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Martedì 14 Febbraio 2012 02:20

LE OLIMPIADI NON SONO UN BUON AFFARE PER L'ITALIA

Autore:  Stefania Lopedote
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Il premier Mario Monti incontrerà il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dopo il Consiglio dei Ministri che è stato convocato per annunciare la decisione del governo sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020. La questione sta tendendo col fiato sospeso tutti, dal primo cittadino al comitato organizzatore, di cui sono presidenti Gianni Letta e Mario Pescante sino ad arrivare al presidente del Coni, Gianni Petrucci. Alcune indiscrezioni vogliono che il presidente dell’esecutivo sia orientato verso il ‘no’. Perché sarebbe una buona idea evitare le Olimpiadi a Roma? Facciamoci due conti.

L’evento costerebbe all’Italia la bellezza di 9,8 miliardi di euro, di cui 8,2 interamente a carico dello stato. In un momento in cui si chiedono sacrifici ai cittadini, si tagliano le pensioni, la sanità, il trasporto pubblico, spendere oltre 8 miliardi di euro per le Olimpiadi sarebbe da irresponsabili. Di certo non si può dire che sia una priorità come invece è la lotta al dissesto idrogeologico e la mobilità pubblica che ormai è al collasso. Se vogliamo spendere soldi pubblici dovremmo forse iniziare da lì, ossia dalle vere necessità e dai disagi dei cittadini.

In secondo luogo i costi per tenere le Olimpiadi qui sono destinati a lievitare: vuoi per il rischio speculazione, vuoi per gli inevitabili ritardi. Fornisce dati più precisi, in proposito, il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, che ricorda i precedenti sui deficit provocati agli stati delle Olimpiadi. «A Londra – specifica il leader ecologista - per quelle del 2012 i costi sono lievitati del 30%. Quelle di Atene contribuirono ad aumentare il deficit pubblico greco di oltre il 6% e lo stadio delle Olimpiadi di Montreal è stato pagato dai cittadini canadesi in 30 anni, con una levitazione dei costi complessivi del 100%». Cosa ci fa pensare che questo non succederà a Roma, la città della metro C in costruzione da vent’anni e della mobilità bloccata dalla neve? Solo i costi di ‘candidatura’ alle Olimpiadi e di promozione ammonterebbero – senza alcuna certezza sull’esito della selezione – a 42 milioni di euro. Siamo sicuri che possiamo permetterci di rischiare, a fondo perduto, tanti soldi solo per candidarci e le sicure conseguenze negative se dovessimo vincere?

«A Monti queste cose sono ben chiare – conclude Bonelli -. Ci auguriamo quindi che il premier valutari a fondo la questione prima di apporre la firma perché è chiaro che gli investimenti sono al di sopra delle possibilità di spesa del nostro Paese. Rinunciare alle olimpiadi è un atto di saggezza e rispetto nei confronto degli italiani».

Ultima modifica Martedì 14 Febbraio 2012 02:37

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