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Domenica 29 Gennaio 2012 06:00

LA CITTADINANZA A CHI NASCE IN ITALIA È UN ATTO DI CIVILTA'

Autore:  Emanuele Rigitano
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BONELLI: "IN FRANCIA LO IUS SOLI ESISTE DAL 1515"

I tempi per garantire il diritto di cittadinanza ai figli di immigrati che nascono in Italia sono maturi. La campagna a favore dello Ius soli - l'acquisizione della cittadinanza per essere nati sul suolo di un determinato Stato - sta avendo un discreto successo, nonostante le critiche di alcuni. Tra i detrattori si può annoverare anche il comico Beppe Grillo, leader spirituale del Movimento 5 stelle, che ha derubricato la battaglia per lo ius soli in Italia come "senza senso" e come un tentativo di "distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi". Molti aderenti al movimento hanno però un'idea diversa, al punto che in alcuni comuni come Torino sono pronti ad appoggiare leggi che favoriscano la cittadinanza in base a dove si nasce.

"Non è senza senso caro Grillo, ma è un atto di civiltà" ha affermato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli sulla sua pagina Facebook. Il leader del "Sole che ride" ha continuato spiegando sul social network la sua posizione e quella del partito ecologista: "Non c'è alcuna ragione perchè ai bambini figli di immigrati che nascono in Italia, crescono in Italia e studiano in Italia non sia concessa la cittadinanza italiana. Lo ius soli in Francia è in vigore dal 1515. La cittadinanza basata sullo ius sanguinis è un archetipo del passato che non considera in nessun modo le modificazioni che ci sono state nella società italiana europea e mondiale".

Chi lavora e paga le tasse nel nostro Paese non può che ottenere la cittadinanza per lo ius soli, soprattutto perché si sente un cittadino italiano e come tale vuole essere riconosciuto.

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