BONELLI A GABRIELLI: 'NON SI TRATTA SI UNA NORMALE PRATICA BUROCRATICA'
Sono passate quasi 3 settimane dal quel maledetto 13 gennaio in cui accadde il disastroso incidente alla nave da Crociera Costa Concordia davanti all'Isola del Giglio. Dopo il dramma delle vittime e la speranza per i soccorsi, l'allarme si è spostato per il possibile disastro ambientale. Subito l'attenzione è andato al rischio di fuoriuscita di petrolio, che avrebbe devastato l'ecostistema marino e danneggiato fortemente quello terrestre. Poi si è guardato al rischio di diffusione dei detersivi nell'acqua, con i tensioattivi che avrebbero creato problemi a pesci e alghe del mare. Le sostanze pericolose non finiscono qui: il quotidiano Repubblica ha infatti pubblicato la lista dei prodotti pericolosi per l'ambiente che si trovano ancora nella Concordia.
Attualmente stanno continuando le operazioni di monitoraggio della nave, ma Franco Gabrielli (Protezione Civile) afferma che la nave non potrà essere spostata prima di 7-10 mesi, che possono trasformarsi anche un anno. "La rimozione del relitto della Costa Concordia dall'isola del Giglio non è una normale pratica burocratica. Abbiamo l'impressione che si stia sottovalutando l'enorme danno ambientale, turistico ed economico che ci sarà se la nave resterà nella posizione in cui è ora per più di un anno". Lo dichiara il Presidente Nazionale dei Verdi Angelo commentando le dichiarazioni del commissario per l'emergenza Franco Gabrielli che ha parlato di 7-10 mesi per la rimozione. "È incomprensibile il motivo per cui si stia aspettando il progetto della Costa, i bandi e gli appalti che la società armatrice della Concordia dovrà ultimare per avviare le operazioni di rimozione: quest'iter procedurale non farà che allungare i tempi, nella migliore delle ipotesi, di almeno 3 mesi - prosegue il leader ecologista -. Si tratta di tempi lunghissimi che si sommano ai 7-10 mesi, in cui gli oli, la corrosione del relitto, i solventi e tutto quello che è presente sul relitto provocheranno un vero e proprio disastro".
Dai Verdi arriva una forte e decisa richiesta alla politica di attivarsi al più presto e nella maniera migliore per agire tempestivamente ed evitare il rischio disastro ecologico: "Il Governo si sostituisca all'armatore e provveda immediatamente ad organizzare e ad eseguire la rimozione del relitto attraverso procedure d'urgenza e poi presenti il conto alla Costa - conclude Bonelli -. È assurdo che la Protezione Civile che, negli ultimi anni, si è mossa con procedure d'urgenza per questioni che non presentavano nessun profilo emergenziale come i Grandi Eventi, ora intenda trattare l'emergenza ambientale dell'Isola del Giglio come una normale pratica burocratica".
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Attualmente stanno continuando le operazioni di monitoraggio della nave, ma Franco Gabrielli (Protezione Civile) afferma che la nave non potrà essere spostata prima di 7-10 mesi, che possono trasformarsi anche un anno.
"La rimozione del relitto della Costa Concordia dall'isola del Giglio non è una normale pratica burocratica. Abbiamo l'impressione che si stia sottovalutando l'enorme danno ambientale, turistico ed economico che ci sarà se la nave resterà nella posizione in cui è ora per più di un anno". Lo dichiara il Presidente Nazionale dei Verdi Angelo commentando le dichiarazioni del commissario per l'emergenza Franco Gabrielli che ha parlato di 7-10 mesi per la rimozione.
"È incomprensibile il motivo per cui si stia aspettando il progetto della Costa, i bandi e gli appalti che la società armatrice della Concordia dovrà ultimare per avviare le operazioni di rimozione: quest'iter procedurale non farà che allungare i tempi, nella migliore delle ipotesi, di almeno 3 mesi - prosegue il leader ecologista -. Si tratta di tempi lunghissimi che si sommano ai 7-10 mesi, in cui gli oli, la corrosione del relitto, i solventi e tutto quello che è presente sul relitto provocheranno un vero e proprio disastro".
Dai Verdi arriva una forte e decisa richiesta alla politica di attivarsi al più presto e nella maniera migliore per agire tempestivamente ed evitare il rischio disastro ecologico: "Il Governo si sostituisca all'armatore e provveda immediatamente ad organizzare e ad eseguire la rimozione del relitto attraverso procedure d'urgenza e poi presenti il conto alla Costa - conclude Bonelli -. È assurdo che la Protezione Civile che, negli ultimi anni, si è mossa con procedure d'urgenza per questioni che non presentavano nessun profilo emergenziale come i Grandi Eventi, ora intenda trattare l'emergenza ambientale dell'Isola del Giglio come una normale pratica burocratica".