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L'ITALIA RIPARTA DA TARANTO

Autore:  Ma.Fan.

"Ho scelto di chiudere la campagna elettorale qui perché quello che è accaduto a Taranto riguarda tutto il Paese. L'Italia e gli italiani non possono restare indifferenti al dramma di cittadini che per anni hanno pagato con la loro salute per lo sviluppo della nazione senza neppure che il resto d'Italia lo sapesse o glielo riconoscesse". É nella città dei due mari, simbolo della questione ambientale italiana, che Angelo Bonelli, presidente dei Verdi e candidato per la lista Rivoluzione Civile, ha chiuso la sua campagna elettorale.

Un comizio sotto la pioggia battente che non ha scoraggiato il battagliero leader Ecologista. Bonelli ha ricordato ai politici, governatori e ministri di centrosinistra, centrodestra e "tecnici" che negli anni si sono alternati nel ruolo di "difensore di Taranto" e che qui sono spesso venuti a fare "passerella", la responsabilità diretta avuta nella gestione della vicenda Ilva: Vendola e le promesse non mantenute, Bersani e il finanziamento dei Riva, Clini e il decreto anticostituzionale. Nessuno dei leader – sottolinea Bonelli – si è azzardato a venire a Taranto per questa campagna elettorale.

"Con il decreto salva-Ilva – ha detto il candidato di Rivoluzione Civile - sono stati calpestati i diritti costituzionali. Non si può accettare che la tutela della salute sancita dalla Costituzione venga sospesa per una 'Ragion di Stato'. Neppure la bozza di costituzione fascista arrivava a prevedere tanto. Quando si subordina l'interesse della salute ad un interesse strategico produttivo nazionale, allora la domanda che ci si deve porre è: quanto vale una tonnellata di acciaio in termini di vite umane?".

A Taranto – dice ancora il presidente dei Verdi - si è raggiunto un punto di non ritorno e proprio da qui e dal ripristino della legalità si deve ripartire per costruire un nuovo modello di sviluppo per il Paese. "Di fronte al dilagare di una corruzione, di un malaffare che è diventato peggiore di quello di Tangentopoli negli anni '90 – conclude il leader Ecologista - dobbiamo dare una risposta forte chiara e netta utilizzando gli strumenti che si usano con i mafiosi per sequestrare i beni dei corrotti e degli evasori fiscali e destinarli per finalità sociali".

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