Quali sono i dati che non vengono mai presi in considerazione? I Verdi lo ripetono da mesi, inascoltati come i tanti oppositori pacifici della TAV. Innanzitutto esiste già una linea ferroviaria per il trasporto delle merci vicinissima a quella del nuovo tracciato che viene utilizzata solo per 2,5 milioni di tonnellate quando ha una capacità di 32 milioni di tonnellate. Con un ulteriore ammodernamento di quella linea si potrebbero raggiungere gli obiettivi senza massacrare la Val di Susa e risparmiando: è bene precisare, infatti, che non si sta parlando di una linea ad alta velocità tra Torino e Lione, ma di un tunnel nelle Alpi di oltre 50 km. Il costo di quest'opera inutile ricadrà in gran parte sull'Italia: secondo gli accordi sottoscritti dall'allora ministro Lunardi l'Italia si è accollata il 67% (13,4 mld) del costo totale, la Francia il 23% (4,6 mld) mentre l'Unione europea finanzia il restante 10% (2 mld). Nella crisi in cui ci troviamo e i conti pubblici sotto l'attacco della speculazione l'Italia può permettersi di spendere 13,4 miliardi di euro?
«Qui non si tratta di mettere in discussione il corridoio 5 -precisa Bonelli - ma di evitare che fiumi di denaro pubblico vengano dilapidati. Invitiamo tutti a riflettere seriamente e ad evitare posizioni ideologizzate: la Tav in Val di Susa è un investimento a perdere sia dal punto di vista economico che da quello ambientale. Una riflessione sugli elementi oggettivi che bocciano senz'appello quest'opera – conclude il leader ecologista - fino ad oggi non è stata mai fatta: quando, qualche settimana fa ci ha provato Luca Mercalli è scattato automaticamente il linciaggio». Perché non ci si mette a discutere del perché spendere per un’opera inutile il valore di una manovra sulle pensioni?






