senza vedere lo stesso atteggiamento da parte di chi è sempre stato garantito come i militari (leggete il nostro dossier sulla casta degli intoccabili).
I Verdi ribadiscono da tempo che in questo momento andava fatta solo una scelta: la cancellazione del piano di acquisti di armi militari. Perché con il costo di un solo caccia si possono costruire ben 185 asili nido.
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I caccia bombardieri F-35 sono diventati dibattito per l'opinione pubblica al punto che il ministro per la Difesa Giampaolo di Paola, dopo aver ribadito più volte di non voler rinunciare al programma di acquisto degli aerei da guerra, ha alla fine accettato una riduzione delle spese. L'Italia, nonostante il periodo di crisi e le difficoltà economiche legate anche al bilancio e al debito pubblico, si era impegnata a comprare ben 131 caccia Joint Striker per la modica cifra di 15 miliardi di euro.
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La riduzione delle spese militari comincia a non essere più un tabù per i media anche se il governo Monti, sull'argomento, continua a tacere. La battaglia che i Verdi hanno portato avanti da mesi, producendo anche il dossier "Gli intoccabili" (scaricabile sul web), ha fatto capolino sui media, a partire dai telegiornali e un sondaggio di opinione. Perfino su Twitter la parola F35 era diventato un trend. Ma il ministro della Difesa di Paola ha affermato di non avere alcuna intenzione di bloccare l'acquisto dei 131 caccia bombardieri F-35, sostenendo che l'Italia sarebbe sata costretta a pagare ingenti somme in caso di disdetta. Tesi però confutata da un'inchiesta di Altreconomia, che sostiene che il nostro Paese non debba pagare penali in caso di rinuncia.