Le ondate d’innovazione culturale nelle prime popolazioni di uomini moderni vissute a metà dell'Età della Pietra, sono state scatenate dai rapidi cambiamenti climatici avvenuti nel periodo compreso tra 80.000 e 40.000 anni fa. È quanto mostra, per la prima volta, uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications da un gruppo guidato da Martin Ziegler dell'università britannica di Cardiff.
Secondo il lavoro, basato su un prelievo di campioni di sedimenti marini al largo delle coste del Sudafrica, un improvviso aumento delle precipitazioni e dell'umidità nella regione ha creato condizioni ambientali più favorevoli per i primi esseri umani moderni. Proprio in questo periodo, compreso tra 80.000 e 40.000 anni fa, sono state documentate diverse ondate improvvise di grande progresso tecnologico (alcuni esempi sono le incisioni in ocra, strumenti in pietra e in osso, 'gioielli' realizzati con conchiglie) che riflette l'emergere del comportamento umano moderno, ma i fattori scatenanti di questa evoluzione culturale sono rimasti finora incompresi. Lo studio mostra il primo legame diretto tra il brusco cambiamento climatico avvenuto nel Mesolitico, proprio nel mezzo dell'Età della Pietra, e lo sviluppo della complessità culturale dei primi uomini moderni. I carotaggi di sedimenti hanno permesso di ricostruire la variabilità del clima terrestre negli ultimi 100.000 anni e possiedono una registrazione degli eventi climatici durante i momenti d’innovazione tecnologica.
«Abbiamo scoperto - ha osservato Ziegler - che il Sud Africa ha sperimentato transizioni rapide verso condizioni climatiche più umide quando l'emisfero settentrionale ha sperimentato condizioni di freddo estremo». Quando le date in cui si sono verificati questi periodi più umidi sono state confrontate con i ritrovamenti archeologici «abbiamo trovato coincidenze notevoli», ha rilevato uno degli autori, Ian Hall, dell’università di Cardiff. La maggiore ricchezza di monili e utensili, coincide, ha sottolineato Hall, «con i periodi in cui vi sono stati aumenti delle precipitazioni».
L'emendamento al provvedimento sulle emergenze ambientali, a firma di Domenico De Siano (Pdl) che proponeva «di riaprire, fino al 31 dicembre 2013, i termini del condono edilizio 2003», in favore di coloro nei confronti dei quali le amministrazioni avevano adottato il provvedimento di diniego sulle domande precedentemente adottate, è stato fermato. E questo in tempi di «strane intese» è già un primo risultato. Peccato che da settimane diversi esponenti del Pdl continuino a dispensare annunci sulla possibilità di nuove sanatorie e 'seminare' in provvedimenti legislativi che si occupano di tutt'altro emendamenti per eventuali condoni.
Il passo indietro arriva dopo la bufera scatenata dalla proposta, subito frenata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi: «Evitiamo di accendere polemiche inutili, la riproposizione del condono edilizio non è nel programma del governo Letta approvato dalla Camera e dal Senato». Insomma il governo prova a bloccare le pulsioni di una maggioranza 'innaturale' che continua irresponsabilmente a strizzare l'occhio al cemento illegale.
Per il presidente dei Verdi Angelo Bonelli «il condono edilizio è un attentato all'Italia delle frane e delle alluvioni oltre che un'operazione economica a perdere e che peserebbe sulle spalle dei cittadini».La sanatoria che ossessiona il Pdl costerebbe, infatti, alla collettività più di 18 miliardi di euro per l'edificazione di opere di urbanizzazione secondarie (strade, fogne, acquedotti) degli immobili condonati: ossia 4-5 volte di più di quanto porterebbe nelle casse dello stato".
Dall'ultimo condono di Berlusconi (2003) ad oggi sono stati edificati oltre 30 mila immobili abusivi l'anno ossia 9 milioni di metri cubi di cemento illegale ogni anno. Complessivamente potrebbero arrivare a sanatoria 72 milioni di metri cubi di cemento abusivo che gravano sul territorio italiano già martoriato dal dissesto idrogeologico e da oltre 500 mila frane, senza considerare tutti i cantieri illegali che sono spuntati come funghi a causa degli annunci - irresponsabili - sulla possibilità di una nuova sanatoria.
«Il condono è l'apoteosi dell'illegalità da parte di una politica che umilia i cittadini che rispettano le leggi e pagano le tasse pur di intercettare le clientele dell'illegalità e del cemento abusivo, che molto spesso coincidono con le eco-mafie» continua Bonelli che conclude «si tratta di un vero e proprio atto criminale nei confronti dell'Italia, un Paese dove ancora oggi nell'anno 2013 si muore a causa di frane e alluvioni».
