Il dato poco positivo che emerge dal rapporto è, piuttosto, la differenza fra la percentuale di favorevoli al solare e quella di ‘informati al riguardo’. Solo il 44% dichiara di essere ‘abbastanza informato’ sull'argomento: fra questi il 54% è rappresentato da giovani e il 49% dagli over 54 anni. Solo il 17% sa, ad esempio, che la durata di un pannello solare va dai 20 ai 30 anni e addirittura il 70% ha dichiarato di non sapere che un pannello di qualità può avere una durata di 25-30 anni producendo più o meno la stessa energia, a differenza di uno scadente che nel tempo, inevitabilmente, riduce e di molto la propria attività.
Il problema maggiore, quindi, resta la carenza di informazioni sulla tecnologia fotovoltaica, sia con riguardo agli utenti (i cittadini) che ai costruttori e agli investitori. Senza investimenti pubblici alla ricerca e allo sviluppo, infatti, sarà dura sviluppare questo tipo di energia che, nonostante l’enorme potenziale, riesce attualmente a trasformare in elettricità solo una media del 20% del calore catturato dal sole. Così la Cina, che negli ultimi anni è stato il più grande promoter delle energie rinnovabili e alternative, negli ultimi giorni ha dichiarato di voler allentare gli incentivi alla costruzione di tetti fotovoltaici o impianti 'off grid' (per auto-consumo), dal momento che proprio la grande politica pubblica lanciata lo scorso anno - la 'Golden Sun Program - per favorirli è riuscita ad abbattere i costi dei pannelli di circa il 47%. Per la serie: adesso il settore può camminare con le sue gambe, fermi restando gli incentivi per le più innovative reti ‘smart’ e ‘grid’ che permetterebbero un migliore funzionamento della conversione calore/elettricità. I miglioramenti della tecnologia solare, infatti, sono ancora in fase sperimentale: un esempio è il metodo concepito da Peter Bermel e colleghi del Massachusetts Institute of Technology. Questa tecnica, che utilizza delle vere e proprie ‘trappole’ (senza l’uso dei costosissimi specchi) per concentrare più calore nei pannelli fotovoltaici, permetterebbe di arrivare a un 37% di calore solare trasformato in elettricità contro un massimo del 28% delle celle solari standard a base di silicio senza l’uso degli specchi parabolici e del 31% delle celle con specchi. Un bel miglioramento, che dimostra come valga sempre la pena investire nella ricerca di questa tecnologia per il nostro futuro.






