BONELLI:«LA BOCCIATURE UE SUI RIFIUTI IN CAMPANIA CERTFICA IL FALLIMENTO DI BERLUSCONI»
Una nuova tegola sulla questione "munnezza". Dopo il ritorno degli incendi della spazzatura, di un blocco stradale di cittadini esasperati e del ritorno di cumuli di sacchetti per le strade, ora Napoli deve affrontare anche la procedura d'infrazione dell'Unione europea (Ue). Il richiamo formale era già nell'aria, e si è formalizzato assieme ad altre 5 procedure pendenti sull'Italia. La motivazione è non aver trovato soluzioni dopo la sentenza della Corte di giustizia europea del marzo 2010.
La messa in mora costituisce il primo passo della nuova procedura d'infrazione. In caso di inottemperanza seguirà una pesante multa che somma ogni giorno di permanenza della situazione contestata. L'Italia ha quindi due mesi di tempo per riuscire ad adeguarsi agli obblighi rischiesti dall'Europa: oltre alle multe, c'è anche la possibilità del blocco dei finanziamenti europei.
Se Roma non ha fatto la fine di Napoli è "grazie" alla ingombrante presenza della discarica di Malagrotta, zona meridionale della Capitale. L'area di 240 ettari ha garantito lo sversamento di una quantità che varia dalle 4500 alle 5000 tonnellate di rifiuti. Lo scandalo, oltre alle dimensioni mastodontiche, è la gestione al di fuori delle regole previste dall'Europa, che infatti si è interessata al caso con una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia. Vedere i gabbiani volare nella zona Sud di Roma è ormai una normalità, questo anche grazie a Malagrotta. Gli uccelli vanno alla ricerca di cibo e la discarica è una ghiotta occasione per loro. Il problema sta quindi nello sversamento dei rifiuti "tal quale", ossia senza alcun trattamento. In questo modo la frazione umida marcisce contribuendo alla formazione del percolato, il liquido che emana forti odori e pericoloso per la salute perché contiene svariate sostanze.
La misura è colma, non solo per i cittadini, nel senso che l'area è praticamente satura. Proroga dopo proroga sono stati riempiti gli ultimi scampi di terreno liberi e ora urge una soluzione alternativa. La politica non ha dato risposte e soluzioni adeguate e nemmeno il commissariamento sulla questione rifiuti è servito a far rientrare l'emergenza.
Da Bruxelles arriva un nuovo e fortissimo richiamo all'Italia per l'emergenza rifiuti campana: le autorità di governo - a tutti i livelli - non sono state capaci di trovare «una soluzione adeguata e definitiva al problema», ha detto il commissario Ue all'ambiente Janez Potocnik. Motivo per cui l'Unione Europea non può fare altro che andare avanti nella procedura d'infrazione contro l'Italia, che rischia multe salatissime da parte della Corte Europea di Giustizia. I «miglioramenti reali», ha continuato il commissario UE, sono ancora lontani dall'essere visibili e «vanno confermati da parte dei cittadini». Potocnik ha invitato le autorità italiane a risolvere la questione in tempi rapidi per evitare che il denaro dei contribuenti venga «utilizzato per pagare le multe», invece che per «migliorare la situazione sul terreno».
Articolo di "El Paìs". De Magistris effettua un viaggio d'urgenza a Roma per chiedere aiuto al governo. Napolitano pretende da Berlusconi l'adozione di misure urgenti. Incendi, arresti e caos nella città meridionale.
"La Camorra la fa da padrona nel business della spazzatura e questo grande spettacolo è il suo modo di salutare il nuovo sindaco " ironizza Pietro Nertosino, un barman napoletano che passeggia con la camicia aperta fino all'ombelico e occhiali da sole a specchio su Via Verdi, a 100 metri dal Teatro San Carlo. Nel tempio della lirica recentemente restaurato mettono in scena "Pagliacci", metafora di una classe politica che in quindici anni non è stata in grado di abilitare un normale sistema di raccolta dei rifiuti, e non lontano dagli archi che conducono al foyer c'è una montagna di rifiuti che emana un odore nauseabondo. Napoli sta di nuovo soffocando sotto un mare di "munnezza". Ci sono circa 2.000 tonnellate di immondizia per le strade, stanotte ci sono stati incendi in tutta la città, e il centro storico da tre giorni soffre la guerriglia organizzata da giovani "cuccioli" (della mafia) che il Sistema suddivide per il territorio in moto che nessuno è in grado di fermare. Tutto sembra pronto per l'ennesima emergenza sanitaria in 15 anni. Il calore è opprimente, un liquido bianco trasuda dai sacchetti, il miasma degli incendi intacca i polmoni e secondo quanto ha detto il sindaco, Luigi de Magistris, se il ciclo non si normalizza c'è il rischio di tifo e colera. Forse ha esagerato, perché oggi il centro non emana del tutto un cattivo odore ed i cittadini di Napoli non indossano nemmeno maschere; abituati a vivere in mezzo alla sporcizia si limitano a coprirsi il naso con la mano quando spuntano rifiuti.