LE DIFFICOLTA' ECONOMICHE CONDIZIONANO LE SCELTE DELLE FAMIGLIE. LA QUALITA' DEI PRODOTTI IN SECONDO PIANO RISPETTO AL PREZZO
Austerity a tavola per le famiglie italiane anche nel primo trimestre dell'anno: la spesa per cibo e bevande ha, infatti, registrato una calo del 2,3% su base annua, accompagnata da una flessione delle quantità acquistate dell'1,4%. È quanto rileva Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo) nel sottolineare che si compra meno, ma soprattutto si accentua la tendenza delle famiglie a rincorrere le offerte e a spostarsi su prodotti più economici.
Su alcune referenze questo fenomeno risulta molto evidente. La pasta di semola, prodotto irrinunciabile sulla tavola degli italiani, registra per esempio una flessione in valore del 10% a fronte di una riduzione molto più contenuta nelle quantità (-1,6%); stesso discorso per il riso, la cui spesa flette dell'8% mentre i volumi del 3,1%.
Lo yogurt invece mantiene un buon tasso di crescita degli acquisti (+5,7% in quantità) in presenza di un'agguerrita competizione sul prezzo che ha fatto risparmiare al consumatore il 4,6% sulla spesa. Tra le singole referenze, oltre ai già citati pasta e riso, per la prima volta accusano una flessione anche gli acquisti di ortaggi e insalate di IV gamma (-4,8% in volume), che fino allo scorso anno avevano sempre mantenuto incrementi anche elevati.
Le famiglie italiane hanno tagliato poi i consumi di carne bovina fresca naturale (-6,5%), in favore dell'avicola naturale (+0,8%) ma soprattutto elaborata (+3,1%), della carne suina naturale (+1,8%) e delle uova (+0,8%). Il latte fresco (-3,6%) pare cedere consensi a vantaggio del latte Uht (+3,6%), mentre il pesce fresco accusa una flessione del 5%, frutta e agrumi del 4,5%, ortaggi del 2,2% e olio di oliva extravergine del 7,3%.
PARLA REINHARD BÚTIKOFER PORTAVOCE DELL'EUROPEAN GREEN PARTY: "IN ITALIA GLI AMBIENTALISTI SI SONO DISPERSI NEI PARTITI, OGGI DEVONO RITROVARE UNA CASA UNICA"
Dai movimenti studenteschi degli anni Settanta fino al parlamento. In Europa esistono realtà dove i Verdi non vivono relegati all'opposizione, ma partecipano attivamente al governo con politiche ecologiste e risultati. Reinhard Bútikofer, prima di essere membro del parlamento europeo e portavoce dell'European Green Party, è stato leader dei Verdi in Germania. Ora racconta di una storia di alti e bassi e di un futuro in cui i temi ecologisti dovranno per volere o per forza entrare nelle agende dei governi nazionali.
Qual è lo stato di salute dei Verdi in Europa in questo momento? Nella vita politica come in quella reale, non va sempre tutto bene e ci sono periodi più o meno buoni. Così alcuni partiti europei stanno ottenendo risultati, altri invece faticano un po' di più. La domanda da farsi non è tanto "perché?", ma "come facciamo a uscire da una tale situazione?". Siamo una famiglia a livello europeo e attualmente i problemi sono uguali per tutti, dalla crisi economica fino alla disoccupazione giovanile. Il punto da capire è che viviamo nella stessa Europa.
Soluzioni che spesso ignorano le politiche per l'ambiente? Non ci voleva la crisi economica per vedere che ci sono governi che considerano l'ecologia una questione accessoria. Questo non aiuta né gli stati né le loro economie. È un dato di fatto che le potenze economiche per mantenere il loro successo debbano basarsi su innovazione e sostenibilità. Come sono cambiate le battaglie ambientaliste nel corso degli anni? Non c'è dubbio che abbiano subito un'evoluzione. Io mi sento di dire che i Verdi europei sono riusciti in 20\30 anni a influire sull'opinione pubblica di numerosi paesi. Prima le tematiche verdi erano considerate minori o addirittura irrilevanti. Lentamente molti attori europei e politici stanno cominciando a capirne l'importanza.
Una sensibilità verde che però continua a essere isolata nel nord Europa? Bisogna stare attenti a non generalizzare. Nelle ultime elezioni europee, il partito dei Verdi in Grecia ha eletto un rappresentante a Bruxelles. Piano piano abbiamo successi anche a sud. Non posso negare però che in Germania, Francia e paesi Scandinavi ci siano per ora più risultati.
