Si è appena conclusa l’assegnazione del premio Personaggio Ambiente Italia 2011. Il vincitore di questa edizione è Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, eletto dall’insindacabile giudizio del popolo del web con quasi il 17% dei voti.
Il Comitato Tecnico, composto da direttori di testate giornalistiche ambientali, giornalisti, responsabili di siti e blogger italiani di canali ambientalisti, vuole invece conferire una menzione speciale al Forum italiano dei movimenti per l’acqua, promotori e fondamentali sostenitori per il referendum sull’acqua pubblica dello scorso giugno.
Grande partecipazione di pubblico e grande soddisfazione per il premio Personaggio Ambiente Italia 2011, con oltre 7.500 votanti e tantissime nuove adesioni; come spiega Mario Notaro, segretario del Comitato Tecnico
"Siamo orgogliosi e felicemente stupiti della partecipazione del popolo del web al Premio. Abbiamo, infatti, più che raddoppiato i voti rispetto all’edizione precedente, sintomo del crescente interesse a tematiche legate all’ambiente, al clima, alla sostenibilità. Premiare una personalità che si è distinta per l’impegno nei confronti del notro Pianeta, in termini di sviluppo osstenibile, è un modo di veicolare l’attenzione di media e opinione pubblica su un tema di interesse comune: la salvaguardia dell’ambiente."
Il premio va a Domenico Finiguerra per il suo impegno nel movimento nazionale “Stop al Consumo di Territorio” che ha preso il via da Cassinetta di Lugagnano nel 2009. Il sindaco della cittadina della provincia di Piacenza è stato anche tra i primi firmatari per la Costituente Ecologista Civica. Tra i nomi candidati per il premio Personaggio Ambiente 2011 vi erano anche Wangari Maathai, Gisele Bundchen e molto altri volti noti nel campo della difesa dell’ambiente e dell’ecologia, per un totale di 21 candidati scelti dal popolo del web per essersi distinti con le loro idee e con le loro azioni nel settore ambientale in Italia. Tra questi, il secondo posto del premio Personaggio Ambiente 2011 va ai pescatori di Torre Guaceto, con il 14,2% di voti. Essi si sono distinti per aver scelto un progetto di pesca sostenibile nella Riserva di Torre Guaceto (Brindisi), in collaborazione con il Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta, decidendo di pescaee una volta a settimana, unicamente in una zona specifica, con reti più corte e maglie più larghe, azione che ha permesso il recupero della fauna ittica e dell’ecosistema nel suo complesso. Il terzo posto è invece per Peter Brandauer, presidente di Alpine Pearls, associazione di promozione per una vacanza ecocompatibile nei paesaggi incontaminati delle Alpi italiane.
PROTAGONISTE DELL'EVENTO PADOVA+SOSTENIBILE LA GREEN ECONOMY E LE IMPRESE DEL TERRITORIO
Il 15 dicembre al centro dell'attenzione della città di Padova ci sarà la green economy. Grazie all'evento Padova+sostenibile i riflettori saranno accesi su politiche, progetti e servizi attivati sul territorio padovano sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Un progetto che nasce per affermare la convinzione che l'attenzione all'ambiente può trasformarsi in un volano economico in grado di superare la crisi economica internazionale.
LA PROPOSTA DI UNA MAMMA ITALIANA PER UN'EUROPA DEI BENI COMUNI
Articolo di Michele Buono per il Corriere della Sera
Questa storia comincia a luglio nella cucina di una casa di campagna ai Castelli romani. Claudia Bettiol, ingegnere ambientale e madre di una figlia di 13 anni lavava i piatti con il televisore acceso. La tv parlava di crisi economica, della Grecia indebitata e del fatto che stava per vendere i gioielli di famiglia: i beni pubblici. Claudia ha un’idea, si mette al computer e lancia in rete un appello. In poche settimane, le adesioni da tutta Europa al manifesto lanciato in rete su www.europeancommongoods.org sono state diverse migliaia e crescono giorno dopo giorno. Semplici cittadini, studenti, professionisti, casalinghe spontaneamente traducono e rilanciano la proposta nella propria lingua e sottoscrivono la disponibilità a versare il proprio danaro in un soggetto pubblico che salvi quei beni dalla dispersione, ovvero il patrimonio della Grecia svenduto a prezzi stracciati a dei soggetti privati che non hanno nessuna responsabilità verso la società e l’interesse generale.
