BONELLI: CON UN GIOVANE DISOCCUPATO SU TRE IMMORALE SPENDERE SOLDI IN ARMI
SOLE CHE RIDE A GOVERNO: 'CANCELLARE TUTTO PROGRAMMA CACCIA BOMBARDIERI
I Verdi hanno aderito alla campagna promossa da Sbilanciamoci!, Tavola della Pace e Rete Italiana Disarmo per chiedere al Governo di non procedere all'acquisto dei cacciabombardieri Joint Strike Fighter F-35 e sabato 25 Febbraio parteciperanno a '100 Piazze contro i caccia F-35'.
"L'annuncio del ministro della Difesa Di Paola sul taglio di soli 40 F-35 sui 131 ordinati dall'Italia è insufficiente". Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che chiede al Governo "di cancellare tutto il programma per l'acquisto degli F-35. Con un giovane su tre disoccupato è immorale spendere miliardi di euro per l'acquisto di armi. Cancellando l'acquisto dei 90 F-35 rimasti si potrebbero costruire 300mila km di pista ciclabile; acquistare 45 mila autobus ecologici; acquistare 4.200 treni per i pendolari; effettuare l'adeguamento strutturale di 29.000 scuole in zona a rischio sismico; costruire 142 km di metropolitana leggera (su modello di Torino)".
"Oggi più che mai con una crisi economica drammatica è necessario destinare risorse per dare lavoro ai giovani, investendo nella Green Economy, nella difesa del suolo, nelle rinnovabili e nel risparmio energetico - conclude Bonelli -. Il programma degli F-35 è incompatibile con la crisi e con i durissimi sacrifici che vengono chiesti agli italiani. Chiediamo al governo Monti di fare quello che la cancelliera Angela Merkel ha fatto nel 2010 quando la Germania ha tagliato la spesa per gli armamenti di ben 10 miliardi di euro".
Roma, 22 Febbraio 2012
BONELLI: INACETTABILE, NEMMENO FOSSIMO IL CILE DI PINOCHET
"Se protesti ti caccio". Potrebbe chiamarsi così se fosse un film. Ma è nella realtà che Salvatore Barbera, il responsabile Energia e Clima di Greenpeace, ha ricevuto un foglio di via dal questore di Roma, per aver partecipato all'azione dell'associazione ambientalista a Palazzo Chigi. L'obiettivo dell'iniziativa ecologista era di spingere l'attuale ministro dell'Ambiente Corrado Clini ad avere una posizione netta sulla lotta ai cambiamenti climatici alla conferenza di Durban dell'Onu.
Per due anni Salvatore non potrà tornare nella Capitale. O meglio potrebbe, perché è la stessa Greenpeace a far presente che le stesse azioni erano state imposte ad altri attivisti, ad esempio dopo la memorabile azione dentro lo stadio Olimpico per dire no al nucleare al referendum di giugno, successivamente annullate dal Tar.
Montata tendopoli a via Nazionale. Aspettando il 15 ottobre, giornata mondiale del ‘global change’.
E’ comparsa una nuova tendopoli nel pieno centro di Roma. Questa volta non si tratta di una storia di immigrazione, ma non di meno l’emarginazione gioca un ruolo fondamentale, insieme a una parola nata a maggio in Spagna e da allora diventata pratica e verbo di un movimento: l’indignazione. Centinaia di giovani ‘indignati’ italiani ieri hanno occupato, per ore, via Nazionale. Alle 16 i manifestanti si sono piazzati davanti a Palazzo Koch, la sede di Bankitalia, presidiata da decine di camionette e forze dell’ordine per la visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del presidente ‘in pectore’ della BCE Mario Draghi. Al capo dello Stato i ragazzi hanno consegnato una lettera, scritta da alcuni studenti della Sapienza, per spiegare che cosa li rende così ‘indignati’: è il senso di emarginazione e di rabbia tipico di chi si sente spogliato del proprio futuro.
Il Wwf fa i conti sulla madre di tutte le opere inutili.
L'8 settembre 2011 si sono tenuti gli incontri per l'accordo di programma tra Governo ed Enti locali sulle cosiddette opere collaterali e compensative fra cui il famigerato Ponte sullo Stretto di Messina. Chi da anni si batte contro il progetto, come i Verdi e le associazioni ambientaliste, non è sorpreso nel constatare che la 'fiera degli inganni' sull'argomento si è allungata ancora di più. Gli ultimi aggiornamenti parlano infatti di un aumento dei costi di realizzazione di ben il 34%: si passa dai 6,3 miliardi di euro del luglio 2010 agli 8,5 del luglio 2011 chiesti dalla concessionaria pubblica 'Stretto di Messina S.p.A.' al momento dell'approvazione del nuovo Piano economico-finanziario. Un aumento, secondo il WWF Italia, «del tutto ingiustificato».
