L’evento costerebbe all’Italia la bellezza di 9,8 miliardi di euro, di cui 8,2 interamente a carico dello stato. In un momento in cui si chiedono sacrifici ai cittadini, si tagliano le pensioni, la sanità, il trasporto pubblico, spendere oltre 8 miliardi di euro per le Olimpiadi sarebbe da irresponsabili. Di certo non si può dire che sia una priorità come invece è la lotta al dissesto idrogeologico e la mobilità pubblica che ormai è al collasso. Se vogliamo spendere soldi pubblici dovremmo forse iniziare da lì, ossia dalle vere necessità e dai disagi dei cittadini.
In secondo luogo i costi per tenere le Olimpiadi qui sono destinati a lievitare: vuoi per il rischio speculazione, vuoi per gli inevitabili ritardi. Fornisce dati più precisi, in proposito, il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, che ricorda i precedenti sui deficit provocati agli stati delle Olimpiadi. «A Londra – specifica il leader ecologista - per quelle del 2012 i costi sono lievitati del 30%. Quelle di Atene contribuirono ad aumentare il deficit pubblico greco di oltre il 6% e lo stadio delle Olimpiadi di Montreal è stato pagato dai cittadini canadesi in 30 anni, con una levitazione dei costi complessivi del 100%». Cosa ci fa pensare che questo non succederà a Roma, la città della metro C in costruzione da vent’anni e della mobilità bloccata dalla neve? Solo i costi di ‘candidatura’ alle Olimpiadi e di promozione ammonterebbero – senza alcuna certezza sull’esito della selezione – a 42 milioni di euro. Siamo sicuri che possiamo permetterci di rischiare, a fondo perduto, tanti soldi solo per candidarci e le sicure conseguenze negative se dovessimo vincere?
«A Monti queste cose sono ben chiare – conclude Bonelli -. Ci auguriamo quindi che il premier valutari a fondo la questione prima di apporre la firma perché è chiaro che gli investimenti sono al di sopra delle possibilità di spesa del nostro Paese. Rinunciare alle olimpiadi è un atto di saggezza e rispetto nei confronto degli italiani».