LE DISMISSIONI DEI TERRENI AGRICOLI DELLO STATO PREVEDONO IL CAMBIO DI DESTINAZIONE URBANISTICA DOPO 5 ANNI
I SIGNORI DEL CEMENTO PRONTI A METTERE LE GRINFIE SU CIO' CHE RIMANE DEI SUOLI AGRICOLI
Quella di cedere le terre demaniali a uso agricolo a giovani imprenditori poteva essere una buona idea, in un periodo così difficile per trovare un lavoro. Terreni abbandonati a se stessi potevano così diventare produttivi e garantire un reddito a ragazzi volenterosi. L'iniziativa, proposta più volte e rilanciata dalle associazioni di categoria, è stata recepita dal Governo ma con un "piccolo" particolare: nel maxiemendamento presentato assieme alla legge di stabilità è prevista la possibilità che i terreni, attualmente a vocazione agricola, possano diventare edificabili dopo pochi anni, permettendo in questo modo le classiche speculazioni dei signori del mattone e di chi specula sulla rivendita dei terreni creando valore dal nulla.

Un comune su otto in Italia è autosufficiente dal punto di vista elettrico grazie a sole, vento, biomasse e geotermia; a Lecce si produce più elettricità verde di Friburgo, la celebrata capitale tedesca del fotovoltaico; nel 94% dei municipi italiani è presente ormai almeno un impianto rinnovabile. Accusate di essere troppo costose, marginali e inaffidabili, le fonti verdi si prendono la loro rivincita e lo fanno con "Comuni Rinnovabili 2011", il dossier di Legambiente che fotografa la diffusione delle micro centrali ad energia alternativa sul territorio nazionale.
Giunto alla sua sesta edizione, il rapporto illustrato oggi a Roma è "la migliore risposta a chi continua a sostenere che il contributo delle fonti rinnovabili sarà comunque marginale nel futuro del Paese".
Le cifre di questa rivoluzione che ci sta avvolgendo silenziosamente sono eloquenti. Il rapporto "racconta un salto impressionante nella crescita degli impianti installati nel territorio italiano. Sono 7.661 i Comuni in Italia dove si trova almeno un impianto.Erano 6.993 lo scorso anno , 5.580 nel 2009. In pratica, le fonti pulite che fino a 10 anni fa interessavano con il grande idroelettrico e la geotermia le aree più interne, e comunque una porzione limitata del territorio italiano, oggi sono presenti nel 94% dei Comuni. Ed è significativo che cresca la diffusione per tutte le fonti, dal solare fotovoltaico a quello termico, dall'idroelettrico alla geotermia ad alta e bassa entalpia, agli impianti a biomasse e biogas integrati con reti di teleriscaldamento e pompe di calore".
l Rapporto 2011 esalta in particolare i comuni alpini di Morgex e Brunico per la loro capacità di diventare 100% rinnovabili, non solo per i consumi elettrici ma anche per quelli termici (riscaldamento e acqua calda), attraverso un mix di fonti diverse. Un contributo decisivo, così come avviene per gli altri 18 municipi italiani che possono vantarsi di essere completamente autosufficienti, arriva in particolare dagli impianti di teleriscaldamento a biomasse. Il bacino delle realtà locali virtuose si allarga poi massicciamente se ci si limita a prendere in considerazione l'indipendenza elettrica. In questo caso il numero di municipi 100% rinnovabili balza a quota 964. Importante, per capire davvero la portata del fenomeno, il fatto che nella classifica dei migliori accanto alle "solite" piccole comunità di montagna inizino ad affacciarsi anche delle vere e proprie città e località del meridione. Un capoluogo di provincia come Treviso riesce ad esempio a coprire il 100% del fabbisogno elettrico dei residenti, mentre tra i comuni che raggiungono l'autosufficienza ci sono anche Isernia, Agrigento e Lecce.