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SPAGNA, ARRESTO INDIGNATI: PER EQUO FU PERSECUZIONE POLITICA

Autore:  Emanuele Rigitano

Gli indignati spagnoli, con la manifestazione del 25 settembre, hanno ribadito la loro determinazione nel protestare contro le politiche "lacrime e sangue" del governo di destra guidato da Mariano Rajoy. Per quella protesta di fronte al Congreso di Madrid (equivalente alla Camera dei Deputati italiana) sono stati arrestati dalla Polizia 8 degli organizzatori del Coordinamento 25-S.

Decisione che è stata bocciata dal tribunale di Appello spagnolo della Audiencia Nacional. Per gli ecologisti spagnoli di Equo la decisione della Audiencia Nacional di archiviare il caso nei confronti di otto promotori della mobilitazione 25S dimostra che le azioni svolte dalla polizia e la delegazione governativa, non aveva alcun fondamento normativo e che cosa stava realmente infestata intimidire i cittadini a non andare alle porte del Congresso quel giorno.

Una decisione, quella della polizia e dei delegati governativi che hanno controllato la situazione, definita da Equo "assolutamente intollerabile e che ha superato la linea rossa di uno stato democratico".

Gli ecologisti spagnoli chiedono con forza un'investigazione trasparente e profonda sulle azioni della polizia avvenute il 25 settembre davanti al Congreso, per acclarare chi avrebbe partecipato ai gruppi violenti, per quale motivo ci fossero poliziotti incappucciati tra i manifestanti e che ruolo ha giocato negli scontri.

Un'aspra critica arriva da Equo anche al delegato governativo Cristina Cifuentes per quanto detto sulla necessità di "modulare il diritto di manifestazione", considerando improprie queste parole per un incarico pubblico in un paese democratico, denunciando il poco rispetto del governo per i cittadini e per i diritti fondamentali

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