euromini
RESTA INFORMATO
             ADERISCI SOSTIENI

L'UE CONDANNA L'ITALIA PER TRATTAMENTI INUMANI NELLE CARCERI

Autore:  Stefania Lopedote

Mingrino: le carceri attualmente luoghi di sospensione del diritto, che sopprimono ogni possibilità di recupero e reinserimento

Già nel 2009 l'Italia aveva ricevuto una condanna dall'Europa per la vergognosa situazione delle proprie carceri dove spesso sono tenute persone in celle di dimensioni eccessivamente ridotte (meno di tre metri quadri). La denuncia era partita, rivela Repubblica, da un'associazione romana da anni attiva nella difesa dei diritti dei detenuti. Risultato: 1000 euro di multa e una pagina vergognosa per il nostro paese. La storia oggi si ripete: la Corte Europea dei Diritti dell'uomo di Strasburgo ci ha condannato nuovamente per le condizioni di sovraffollamento delle nostre prigioni, definendo gli episodi denunciati come "trattamenti inumani e degradanti" che avvengono in violazione dell'articolo 3 della Convenzione dei diritti dell'Uomo. La condanna è a 100 mila euro di risarcimento per danni morali a 7 detenuti di Busto Arsizio e di Piacenza, con una sentenza che riaccende le luci, in modo drammatico, su questo annoso problema portato all'attenzione, nell'ultimo periodo, dallo sciopero della fame e della sete del leader radicale Marco Pannella.

«Con un sovraffollamento del 142%, condizioni di vita che assimilano la carcerazione alla tortura di Stato, celle buie e sfornite dei minimi servizi -spesso anche di riscaldamento!-, gli Istituti di Pena del nostro Paese sono attualmente luoghi di sospensione del diritto, che sopprimono ogni possibilità di porre in essere il recupero ed il reinserimento nel tessuto sociale dell’individuo reo di un crimine» ha commentato Nicholas Mingrino, Responsabile nazionale Diritti civili della Federazione dei Verdi. Come ha rilevato il Sole 24 Ore sulla base dei dati dei Ministero della Giustizia, infatti, in Italia ci sono più di 67 mila detenuti a fronte di 45600 posti disponibili: il problema è generalizzato ed endemico a livello nazionale, con l'unica eccezione del Trentino che rappresenta un buon rapporto fra posti disponibili e detenuti. «Senza considerare che il 43% dei detenuti (13.625 primo grado, 7.409 appellanti, 4.648 ricorrenti) è in regime di custodia cautelare, che, causa l’uso abnorme che ne è stato e ne viene fatto, si configura come vera e propria detenzione preventiva, una Mauthausen del garantismo giudiziario» ha aggiunto Mingrino.
«La necessità primaria che si palesa in questo contesto di emergenza dei diritti umani fondamentali è di garantire condizioni di vita dignitose a tutti i reclusi. - ha concluso - E per fare ciò è indispensabile rivolgere attenzione ai problemi strutturali che la legislazione penale, dell’ultimo decennio in particolar modo, ha creato, risolvendoli in maniera sistematica. E prima ancora adottare, urgentemente, provvedimenti clemenziali di amnistia, che estinguano i reati in vista di un netto processo di depenalizzazione».

SOSTIENIVERDI
referendum 2011 europeangreen europeecologie