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Giovedì 16 Febbraio 2012 04:41

OGGI È PEGGIO DI TANGENTOPOLI

Autore:  Emanuele Rigitano
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BONELLI: SUBITO UNA LEGGE SULLA CORRUZIONE E BASTA CANDIDARE INDAGATI

Tangentopoli non ha insegnato nulla all'Italia. a 20 anni dall'evento giudiziario che stravolse il panorama politico italiano, scoperchiando il vaso di Pandora del sistema delle tangenti agli esponenti dei partiti della Prima Repubblica, siamo come se non peggio di prima.

E' la Corte dei Conti a lanciare il monito in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del 2012, a cui ha partecipato anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Illegalità, corruzione e malaffare sono «notevolmente presenti nel Paese,le cui dimensioni, presumibilmente, sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente alla luce». Questo secondo le parole del presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino.

Se abbiamo un debito pubblico enorme, dei servizi pubblici scadenti e se gli appalti finiscono in mano alle organizzazioni criminali o alle cricche come la P3 è soprattutto per colpa delle continue corruzioni che avvengono nel nostro Paese. Provocando rallentamenti delle opere e l'utilizzo di materiali scadenti, come più volte emerso nelle ultime indagini giudiziarie.

L'Italia vanta un incredibile tasso di evasione fiscale, calcolato attualmente in una fascia tra i 100 e i 120 miliardi di euro. In particolar modo per quanto riguarda l'Iva L'Italia si fa superare solo dalla vicina Spagna tra i Paesi Europei: 36 contro 39 per cento di "tax gap". L'attenzione, secondo la Corte dei Conti, va dedicata anche allo sperpero di denaro pubblico, spesso utilizzato come se venisse creato dal nulla e non prelevato da cittadini e imprese per garantire servizi e prestazioni all'altezza di un Paese moderno quale dovrebbe essere l'Italia.

«A vent'anni da Mani Pulite l'allarme della Corte dei Conti certifica che poco o nulla è cambiato. Anzi oggi la situazione è peggiore di quella di Tangentopoli». Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. Gli ecologisti hanno la loro proposta per limitari gli episodi di corruzione: «Per riportare credibilità nella politica non solo è necessario che sia approvata al più presto la legge contro la corruzione ma che tutti i partiti s'impegnino, da subito, a non candidare nelle proprie liste - ad ogni livello - chi ha in corso procedimenti penali o per corruzione».

La volontà del leader del "Sole che ride" è di ridare dignità ai partiti e ai loro esponenti: «Oggi più che mai, in una fase economica ed occupazionale difficilissima per il paese, in cui vengono chiesti sacrifici enormi ai cittadini è necessario riportare moralità e credibilità nelle istituzioni - conclude Bonelli -. Serve un gesto di ecologia nella vita pubblica del nostro Paese che vive un momento drammatico sia dal punto di vista economico che sociale».

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