"Vincere le pulsioni istintive, però devastanti, che talvolta hanno bloccato la realizzazione di infrastrutture che sono importanti per il sistema dei trasporti e la competitività del nostro paese" è quanto afferma Monti, il cui obiettivo è probabilmente il movimento No Tav che si batte da anni per non realizzare la ferrovia Torino-Lione e che si è appostata anche vicino alla stazione per contestarlo così come qualcuno ha fatto con Elsa Fornero. Un progetto che, come spiegano i Verdi, più che innovatore è l'ennesimo esempio di come buttare al vento miliardi di euro per una megaopera che creerà più danni che altro.
"Dietro il progetto della Torino-Lione c'è una ferocia ideologica che nasconde la volontà di sperperare denaro pubblico per un'opera inutile e dannosa e che sarebbe un doppione di una linea ferroviaria esistente e sottoutilizzata". Sostiene il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli, da tempo critico verso la realizzazione di questa nuova tratta ferroviaria. Il leader ecologista usa anche un tono polemico nei confronti di un premier uscente che utilizza alcune occasioni per rafforzare la propria propaganda: "Ma Monti ha mai letto il progetto della Tav in Val di Susa o ha intenzione di fare la campagna elettorale solo con slogan?".
I Verdi, tra i pochi ad opporsi all'alta velocità in Valsusa, hanno insistentemente spiegato perché non va realizzata questa ferrovia. "Vicino al tracciato della Tav in Val di Susa che costerà all'Italia non meno di 16 miliardi di euro (quasi quanto la cifra incassata con l'IMU) esiste già una linea ferroviaria per il trasporto merci potenziata di recente e che viene utilizzata solo per 2,5 milioni di tonnellate quando ha una capacità di 20 milioni di tonnellate" spiega Bonelli.
Insomma, non si sceglie il finanziamento del trasporto pubblico per i pendolari, sempre più dannati mentre si spostano per andare a lavoro, però si trovano tanti soldi per il Tav. "I cittadini vogliono un'Italia migliore fondata sulle vere priorità del Paese che non sono certamente le grandi opere inutili come la Tav in Val di Susa che oltre ad essere dannose producono debito pubblico - conclude Bonelli -. L'Italia ha bisogno di una Rivoluzione civile per cancellare gli sprechi e le opere che servono solo a placare la voracità delle lobby del cemento e degli affari, stranamente immuni dai sacrifici che il governo Monti ha fatto fare alle famiglie italiane".
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