Qual è il segreto? In Germania abbiamo saputo fare buon uso di alcune caratteristiche dello stato tedesco. A livello locale, nei singoli lander, siamo riusciti a entrare nelle amministrazioni e quindi dimostrare che sappiamo stare al governo e non solo all'opposizione. E' stato un passaggio molto importante perché abbiamo potuto dimostrare che non solo abbiamo una buona teoria e dei principi, ma anche che sappiamo metterli in pratica.
Essere ecologisti e governare tra i compromessi, come è stato possibile? Ad esempio siamo riusciti a far partire alcune politiche che promuovono l'uso delle energie rinnovabili sul territorio e abbiamo visto come queste possono creare posti di lavoro. E' stato un grande successo e soprattutto ha dato credibilità a noi come partito agli occhi dei cittadini.
Perché in Italia secondo lei non siamo ancora riusciti a fare lo stesso? Esiste il partito dei Verdi in Italia e lo conosco bene. Parlo spesso con Angelo Bonelli, il presidente. Purtroppo non hanno rappresentanti in parlamento, ma so che stanno lavorando duro per le prossime elezioni europee. Vi osservo molto dall'estero e secondo me i Verdi nel vostro Paese sono deboli a causa delle troppe divisioni interne.
Cosa consiglia? Credo che se i Verdi non si disperdessero tra Sel, Pd o altre forze politiche, il partito potrebbe tornare ad avere una grande influenza. Di sicuro i Verdi europei sono pronti a dare tutto il sostegno necessario perché questo avvenga.
Il futuro è un'Europa verde? E' ottimista? Io sono fortemente convinto che l'Europa abbia bisogno di idee verdi per uscire dalla crisi. Noi lo chiamiamo un "Green New Deal". Se le istituzioni saranno pronte ad ascoltare il nostro appello e a implementare politiche mirate alla salvaguardia del nostro pianeta, non posso che essere ottimista. Il nostro motto è soste-nibilità, non austerità.
Da IL FATTO QUOTIDIANO LUNEDÌ 13 MAGGIO - intervista di Martina Castigliani
INERZIA HA TRASFORMATO EMERGENZA AMBIENTALE IN EMERGENZA SANITARIA, SUBITO CONVERSIONE ECOLOGICA
MILAZZO, LA VALLE DEL MELA, GELA, PRIOLO, SIRACUSA, RAGUSA, AUGUSTA, MELILLI, NISCEMI sono siti Siti di Interesse Nazionale (SIN) dichiarati ad alto rischio di crisi ambientale, tuttavia fino ad oggi la Regione non ha adottato i Piani di risanamento e di bonifica necessari. Non si può più, a questo punto, parlare esclusivamente di emergenza ambientale perché l'inerzia l'ha trasformata in una vera e propria emergenza sanitaria.
L'esperienza insegna, o dovrebbe insegnare, che il mancato intervento pone le condizioni per un inaccettabile scontro tra lavoro e salute. L'inerzia non riguarda soltanto gli interventi di risanamento e bonifica, ma anche la mancata informazione alla popolazione della situazione sanitaria. La Sicilia è un'isola meravigliosa e straordinaria in cui le ferite dell'inquinamento e di un modello di sviluppo sbagliato hanno prodotto ferite profonde. Oggi più che mai è necessario avviare e sostenere una conversione ecologica di modelli industriali archeologici e provvedere alla bonifica immediata di territori che l'inquinamento ha espropriato alla collettività e ai cittadini. Si tratta di un processo indispensabile per garantire la salute e la vita di chi la abita in questi territori e che lì vorrebbe lavorare nel rispetto del diritto alla sicurezza propria e dei propri figli. La conversione ecologica di modelli industriali superati è una straordinaria occasione per creare nuove opportunità di lavoro amiche dell'ambiente e della salute ed in grado di dare un grande aiuto
Per questo sosteniamo la denuncia e le richieste avanzate nei giorni scorsi all'Assessorato Regionale alla Sanità dai Verdi di Sicilia e dalle associazioni che al tavolo regionale hanno rivendicato i loro diritti, a partire dall'associazione ONA (Osservatorio Nazionale Amianto), rappresentata dall' avv. Maria Calderone. Nello specifico riteniamo urgente che la Regione adotti e attui i Piani di Risanamento e di Bonifica dei siti inquinati e dell'aria, che preveda una rete di monitoraggio degli inquinanti, cheattivi un'informazione costante alla popolazione, che si doti di strumenti adeguati a rendere operativi i risultati degli attuali studi epidemiologici, che spieghi se e come sono stati utilizzati i fondi europei per la bonifica e il risanamento del territorio.
L'Esecutivo Nazionale dei Verdi